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App per studiare online: planning e calendar

Lo studio in questo periodo dell’anno ti affligge più del solito? Come darti torto: il caldo, la fiacchezza e la voglia di andare in vacanza dopo un anno di duro lavoro sono, effettivamente, alleati poco collaborativi. Tuttavia, per riuscire a fare un ultimo sprint ed essere performanti anche durante la sessione estiva, possiamo consigliarti qualche app per studiare online che, non risolverà tutti i tuoi problemi, ma potrà tornarti utile nei momenti in cui la concentrazione tende a calare e l’organizzazione del tuo studio a vacillare.

Le app online e gestire il tempo

Gestire il tempo mentre si studia è fondamentale e per farlo è altrettanto importante servirsi di un metodo organizzativo valido. Quando, però, parliamo di organizzazione, intendiamo l’organizzazione fisica, prima ancora di quella mentale che risulta essere una sua diretta conseguenza.

Fare decluttering

Se vuoi gestire ottimamente il tuo tempo e organizzare bene le idee, devi gestire al meglio i tuoi spazi. Il piano di lavoro deve, per questo essere pulito e privo di tutti quegli ornamenti o strumenti che di fatto non ti servono. Infatti avere tanti oggetti inutili accanto a te, ti porterà a fissarli e a utilizzarli anche se non ne hai per nulla bisogno. Quindi, prima di iniziare la prossima sessione di studio, fai un po’ di decluttering: metti in un altro posto tutto quel materiale inutile per il tuo studio. Se, tuttavia, pensi di non essere molto bravo nelle sessioni di pulizia e di riordino, ti suggeriamo Handy: un’app per studiare online un po’ atipica ma utile per la programmazione dei task inerenti la gestione della casa e degli spazi.

Organizzare i task

Fondamentale per la gestione del tuo tempo e per l’organizzazione mentale del tuo studio, sarà avere ben chiaro in mente cosa fare, come farlo e perché. Uno degli errori più grandi che tu possa commettere è, infatti, navigare a vista. Devi, invece, munirti di una tabella di marcia molto precisa in cui avrai segnato esattamente tutti i compiti che intendi portare a termine in una data giornata. Metti al bando post-it, blocchi e fogli volanti e prova a utilizzare Google Calendar che, oltre a darti una visione globale del tuo piano di lavoro, ti ricorda con specifici alert tutti i task che dovrai portare a termine.

Fare le liste online

Tra le varie app per studiare online ti suggeriamo, se sei un amante delle liste, Evernote: uno strumento digitale davvero utilissimo per schedulare i tuoi “To do”, per ripartirli in cartelle e condividerli con altri studenti o con i tuoi familiari.

Se già disponi di tutte queste App e sei uno studente organizzato ma demotivato, l’ultimo tentativo che ti resta da fare è trovare un mentore! Prova quindi a scaricare un’app motivazionale, che ti dia la carica giusta ogni mattina! Perché, a tal proposito, non provi Quotes?

 

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Combattere lo stress per concentrarsi meglio

A fine anno, si fanno sempre i bilanci: se anche tu hai da poco terminato l’ultima sessione di studio e hai sostenuto gli ultimi esami, puoi fare lo stesso. Fermarti a riflettere sui risultati raggiunti, ti sarà di grande aiuto per gestire meglio l’anno accademico che verrà ed eventualmente combattere lo stress per concentrarsi meglio.

Non bisogna, infatti, credere che lo stress sia una condizione imprescindibile di ogni studente universitario che si rispetti. Al contrario, spesso, è un sentimento invalidante che se mal gestito o non arginato in tempo può degenerare e causare patologie abbastanza complesse. Ma niente panico: cerchiamo di capire se e come combattere lo stress per concentrarsi meglio e, perché no, aumentare di consegenza la produttività da studio.

Sconfiggere lo stress per concentrarsi meglio: è davvero possibile?

Combattere lo stress per concentrarsi meglio e ottenere risultati migliori in termini di produttività è assolutamente possibile. Contrariamente alle credenze comuni, secondo cui una buona e moderata dose di stress può essere persino positiva, accumulare anche piccole dosi di stress può portare chiunque ad accusare innumerevoli patologie come, per esempio, l’insonnia, la perdita di peso, la perdita dei capelli e lo sviluppo di eritemi o allergie. In realtà serebbe bene non superare mai determinati livelli di tensione e scaricare l’ansia o il nervosismo pre-esame quotidianamente, in modo da non accumularlo.

Scaricare le tensioni può, infatti, portare gli studenti a godere di molti benefici fisici e mentali ma, soprattutto, ad amare le materie studiate che, al contrario, proprio a causa dello stress in molti casi vengono assimilate male, apprese controvoglia e spesso detestate. Prima di arrivare a rifiutare il corso di laurea scelto, quindi, sarebbe meglio imparare a gestire le emozioni, lo stress e di conseguenza lo studio in generale.

Come vincere lo stress per concentrarsi meglio: 3 consigli

Per combattere lo stress e concentrarsi di più, ti consigliamo di provare a dormire almeno 8 ore al giorno, di organizzare le sessioni di studio il più possibile, di fare attività fisica e di godere delle pause. Ti sembra impossibile e ti stai ulteriormente stressando? Calma: vediamo insieme come sia possibile fare tutte queste cose, superando egregiamente gli esami.

Dormire 8 ore al giorno ti aiuta a combattere lo stress e a concentrarti perché il tuo fisico e il tuo cervello si riposano, staccando dai problemi e dalle preoccupazioni che ti pervadono durante il giorno. Se credi che non sia per te possibile dormire così tanto, ti sbagli: è una questione di ritmo, di abitudine e di disciplina. Per prima cosa ti suggeriamo di non studiare, salvo casi rarissimi, dopo cena. Dalle 21 in poi prova a rilassarti, facendo attività che ti inducano a pensare ad altro. Guardare un film, uscire a cena con un amico o dedicarti a una passione, non toglieranno tempo allo studio ma ti daranno la serenità necessaria per riposare bene e affrontare la prossima sessione di studio con più energia.

Organizzare le sessioni di studio con le giuste pause è indispensabile se non vuoi arrivare all’esame completamente impreparato oppure, e ancor peggio, in tilt. Ciò che dovrai fare è schedulare il tuo lavoro in base alla mole e al tempo a disposizione. Utilizza un planning cartaceo o online e pianifica tutti i giorni a tua disposizione. In fase di pianificazione, sarà indispensabile inserire anche le pause che, proprio come il sonno, saranno per te necessarie per affrontare le successive ore di studio con la giusta carica.

Infine fare attività fisica, dopo aver studiato o la mattina molto presto, ti aiuterà a ossigenare il cervello e a ritemprare il corpo. Prova il nuoto o la corsa e vedrai che, subito dopo la doccia, il tuo umore sarà migliore e la qualità del sonno superiore.

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organizzare un planning studio. Perchè?

