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Come controllare lo stress da lavoro? 7 consigli da seguire

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Imparare come controllare lo stress da lavoro è un modo per allenarsi a gestire situazioni stressanti anche in altre aree della vita, come famiglia o studio. Le statistiche degli ultimi anni hanno mostrato quanto sta aumentando il fenomeno. Bisogna stare attenti, la qualità della vita si sta deteriorando, bisogna reagire. Anche coloro che si credono immuni e che per lunghi periodi hanno goduto di una vita priva del peso delle preoccupazioni possono ritrovarsi improvvisamente spenti, tesi, sull’orlo di uno stato psicofisico sgradevole o addirittura allarmante. In questo articolo ci concentreremo soprattutto sullo stress derivante dall’impiego professionale, uno dei fenomeni più frequenti, un tema ampio e trasversale.

Lo stressa da lavoro: cos’è

gestione stress sul lavoro

Una definizione universale, capace di inglobare le grandi differenze che caratterizzano il fenomeno, non è possibile ricavarla in alcun modo. Chiedersi come combattere lo stress significa in primis valutare le specificità e le caratteristiche peculiari dello stress che vive la persona interessata. I motivi della sua insorgenza possono essere anche diametralmente opposti: da un ambiente di lavoro ostile fino al licenziamento. Spesso capita che i primi sintomi emergano in seguito a ritmi di lavoro esagerati, ma anche per pressioni psicologiche subite dai superiori. Tutte le varianti possono essere affrontate e gestite. Il lavoro dev’essere fonte di soddisfazione personale, e anche se non sempre può esserlo del tutto non deve mai arrivare a togliere l’entusiasmo, a causare malessere fisico o psicologico. Mai, in tal caso bisogna intervenire.

Per poter ridimensionare lo stress si deve prima conoscerlo. I campanelli d’allarme devono essere percepiti, accolti e non trascurati. In generale, ci sono alcuni sintomi che dovrebbero destare sospetto:

  • Stanchezza fisica e mentale
  • Insonnia
  • Crisi d’ansia e depressione
  • Tendenza all’isolamento
  • Incapacità a concentrarsi
  • Gastrite
  • Disturbi dermatologici

Sarà capitato a tutti di aver avuto almeno uno di questi sintomi, e si possono anche considerare normali quando sono lievi e temporanei. Non vanno assolutamente presi sottogamba quando persistono e si intensificano. Spingono all’isolamento e deteriorano l’umore e la vitalità facendo entrare il soggetto in un circolo vizioso che annienta la capacità di reagire. Ma siamo qui per fornire soluzioni, non per diffondere allarmismo. E allora rispondiamo con sette consigli alla domanda: come combattere lo stress da lavoro? Di seguito la lista:

  1. Comprendere le cause
  2. Imparare l’assertività
  3. Gestire scadenze e priorità
  4. Organizzare gli spazi
  5. Pianificare il riposo e il relax
  6. Scandire il ritmo
  7. Rivolgersi ad un esperto

Ognuno di questi punti contribuisce ad affinare una strategia completa ed efficace contro lo stress da lavoro.

1. Comprendere le cause dello stress

Quando sul lavoro ci sentiamo stressati, e questa percezione persiste anche di fuori dai luoghi legati alle attività professionali il problema diventa serio. Se hai una buona predisposizione all’ascolto interiore e a lavorare sugli aspetti della tua persona puoi innanzitutto porti delle domande rispetto alle motivazioni che hanno fatto del tuo lavoro una preoccupazione. Le cause, come abbiamo detto, possono essere molteplici. Non vai d’accordo con i colleghi? Il tuo capo ha un pessimo carattere? Il lavoro è troppo e non sai come affrontarlo senza crollare sotto il peso della fatica? Quando avrai compreso qual è la causa potrai meglio individuare una strategia risolutiva.

2. Assertività e gestione dello stress

Soprattutto nei rapporti di tipo professionale l’assertività è una grande dote. Lo è indubbiamente in tutti quei casi in cui il lavoro è fatto da una mole di impegni ingestibili. Troppi, e tutti insieme. Quando le cose da fare sono tante non si riesce a farne bene nessuna. Ci si può organizzare, ma a volte non bastano neanche le capacità organizzative del migliore professional organizer del mondo, semplicemente bisogna darsi un limite. Si deve saper dire di no, come primo passo verso un’ottimizzazione delle incombenze. Attenzione, rinunciare a fare tutto significa dedicarsi a quello che si può fare nel migliore dei modi. Essere sempre disponibili si rivela a lungo andare controproducente. Ti ritrovi con un sacco di cose da fare, non fai comprendere al capo e ai colleghi qual è il tuo limiti, così la situazione rischia di peggiorare, intaccando la qualità del tuo lavoro, la tua credibilità, il tuo entusiasmo. Meglio evitare, cercare attivamente di comprendere quali sono le cose del tuo lavoro che puoi fare al meglio e cercare di delegare le altre, imparando a dire “no”. Una parola troppo spesso bistrattata.

3. La gestione di scadenze e priorità

Sì, tra le principali cause di stress da lavoro troviamo le scadenze. Non tutti i lavori prevedono date fisse e incalzanti entro cui consegnare progetti o lavori. Ma chi lavora con calendari e task ben precise sa cosa significa vedere avvicinarsi la data e sentire un brivido di ansia correre lungo la schiena. Non si dovrebbe arrivare a tanto. Un aiuto concreto possono darcelo le liste. Questo strumento così semplice quanto efficace serve a mettere nero su bianco tutte le attività che restano da fare entro una determinata data, possibilmente in ordine cronologico, dalla scadenza più imminente a quella più a lungo termine. Una volta stabilita la data si può ragionare anche in termini di consistenza dell’impegno. Le incombenze più pesanti e impegnative è sempre meglio affrontarle quanto prima, piano piano. Rinviarle significa ritrovarsi all’ultimo momento con tanto lavoro e con tanta pesantezza. Invece meglio lasciarsi sul finire della settimana, o del mese, le cose più leggere e piacevoli.

4. Organizzare gli spazi di lavoro

Anche l’ambiente di lavoro può essere stressante. Cerca di personalizzarlo in qualche modo. Se non hai il pollice verde evita piante, prendersene cura e vederle appassire può peggiorare l’umore