Sembra banale ma, credici, non lo è affatto: organizzare un planning per lo studio non solo è utile ma, in molti casi, può rivelarsi vitale. Le ragioni per cui è indispensabile sono molteplici. Ne vedremo insieme alcune e capiremo come fare un planning studio che funzioni, che sia snello e soprattutto facile da gestire.

Organizzare un planning studio: perché può rivelarsi utile?

Hai mai sentito parlare di ottimizzazione del tempo e aumento della produttività? Ecco, organizzare un planning studio serve proprio a questi due scopi. Nonostante sia importante dedicare la giusta attenzione a questa attività, possiamo assicurarti che nel lungo periodo può rivelarsi proficua. Avere una visione di insieme delle attività da svolgere, dei task assegnati e delle sessioni di studio o di esame che dovrai affrontare, ti aiuterà a capire come muoverti e ti insegnerà ad organizzarti.

Possedere buone doti organizzative, infatti, non è solo fortemente apprezzato anche all’interno dell’ambiente lavorativo, ma nel quotidiano rende il tuo lavoro o il tuo studio più semplice e, perché no, persino divertente. Navigare a vista è spesso controproducente sia in termini sia performance, sia in termini di risultati. Al contrario, avere una visione globale dei tuoi doveri e dei tuoi impegni, ti aiuterà a vivere le sessioni di studio o di esame serenamente. Prova a pensarci: ti è mai capitato di ritrovarti a 5 giorni dall’esame con un libro intero da studiare, con le slide da consultare, con l’insonnia e con l’ansia da prestazione? Organizzare un planning studio serve per evitare tali malesseri. Recenti studi hanno, non a caso, dimostrato che non solo i professionisti, ma anche sempre più studenti  soffrono della “sindrome del burnout”, ossia un disagio psicofisico, sintomatico di un eccessivo carico di lavoro prolungato. Perché non evitarlo con una ripartizione intelligente?

Come fare un planning studio che sia snello e facile da gestire

Se non hai mai fatto un planning studio, tranquillo perché realizzarne uno è abbastanza semplice ma ricorda: esso deve essere snello, rapido da consultare e soprattutto da gestire. Sta a te decidere se organizzare un planning studio online o in cartaceo. La decisione dipende da quelle che sono le tue abitudini: se segui un corso di laurea o un master online, probabilmente sarai abituato a studiare con un PC e per te sarà facile strutturare un planning su Drive e averlo sempre a portata di mano. Al contrario, se sei un fanatico di agende, post-it e block notes, probabilmente ti servirai di supporti cartacei. In entrambi i casi, rendi il tuo planning studio molto schematico e strutturalo partendo da un calendario. Fai una stima del carico di lavoro che dovrai sostenere in base ai giorni che hai a disposizione e dissa le deadline. Su Pinterest puoi trovare moltissime idee creative per la struttura del tuo planning: prova a dare un’occhiata!

Un esempio pratico: come organizzare un planning per l’esame

Facciamo un esempio concreto: se per preparare un esame, che dovrai sostenere tra 3 settimane, devi studiare 2 testi, dovrai dividere il numero delle pagine da leggere e schematizzare per il numero di giorni a tua disposizione, escludendo i weekend e i momenti in cui hai altri impegni. Metti nero su bianco e su un foglio crea delle colonne con i giorni e le pagine da studiare. Se interi capitoli non rientrano nel tuo piano, probabilmente il tempo a tua disposizione è troppo poco e forse, per arrivare preparato e tranquillo, sarebbe meglio per te rimandare l’esame.

Posticipare gli esami: il planning studio può darti qualche risposta

Andare male a un esame non è sempre strettamente legato alla scarsa preparazione ma, talvolta, alla mancanza di tempo e di organizzazione. Uno dei vantaggi del planning è proprio questo: uno schema chiaro ti dice, sin da subito, se stai per intraprendere un’impresa difficile, se hai fissato obiettivi troppo alti o poco realistici. Quindi, metti da parte insicurezza e ansia ma organizzati, impara a gestire il tempo e divertiti. Lo studio è anche questo e se hai scelto un percorso, sicuramente hai una passione. Non perderla a causa della disorganizzazione!

 

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Dieta per studenti: i nostri consigli per una corretta alimentazione

Sei alla ricerca di consigli utili per una dieta per studenti?

Nella nostra guida parleremo dell’alimentazione per studenti universitari, soffermandoci in particolar modo sui cibi e sugli abbinamenti in grado di dare uno slancio in più alla memoria e alla concentrazione.

Quando si studia per affrontare una sessione d’esame può capitare di sentirsi spossati e perennemente stanchi. La dieta può aiutare molto ad evitare (o a gestire) questi sintomi: un menù per lo studente equilibrato e nutriente è la soluzione perfetta per sentirsi sempre carichi e alleviare le tensioni.

Vediamo ora qualche dritta per la dieta settimanale per studente e tutti gli alimenti che fanno bene al cervello.

Consigli per una dieta per studenti nutriente ed equilibrata

Se è vero che siamo ciò che mangiamo, ecco tutto quello che devi sapere per costruire una dieta per studenti sedentari o attivi.

I pasti dello studente

Quando si passano molte ore sui libri e si ambisce a studiare bene e velocemente, una corretta alimentazione è fondamentale per riprendersi e recuperare le energie perdute.

La prima cosa da dire è che una buona dieta per studenti prevede il consumo di cinque pasti giornalieri: tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini (uno a metà mattina e uno nel pomeriggio).

Colazione

Al momento del risveglio, una ricca e sostanziosa colazione è quello che ci vuole per iniziare la giornata con la marcia giusta.

La colazione dello studente universitario prevede:

  • Un cappuccino o una tazza di latte. Se non ami o se non puoi assumere latticini, un thè o un succo di frutta sono ottimi sostituti;
  • Una fetta di ciambellone o di crostata: preferisci sempre prodotti freschi alle brioche di produzione industriale. Se non hai alternative, opta per prodotti leggeri e poveri di grassi saturi;
  • Un frutto, come una mela o una banana.

A metà mattinata, se la fame inizia a farsi sentire, puoi mangiare uno yogurt con i cereali o, in alternativa, una macedonia di frutta.

Pranzo

Il pranzo è il pasto più importante della giornata. Sappiamo che è difficile, ma non trascurare l’importanza di un pranzo sano e ricco di nutrienti: contrariamente a ciò che si tende a fare, è preferibile mangiare di più a pranzo piuttosto che a cena.

Se pranzi a casa, puoi optare per:

  • Un piatto di pasta: i carboidrati sono il motore del nostro corpo. Non privarti di questa preziosa fonte di zuccheri complessi e preparati un buon piatto di pasta con le verdure;
  • Un secondo piatto e un contorno: se preferisci, in alternativa alla pasta, puoi mangiare un secondo di carne o di pesce accompagnati da un contorno di verdure. Ad esempio, un piatto di petto di pollo al limone e fagiolini può essere la soluzione perfetta per un pranzo nutriente e gustoso.

Se pranzi fuori casa, magari perché sei in biblioteca a studiare, cerca di limitare il consumo dei soliti tramezzini del bar e prova a portarti qualcosa di pronto da casa. In questo modo, oltre ad una dieta per studenti sana, arginerai anche le spese.

Se stai cercando qualche idea, un piatto di pasta fredda, un panino con la frittata o dei pomodori con il tonno possono fare al caso tuo.

Cena

La cena può rappresentare un momento di relax e di convivialità, soprattutto se hai dei coinquilini con cui condividerla.

Come abbiamo detto, una buona dieta per studenti pone come pasto principale il pranzo: non cadere nella trappola del digiuno diurno per poi mangiare a dismisura la sera, perché potresti provocare disordini nel metabolismo e cattiva digestione.

Per la cena, opta per alimenti leggeri, come un secondo piatto a base di pesce e una verdura per contorno. In alternativa, una zuppa con dei crostini di pane possono fare al caso tuo.

Il fine settimana, però, concediti qualche sfizio, come una pizza o una grigliata con gli amici.

Una cosa molto importante, soprattutto quando hai un esame il giorno dopo, è di non assumere troppo caffè o alcolici, perché ti renderebbero nervoso e altererebbero le tue capacità di concentrazione.

cena con amici

Abitudini da confermare e da evitare

Ora che abbiamo visto quali pasti sono necessari per una dieta per studenti, vediamo quali alimenti mangiare e quali evitare assolutamente, insieme alle cattive abitudini alimentari.

Quando siamo sotto stress, tendiamo ad aver bisogno di cibi spazzatura e ipercalorici. Cerca di evitare la fame nervosa e mangia solamente alimenti sani e genuini. Le cose da fare quando si parla di alimentazione e studio sono:

  • Mantenere il proprio peso forma e non eccedere con le calorie;
  • Non mangiare troppi zuccheri semplici e grassi animali;
  • Privilegiare i carboidrati integrali e alcuni grassi come quelli del pesce;
  • Variare spesso i pasti per garantire il giusto apporto di nutrienti al tuo corpo.

Molti studi hanno provato che un’alimentazione ricca di colesterolo e grassi principalmente di origine animale diminuisce l’efficienza delle cellule nervose, peggiorando le capacità mnemoniche e velocizzando il processo di invecchiamento cellulare. Per questo, nella dieta per studenti, è importante limitare il consumo di alimenti come panna, formaggi e salumi privilegiando carboidrati integrali e verdure.

Nutrienti che fanno bene al cervello

Così come esistono alimenti poco propedeutici alle nostre funzioni celebrali, ne esistono altri che, al contrario, favoriscono memoria e concentrazione.

Vediamo ora quali sono i nutrienti che fanno bene alla nostra memoria e in quali alimenti possiamo trovarli:

  • Vitamina A, nota per le sue proprietà antiossidanti. Ne sono ricchi frutta e verdura come albicocche, anguria, asparagi, broccoli, carote, cachi, cavolo, indivia, lattuga, melone, peperoni rossi e spinaci;
  • Vitamina C, che favorisce la circolazione sanguigna. Puoi trovarla in agrumi, broccoli, cavoli, fragole, kiwi, lamponi, mango, papaia, peperoni, pomodori, ribes nero, spinaci;
  • Vitamina E, che contrasta l’azione dei radicali liberi. Presente in 0li vegetali (girasole, mais, oliva), avocado, mandorle, noci, nocciole, pistacchi.;
  • Vitamine gruppo B, che hanno diverse funzioni volte al corretto funzionamento del sistema nervoso. Puoi trovarle in fonti vegetali come cereali integrali, semi oleosi, frutta secca, legumi (soia in particolare) e alcuni ortaggi. Tra le fonti animali ricche di vitamina B, menzioniamo il fegato;
  • Omega 3 e DHA, che esercitano una forte azione antinfiammatoria e disintossicante. Sono presenti in tutti i pesci, in particolare in salmone, tonno, aringhe, sardine, sgombri;
  • Selenio, minerale utile per le sue doti antiossidanti. Presente in fonti vegetali come aglio, broccoli, cavolo, cetrioli, cereali (specie se integrali), cipolle, funghi, sedano. Tra le fonti animali ricche di selenio, carne (agnello, anatra, maiale, pollo), formaggi stagionati, pesce (crostacei, frutti di mare, sardine, tonno), tuorlo d’uovo;
  • Zinco, che aiuta a rafforzare le difese immunitarie. Presente in molti cibi di origine vegetale come cereali,legumi e frutta oleosa;
  • Ferro, che aumenta la concentrazione. Puoi trovarlo in alcune fonti vegetali come i legumi, pomodori essiccati, radicchio verde, rucola, tarassaco, spinaci, foglie di rapa, germe di frumento e frutta secca. Tra le fonti animali di ferro, menzioniamo il fegato, carne in generale e il pesce;
  • Magnesio, naturale regolatore dell’umore e ansiolitico. Presente in cereali integrali, legumi, semi oleosi, bieta, spinaci, banane. Tra le fonti animali, i formaggi stagionati (grana, pecorino), pollo, tacchino, bresaola, uova.

Tutti questi nutrienti possono aiutarti nello studio perché agiscono positivamente sulla tua memoria e hanno funzioni antiossidanti e disintossicanti.

Hai le idee più chiare sulla dieta per studenti perfetta per te?

Siamo certi che con un po’ di esercizio riuscirai ad acquisire ottime abitudini alimentari e a trarre giovamento dalla tua corretta alimentazione.

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Visitare Foggia: consigli per l’itinerario

Sei alla ricerca di consigli utili per visitare Foggia?

In questa guida ti sveleremo cosa vedere a Foggia, quali luoghi della zona circostante non perdere assolutamente e quali specialità culinarie provare per i tuoi pasti in città.

Foggia è ricca di opportunità: dai monumenti del centro storico agli spazi naturalistici, la città offre ai suoi visitatori tantissime occasioni di svago e divertimento.

Da non dimenticare le specialità della cucina tipica pugliese, da assaporare durante una gita nel weekend o una pausa pomeridiana dallo studio.

Vediamo ora cosa fare a Foggia la sera e durante il giorno, attraverso un viaggio alla scoperta delle attrazioni più belle e caratteristiche della città.

Tutto quello che devi sapere per scoprire le bellezze di Foggia

Dalle curiosità sulla città ai luoghi d’interesse più suggestivi, ecco i nostri consigli per visitare Foggia da solo o in compagnia.

Foggia: centro storico

Foggia è un capoluogo di provincia della Puglia che sorge nel cuore del Tavoliere, a circa 30 km di distanza dalla costa adriatica.

Nonostante il forte terremoto che colpì la città nel 1731 e i bombardamenti sotto la Seconda Guerra Mondiale, il centro storico di Foggia è ancora ricco di importanti monumenti e testimonianze della storia della città.

Vediamo insieme tutte le tappe più belle da fare per visitare Foggia e godersi la città.

  1. Cattedrale di Foggia: la “Chiesa della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo”, nota anche come Cattedrale, è stata costruita nel 1170 con caratteristiche romano-pugliesi e ricostruita, a seguito del famoso terremoto del 1731, con stile barocco. All’esterno della Cattedrale puoi ammirare un bellissimo campanile e, all’interno, una croce latina con cupola a scodella;
  2. Palazzo Dogana: questo importante palazzo è stato sede della Regia Dogana della Mena delle Pecore di Foggia durante il XVIII secolo. Nel palazzo, infatti, avvenivano gli scambi di merci e bestiame ed era considerato come uno dei punti di snodo più strategici dell’Italia meridionale;
  3. Teatro Umberto Giordano: costruito nel 1828, il teatro è stato, ai tempi, uno dei più importanti del Regno d’Italia dopo il San Carlo di Napoli. La struttura ospita diverse tipologie di spettacoli, concentrando la sua attività nei mesi che vanno da novembre a luglio;
  4. Museo civico e Pinacoteca di Foggia: il museo ospita reperti e opere provenienti dai periodi storici più disparati, dal neolitico all’arte contemporanea. La pinacoteca racchiude quadri dei più talentuosi artisti foggiani, come Francesco Saverio Altamura. Tra le opere contemporanee, menzioniamo quadri di Guttuso, Dova e Guerricchio.

Spazi verdi e aree naturali

Se vuoi visitare Foggia, devi assolutamente inserire nel tuo itinerario una gita negli spazi verdi della città.

Per cominciare, una tappa alla Villa Comunale è quello che fa per te se vuoi rilassarti immerso nella natura.

Il parco, intitolato a Karol Wojtyla, è il secondo parco urbano più grande dell’Italia meridionale, dopo Villa Floridiana di Napoli. Progettata nel 1820 dall’ingegnere Luigi Oberty , la Villa Comunale è uno dei punti d’incontro più gettonati di Foggia.

Parlando di aree verdi, a pochissimi chilometri da Foggia, precisamente nella frazione di Borgo Incoronata, si trova il Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata, un’area naturale protetta meta, ogni anno, di centinaia di turisti.

Il Parco comprende anche parte del Sito di Importanza Comunitaria “Valle del Cervaro” e ospita il Santuario della Madonna Incoronata. Questo luogo religioso è importantissimo per i fedeli, perché viene riconosciuto dai credenti come il primo luogo dell’Occidente in cui è apparsa la Madonna, nell’aprile del 1001.

Inoltre, a pochissima distanza da Foggia sorge anche il Parco Nazionale del Gargano, una delle aree protette più grandi d’Italia. Il Parco si estende per circa 118.144 ettari e ospita oltre 2.200 specie botaniche (circa il 35% di tutta la flora nazionale), nonché decine di migliaia di esemplari tra mammiferi, uccelli rettili ed anfibi.

Cosa mangiare a Foggia

Oltre a visitare Foggia, non dimentichiamo tutte le specialità golose che la cucina tipica pugliese offre.

Se ti stai chiedendo cosa mangiare in Puglia, non hai che l’imbarazzo della scelta: dalle specialità di terra a quelle di mare, le ricette pugliesi sono perfette per soddisfare anche i palati più esigenti.

Ecco qualche specialità tipica pugliese che devi assolutamente assaggiare:

  • Muschiska: piatto tipico del foggiano, la muschiska è una carne di pecora, capra e vitella condita con aglio e peperoncino e lasciata essiccare per circa 20 giorni;
  • Caciocavallo: la tradizione culinaria pugliese pullula di formaggi e specialità casearie. Il caciocavallo è il prodotto più emblematico, apprezzato anche oltre i confini regionali;
  • Orecchiette e troccoli: tra i formati di pasta più gettonati, le orecchiette e i troccoli sono sicuramente da menzionare. Accompagnati a verdure e proteine, rappresentano un primo piatto ricco ed equilibrato;
  • Pizza di grano d’India: si tratta di un impasto di farina di mais con acqua, sale uva passa e acciughe, cotto in forno.

orecchiette pasta

Per i più golosi, segnaliamo anche:

  • Cartellate: si tratta di nastri di una sottile sfoglia di pasta a base di farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su se stessa sino a formare una sorta di rosa che verrà fritta nell’olio. La ricetta tipica prevede l’impiego di vincotto tiepido o miele;
  • Pasta di mandorla: dolci ottenuti dalla macinazione di mandorle sgusciate e zucchero;
  • Mostaccioli: dolci tipici del Salento a base di farina, zucchero, mandorle, limone, cannella, miele ed altri aromi.

Cosa fare a Foggia la sera

Se vuoi visitare Foggia e goderti anche un po’ di vita notturna, non puoi assolutamente perderti le occasioni di svago e divertimento che la città regala ai suoi visitatori.

Tra le cose che puoi fare a Foggia:

  • Pub con musica dal vivo: a Foggia non mancano luoghi di aggregazione in cui gustare una buona birra e ascoltare musica dal vivo. Ti segnaliamo, ad esempio, l’Irish Public House o il Nuevo Mundo Caribean Bar, in stile caraibico;
  • Ristoranti con cucina tipica locale: visitare Foggia e non approfittare delle gustose ricette della tradizione è quasi un delitto. Ci sono tantissimi ristoranti che offrono cucina tipica, dove puoi degustare un buon piatto di orecchiette sorseggiando un Primitivo di Manduria;
  • Discoteche: se ami ballare, la discoteca è il locale che fa per te. Tra le più rinomate, ti segnaliamo la discoteca Domus Area;
  • Cinema o teatro: per una serata all’insegna della cultura, ti proponiamo una tappa al cinema o al teatro. Il Teatro Giordano, situato al centro di Foggia, offre una vasta programmazione di spettacoli tutto l’anno.

Folklore a Foggia

La città di Foggia è celebre anche per le numerose sagre e manifestazioni religiose che ospita ogni anno.

Tra le più famose e caratteristiche, ricordiamo:

  • Festa dell’Incoronata, che cade l’ultimo sabato di aprile e celebra l’apparizione della Madonna;
  • Festa Patronale, che cade il 22 marzo ed è caratterizzata da una processione per le vie della città;
  • Festa dell’Addolorata “Liberatrice dal Colera”, che cade il 15 luglio;
  • Festa dell’Assunzione di Maria, che si celebra a Ferragosto, e che celebra l’Assunzione della Madonna in Paradiso.

Non mancano eventi enogastronomici e fiere culinarie, dove si celebra la tradizione alimentare legata al territorio.

Hai le idee più chiare su cosa visitare a Foggia?

Siamo sicuri che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a costruire un’itinerario perfetto e a trascorrere momenti speciali nella città.

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Esperto contabile: chi è e cosa fa

Sei curioso di sapere qualcosa in più sull’esperto contabile?

In questa guida ti spiegheremo, passo dopo passo, quali sono le mansioni relative a questa professione e quale percorso di studi è il più adatto per diventare esperto contabile.

Esperti contabili e dottori commercialisti sono due figure imprescindibili in ogni settore dell’economia di una società. Hanno il compito di esercitare, nel corso della professione, consulenze fiscali, revisioni contabili, pareri tecnici nei tribunali.

Tuttavia le due professioni differiscono molto fra loro, pur appartenendo allo stesso Ordine.

Vediamo ora nel dettaglio le differenze tra esperto contabile e commercialista, le mansioni dell’esperto contabile e il percorso di studi necessario per intraprendere la professione.

Tutto quello che devi sapere sulla figura dell’esperto contabile

Ecco una serie di informazioni utili su chi è l’esperto contabile, cosa fa e quali studi sono propedeutici per lanciarsi in questa professione.

Chi è l’esperto contabile

Come abbiamo accennato, l’esperto contabile è una figura che opera nel campo economico e finanziario.

Nello specifico, l’esperto contabile ha il compito di tenere la contabilità e effettuare consulenze di natura fiscale a persone fisiche e giuridiche.

Per essere più precisi, l’esperto contabile fa da garante nella valutazione e nel controllo della contabilità e del bilancio, effettuati secondo procedure automatizzate.

Nel settore bancario, la maggior parte delle operazioni contabili sono gestite da collaudati software e sofisticati sistemi di rete. L’esperto contabile analizza gli elaborati contabili, verifica la correttezza delle procedure di rilevazione dei dati, controlla la coerenza dei risultati contabili e gestionali rispettando le norme legali, le regole e le indicazioni fornite dall’azienda, rilegge e controlla la contabilità delle filiali.

Inoltre, individua, segnala e corregge eventuali anomalie e si occupa della redazione e della quadratura del bilancio aziendale.

Questa professione differisce molto da quella del commercialista, nonostante spesso si tenda ad accomunarle. In realtà, l’unica cosa che li accomuna è l’appartenenza allo stesso Ordine professionale: l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Infatti, il commercialista è quel professionista specializzato in materia fiscale, giuridica e tributaria, che garantisce la corretta gestione patrimoniale.

Esperto contabile: requisiti per l’esercizio della professione

Per diventare esperto contabile, come abbiamo accennato, è richiesta l’iscrizione all’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Queste professioni sono regolate dal Decreto Legislativo 28 giugno 2005, n.139, che delinea il nuovo assetto delle professioni contabili.

Per intraprendere la professione di esperto contabile, occorre:

  • Abilitazione professionale, mediante iscrizione all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili;
  • Domanda di attribuzione del numero di partita Iva;
  • Iscrizione nella gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali presso la Cassa Nazionale di Previdenza dei Ragionieri (CNPR) per gli esperti contabili.

Come avrai intuito, per l’iscrizione alla sezione B dell’Albo, relativa agli esperti contabili, occorre superare un esame.

I requisiti d’accesso all’esame sono:

1) Il possesso di uno di questi titoli:
– laurea specialistica nella classe 64/S – scienza dell’economia;
– laurea specialistica nella classe 84/S – scienze economico-aziendali;
– laurea rilasciata da una facoltà di economia secondo l’ordinamento previgente;
– laurea nella classe 17 – scienze dell’economia e della gestione aziendale;
– laurea nella classe 28 – scienze economiche;
2) Il completamento di un periodo di tirocinio pari a tre anni iscrivendosi al registro dei tirocinanti esperti contabili, istituito presso ciascun Ordine territoriale.

Diventare esperto contabile: lauree economiche Unicusano

Diventare un esperto contabile è il tuo sogno nel cassetto?

I corsi dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano sono la soluzione perfetta per te. Tra i corsi di laurea tra cui puoi scegliere:

La didattica dei nostri corsi, erogata online grazie ad una piattaforma di e-learning attiva H24, è studiata dai migliori professionisti del settore, che hanno portato all’interno delle lezioni il loro bagaglio di conoscenze e esperienze nel campo.

Il corso di laurea triennale in economia aziendale e management è il primo passo per intraprendere una professione di tipo economico. L’obiettivo di questo percorso di studi è fornire agli studenti conoscenze nelle aree economiche, aziendali, giuridiche e quantitative.

Il percorso disciplinare, fortemente variegato, è adatto per offrire alle matricole le competenze necessarie per lavorare nei vari settori d’impresa, dalla rilevazione delle operazioni aziendali al controllo di gestione, dalle consulenze all’economia degli intermediari finanziari.

Dopo la laurea triennale, il corso magistrale in scienze economiche ha lo scopo di dare agli studenti conoscenze ancora più specifiche negli ambiti relativi all’economia e alla finanza.

Il corso, infatti, permette allo studente di acquisire un’elevata padronanza degli strumenti matematico-statistici e dei principi e istituti dell’ordinamento giuridico nazionale, comunitario, internazionale e comparato.

I nostri corsi di laurea dell’area economica offrono molti sbocchi lavorativi e danno la possibilità di accedere sia alla professione di dottore commercialista, sia a quella di esperto contabile.

Hai le idee più chiare su chi e e cosa fa l’esperto contabile?

Se desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di laurea a Foggia e in tutta Italia, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come studiare bene e velocemente

Sei alla ricerca di consigli su come studiare bene e velocemente?

In questa guida ti spiegheremo come migliorare la qualità del tuo apprendimento, sfruttando un metodo di studio universitario e dedicando il giusto tempo alla formazione.

Come studiare bene all’università?”: è questa la domanda che, da qualche tempo, ti tormenta (e a cui non sai ancora rispondere).

Non temere, perché a tutto c’è rimedio. Ci sono tanti metodi per studiare e memorizzare le informazioni di cui hai bisogno. Con la giusta determinazione e seguendo i nostri consigli, riuscirai in poco tempo a capire come memorizzare velocemente e quale metodologia di studio è più adatta a te.

I nostri consigli su come studiare bene e velocemente all’università

Se sei pronto, iniziamo subito il nostro percorso per scoprire come studiare bene all’università e ottenere grandi soddisfazioni accademiche.

Studiare bene: il metodo di studio

Per capire come studiare bene e velocemente, dobbiamo iniziare a definire il metodo di studio universitario più adatto a te.

Che cos’è il metodo di studio? Si tratta dell’insieme di pratiche che ti consentono di apprendere al meglio le nozioni relative al tuo esame. Non solo: il metodo di studio fa riferimento anche alla fase di ascolto attivo delle lezioni e dello svolgimento dell’esame.

Per facilitare il tuo studio, ti consigliamo di:

  • Partecipare attivamente alle lezioni: la fase di ascolto durante le lezioni è molto importante ai fini della tua formazione. Cerca di non distrarti in questa fase e appunta su un foglio i concetti chiave;
  • Chiarisci ogni dubbio: se hai domande o perplessità, non esitare a rivolgerti al docente. Questo ti aiuterà ad affrontare la fase di studio con più chiarezza;
  • Prendi appunti in modo intelligente: appunta i concetti chiave delle lezioni e comparali con i libri di testo. Sviluppa schemi e mappe concettuali che ti faranno da canovaccio per fissare le informazioni.

Leggi anche: Come trovare la voglia di studiare

5 consigli per studiare velocemente

Se ti stai chiedendo come studiare bene e velocemente, ecco una serie di tecniche che ti aiuteranno a memorizzare gli argomenti oggetto d’esame.

Ascolta musica

Secondo molti studi, ascoltare musica durante lo studio favorisce la concentrazione e aiuta il cervello ad immagazzinare informazioni.

Per gli scienziati della Stanford University, l’ascolto di musica classica è propedeutica all’attivazione di quelle aree del cervello legate al ragionamento e all’attenzione.

Ascoltare musica prima della sessione di studi aiuta il buonumore: concediti una piccola playlist preparatoria al tuo pomeriggio di studi, così da affrontarlo con la giusta carica.

Usa il richiamo attivo

Molti psicologi sconsigliano di studiare leggendo e rileggendo il libro, perché in questo modo gli studenti sono orientati a pensare di conoscere i contenuti, quando potrebbe non essere vero.

Il metodo migliore per verificare il tuo apprendimento è sfruttare il richiamo attivo: chiudi il libro e ripeti ad alta voce tutto quello che riesci a ricordare. In questo modo aiuterai la memorizzazione a lungo termine e l’immagazzinaggio delle informazioni.

Dormi (bene)

Quando si prevedono lunghi periodi di studio, il sonno dovrà essere il tuo migliore amico.

Diverse ricerche confermano che, per fissare a lungo i concetti nella mente, è necessario riposare bene e a lungo. Le otto ore canoniche di sonno ti servono per rigenerarti e per affrontare la sessione di studio con la giusta lucidità.

Abolisci le alzatacce e dedica tempo al tuo riposo: sicuramente il tuo apprendimento ne gioverà.

Connetti le idee fra loro

Per studiare bene e velocemente, devi cercare di non studiare a “compartimenti stagni”. Piuttosto che concentrarti sui singoli argomenti trattati in un esame, crea delle connessioni fra loro.

Questa processo, definito come apprendimento contestuale, prevede che lo studente organizzi le informazioni in modo che abbiano un criterio logico per lui o lei.

Per fare questo, puoi utilizzare dei post-it da attaccare ad una parete: annota i concetti sui post-it, così da avere un quadro completo di tutte le nozioni da ricordare. Usa post-it di colore diverso per definire le associazioni di idee e usa linee e simboli per favorire il riconoscimento visivo.

Combatti la “curva dell’oblio”

La “curva dell’oblio” è un fenomeno noto alla scienza dal 1885, ma ancora oggi non riusciamo a dargli la giusta importanza.

Quando entri in contatto con delle nuove nozioni, se ripassi il materiale entro 24 ore, eviti di dimenticare circa l’80% di quello che hai appreso. In questo modo, dopo una settimana, ti serviranno solo 5 minuti per immagazzinare il 100% delle informazioni.

Associa tutte queste tecniche ad un metodo di studio efficace e definisci in anticipo gli obiettivi da raggiungere: con la giusta pianificazione e l’esperienza la qualità del tuo studio migliorerà sicuramente.

Hai ancora dubbi su come studiare bene e velocemente?

Se desideri ricevere ulteriori informazioni sui nostri corsi di laurea e se vuoi conoscere da vicino i benefici della nostra didattica, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Curatore museale: chi è e cosa fa

Sei curioso di sapere qualcosa in più sul curatore museale?

In questo approfondimento ti spiegheremo come diventare un curatore di mostre e lavorare nel mondo dell’arte e della promozione culturale.

Avere a che fare con le opere d’arte è sicuramente un lavoro affascinante e ricco di stimoli. L’Italia, in questo settore, offre tantissime risorse: ogni angolo del nostro Paese nasconde tesori e ricchezze artistiche dal valore inestimabile.

Il lavoro del curatore museale consiste nell’allestimento e l’organizzazione di mostre e eventi artistici in spazi aperti o chiusi. Soprattutto nelle grande metropoli, il ruolo del curatore di mostre è fondamentale per predisporre esposizioni di singoli artisti o collezioni all’interno dei musei.

Vediamo ora nello specifico chi è e cosa fa il curatore museale, quali competenze deve avere e come fare per intraprendere questa professione.

Tutto quello che devi sapere sulla figura del curatore museale

Curatore di mostre: chi è e cosa fa

Come abbiamo accennato, il curatore museale è quel professionista che si occupa dell’organizzazione e della gestione di mostre ed esposizioni.

Il suo compito è quello di qualificare lo spazio all’interno del quale opera, scegliendo il giusto approccio per la costruzione dell’evento artistico.

Il curatore museale si occupa, talvolta, anche della gestione del personale e della ricerca di introiti di natura economica, nel caso si trovi ad operare in un ente pubblico.

Origini e radici storiche del curatore d’arte

La figura del curatore d’arte è nata nel momento in cui la mostra non era più concepita come mera esposizione di opere, ma era di fatto considerata come un’attività che richiedeva precise modalità esecutive.

Fino alla fine del XIX secolo, l’arte era gestita a 360 gradi dall’Accademia delle Belle Arti e la critica consisteva nella semplice osservazione delle cose.

Il punto di rottura si verificò nel 1855, quando Gustave Courbet venne rifiutato dalla giuria dell’Esposizione Universale.

L’artista decise di esporre a sue spese nel Pavillon du Réalisme, segnando la nascita di un nuovo sistema artistico, che si sviluppò ulteriormente con le mostre del movimento impressionista.

Con l’avvento delle avanguardie artistiche la giuria è costituita dal grande pubblico, per cui l’esposizione delle opere acquisisce un peso specifico nettamente superiore a quello che aveva in passato.

Nascono e si sviluppano figure come il collezionista, il mercante d’arte, il critico militante e il gallerista.

Come diventare curatore museale

Per diventare curatore museale, è necessario anzitutto avere una forte passione per l’arte e per il patrimonio culturale. Determinazione e tenacia sono doti importanti per chi vuole intraprendere questa professione, che necessita di molto studio e dedizione.

Un buon curatore museale pone molta attenzione ai dettagli ed è estremamente preparato in una o più branche particolari dell’arte e della storia.

Sicuramente un background di natura umanistica ti aiuterà ad inserirti in un contesto professionale di questo tipo. Una laurea in scienze della formazione e un master possono essere ottimi punti di partenza per acquisire solide competenze in materia.

Per iniziare ad affacciarti a questa professione, puoi fare volontariato in un museo o in qualche istituzione affine, così da mettere in pratica le conoscenze apprese nel corso degli studi e imparare da chi è più esperto.

Se sei ferrato nella scrittura, puoi prendere in considerazione l’idea di scrivere in qualche giornale o blog di settore, oppure crearti un tuo spazio online in cui parlare della tua visione dell’arte.

Gli studi: master curatore di mostre

Se diventare curatore di mostre è il tuo sogno nel cassetto, il Corso di perfezionamento in curatore museale dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione perfetta per te.

Il corso, di durata pari a 750 ore complessive, si rivolge sia ad esperti che desiderano aggiornare e riqualificare le proprie competenze professionali, sia a laureati interessati ad intraprendere una carriera nella gestione del patrimonio culturale.

In particolare, verranno analizzati e studiati casi pratici nel campo della museologia e tecnologie applicate nell’ambito museale.

La didattica, erogata online grazie ad una piattaforma di e-learning attiva H24, è curata dai migliori esperti di settore ed è strutturata in:

  • Lezioni video e materiale fad;
  • Numero di ore destinate all’apprendimento in itinere;
  • Verifiche intermedie;
  • Case history con testimonial e professionisti di settore.

Al termine del corso è prevista una prova finale, al fine di attestare l’effettivo apprendimento da parte degli studenti.

Per ciò che riguarda le discipline trattate nella didattica, il nostro corso di perfezionamento in curatore museale tratta argomenti come:

  • Museologia;
  • Gestione museale;
  • TQM (Modello della Qualità Totale nei musei);
  • Allestimento museale: elementi di architettura e interior design;
  • Internet come strumento di promozione culturale;
  • Il sito ideale per un museo;
  • Case history e testimonianze.

Hai le idee più chiare sulla figura del curatore museale?

Per ricevere ulteriori informazioni sul corso e sui nostri master, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come trovare la voglia di studiare: Consigli utili

Stai cercando consigli su come trovare la voglia di studiare?

In questo articolo vedremo insieme come studiare bene e velocemente, come combattere l’apatia e mantenere alta la soglia di concentrazione per ottenere ottime performance accademiche.

Non riesco più a studiare“: è questa l’affermazione che fai a te stesso quando, dopo ore e ore sui libri, ti rendi conto che non ricordi una parola di quello che hai letto.

Le cause di tutto questo potrebbero essere diverse e meritano di essere analizzate una ad una nella nostra guida.

Non perdiamo altro tempo: ecco tutto quello che devi sapere su come trovare la voglia di studiare e allenare la memoria in modo efficace.

I nostri consigli su come trovare la voglia di studiare e raggiungere velocemente i tuoi obiettivi di apprendimento

Ecco la nostra guida su come ritrovare la voglia di studiare e affrontare con successo il tuo percorso di studi universitario.

Le cause: perché non hai voglia di studiare

Prima di capire come trovare la voglia di studiare, soffermiamoci su una domanda fondamentale: perché non hai voglia di studiare?

Le ragioni che possono agire sulla tua voglia di concentrarti nello studio sono di diversa natura. Ad esempio, tra le cause più diffuse:

  • Scarsa media dei voti universitari – I tuoi risultati accademici hanno un peso specifico piuttosto rilevante nel tuo processo di motivazione. Se la media dei tuoi voti universitari è molto bassa, è probabile che la tua voglia di studiare e di impegnarti ne risenta;
  • Difficoltà legate a specifici esami – Possono esserci degli esami, nel tuo percorso di studi, che trovi particolarmente difficili e impegnativi. Se percepisci l’esame come uno scoglio insormontabile e se la materia ti è ostica, probabilmente la tua voglia di studiare calerà sensibilmente;
  • Eventi professionali o personali importanti – Se ti trovi in un periodo della tua vita particolarmente denso di impegni, la tua motivazione nello studio potrebbe risentirne. Non è facile mantenere un equilibrio quando coniughi studio e lavoro e la tua professione potrebbe, inevitabilmente, assorbire una buona parte del tuo tempo. Se ad interferire con la tua voglia di studiare ci sono eventi personali rilevanti come un incidente o un lutto, la situazione è ancora più complessa;
  • Assenza di fiducia nei confronti del tuo percorso di studi – Se non credi negli studi che stai intraprendendo e se li percepisci come inutili per la costruzione del tuo futuro professionale, difficilmente riuscirai a studiare per gli esami.

10 consigli per ritrovare l’entusiasmo nello studio

Se ti stai domandando come trovare la voglia di studiare, ti diciamo fin da subito che non esiste una formula magica. Per imparare a studiare bene e velocemente ed avere motivazione servono tempo, impegno e sacrificio.

Ecco i 10 consigli che puoi mettere in atto sin da subito per ritrovare la tua motivazione nello studio:

  1. Acquisisci un metodo di studio universitario – Se, oltre a chiederti come trovare la voglia di studiare, ti stai domandando anche come studiare bene, sicuramente dovrai lavorare sul metodo. L’approccio allo studio è fondamentale per massimizzare i tuoi risultati. Conseguire buoni risultati sarà sicuramente un incentivo alla tua motivazione;
  2. Sii positivo – Non demotivarti al primo ostacolo e non mettere tutto in discussione alla prima difficoltà. Resta concentrato e impegnati per raggiungere i tuoi traguardi;
  3. Scegli l’ambiente di studio perfetto – Se studiare a casa ti espone a troppe fonti di distrazione, prendi in considerazione di andare a studiare in biblioteca o in un centro giovani. Sperimenta nuove location e frequenta quelle che ti aiutano maggiormente a concentrarti;
  4. Non studiare ossessivamente – Lo studio compulsivo non porta a molti risultati. Studia in maniera sana e concediti delle pause. Questo ti aiuterà, nei momenti in cui la tua curva dell’attenzione crollerà, a ossigenare il tuo cervello e a raccogliere le energie;
  5. Organizza il tuo studio – Non ridurti a studiare all’ultimo minuto: organizza le tue giornate dedicando il giusto tempo allo studio. Decidi fin da subito quanto tempo destinare alla preparazione di un esame e costruisci un planning giornaliero con gli obiettivi da raggiungere. Darti dei tempi e misurare le tue performance ti aiuterà a capire se stai lavorando bene (e a prenderti qualche piccola soddisfazione);
  6. Confrontati con gli altri – Studiare in compagnia può essere propedeutico sia per coltivare le relazioni interpersonali, sia per osservare le cose con un altro punto di vista. Lo scambio costruttivo può darti uno stimolo in più e farti ritrovare la voglia di studiare;
  7. Simula il tuo esame – Quando ti senti pronto, ripeti ad alta voce i concetti che hai appreso e immagina di essere davanti al professore. Ti aiuterà ad acquisire fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità;
  8. Non lasciare spazio a dubbi – Se hai dei dubbi sui concetti oggetto d’esame, invece di spazientirti e gettare la spugna, parlane con i docenti. I professori hanno il compito di aiutarti: sfrutta questa disponibilità per chiarire gli argomenti che sfuggono alla tua comprensione;
  9. Ascolta gli esami degli altri – Soprattutto nel caso di una prova orale, ascoltare gli esami degli altri può aiutarti a testare la tua preparazione e spronarti a fare del tuo meglio;
  10. Concedi il giusto spazio allo svago – Non chiuderti giornate intere sui libri. Due chiacchiere con un amico o una passeggiata possono darti la spinta in più che ti serve per affrontare con il sorriso la tua sessione di studi.

Ora che abbiamo visto come trovare la voglia di studiare, dai un’occhiata alla nostra offerta formativa sul sito ufficiale dell’Università Niccolò Cusano.

Per ulteriori informazioni contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73.

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Psicologo forense: Chi è e cosa fa

Sei curioso di saperne di più sulla figura dello psicologo forense?

In questo articolo ti spiegheremo passo passo chi è e cosa fa lo psicologo forense, quali sono i suoi ambiti di interesse e il percorso di studi legato a questa professione.

Prima di entrare nello specifico, soffermiamoci sul significato di psicologia forense e sulla sfera di interesse collegata a questa disciplina.

Per psicologia forense si intende un’area della psicologia giuridica che si occupa dei processi psicologici legati a diversi aspetti della dimensione giuridico-forense.

Analizzando la parola forense, il significato dell’aggettivo fa, per l’appunto, riferimento alla parola “foro” direttamente connessa all’attività degli avvocati.

Ora che abbiamo definito che cos’è la psicologia forense, ecco tutto quello che devi sapere sulla figura dello psicologo forense, sulle sue responsabilità e sugli studi specialistici utili per intraprendere questa professione.

Che cos’è, dove opera e quali sono gli studi specialistici utili legati allo psicologo forense a Foggia

Dalla definizione al percorso di studi, ecco una serie di informazioni su come diventare psicologo forense.

Che cos’è la psicologia forense

Per comprendere il contesto in cui opera lo psicologo forense, dobbiamo capire fino in fondo il campo di studi relativo a questa professione.

Come abbiamo detto, la psicologia forense fa riferimento ai processi psicologici connessi alla dimensione giuridico-forense.

In questo contesto, un ruolo determinante è ricoperto da discipline come il diritto penale e la criminologia, che coadiuvano il lavoro dello psicologo nella comprensione dei casi giudiziari e nella collaborazione con altre figure come magistrati e avvocati.

Perito psicologo forense: lavoro e responsabilità

Lo psicologo forense, per svolgere al meglio la sua attività professionale, deve avere vaste conoscenze circa l’etica, le regole e la prassi giuridica.

Avendo essenzialmente un ruolo di consulente nei processi giudiziari, una minima mancanza di competenze in ambito giuridico può invalidare la sua credibilità e l’effettiva utilità della sua perizia.

Il contributo dello psicologo forense può essere richiesto, nell’ambito di un processo giudiziario civile o penale, dal giudice, dal Magistrato o dall’Avvocato, che rivolgono a questo specialista quesiti utili alla formulazione del giudizio.

Ad esempio, a seconda degli ordinamenti giudiziari, le domande rivolte allo psicologo forense possono fare riferimento non solo alla capacità di intendere e di volere dell’imputato, ma anche a pareri sul trattamento, fattori di pericolosità sociale, rischi di recidiva e attendibilità delle testimonianze.

Tra le competenze specifiche dello psicologo forense, rientra l’attenzione nei confronti di aspetti come:

  • Simulazione di sintomatologie psichiche – In questo caso, lo psicologo forense dovrà essere in grado di comprendere se, effettivamente, l’imputato è affetto da patologie mentali o se sta solo fingendo per eludere gli adempimenti fissati dalla legge;
  • Salute mentale – Lo psicologo forense dovrà determinare se l’imputato era o meno capace di intendere e di volere al momento del reato;
  • Benefici collegati alla pena – In caso di dichiarata infermità mentale da parte dello psicologo forense, l’imputato potrebbe ottenere degli sconti di pena;
  • Pericolosità sociale – Il professionista è chiamato a determinare eventuali rischi di recidive e pericolosità sociale dell’imputato.

La differenza più grande tra lo psicologo clinico e lo psicologo forense risiede proprio nella natura della prestazione. In entrambi i casi, infatti, il colloquio con il soggetto è lo strumento che sta alla base del lavoro. Nel caso dello psicologo clinico, però, lo scopo del colloquio è terapeutico, in quanto è volto a risolvere una problematica specifica di un paziente.

Nel caso dello psicologo forense, il colloquio ha una funzione diversa: egli non deve dare una cura, ma fare una consulenza, una diagnosi. Per questo c’è bisogno di una conoscenza non solo della psicologia, ma anche del contesto culturale legato agli operatori del diritto ed avere forti competenze in ambito processuale.

Contro la devianza – Master in criminologia Unicusano

Se la tua domanda è “come diventare psicologo forense“, possiamo dirti, anzitutto, che questa figura professionale ha un curriculum studiorum di natura psicologica ed è iscritto all’Albo per l’esercizio della professione.

Per affiancare alla preparazione psicologica quella forense, il Master in Criminologia e sicurezza nel mondo contemporaneo dell’Università Niccolò Cusano è la soluzione perfetta.

La didattica, erogata online grazie ad una piattaforma di e-learning, abbraccia tutte le prospettive scientifiche e metodologiche legate al mondo del crimine.

Il Master si focalizza su tutti quegli eventi criminosi che, ad oggi, destano maggior allarme sociale e che rappresentano una sfida per ricercatori ed esperti del settore.

Per ciò che riguarda l’offerta formativa, ecco alcune delle materie di studio del master:

  • Criminologia: aspetti storici, metodologici e comunicativi;
  • Genetica forense e scena del crimine;
  • Neuroscienze applicate alla scena del crimine;
  • Serial Killer, sette e fenomeni di stalking;
  • Sociologia della sicurezza urbana;
  • Gestione dell’ordine pubblico nelle aree urbane;
  • Strategie di contrasto alla corruzione, tecniche e strategie di interrogatorio;
  • Teorie e metodi per l’identificazione della menzogna;
  • Culti distruttivi o abusanti;
  • Terrorismo interno e internazionale;
  • Criminalità informatica.

Le lezioni saranno tenute da professionisti di comprovata esperienza sul campo, che sanno coniugare tesi teoriche ad esperienza pratica sulla base della loro attività nel settore.

Se vuoi ricevere ulteriori informazioni sui nostri Master a Foggia e in tutta Italia, contattaci o chiamaci al numero verde 800.98.73.73.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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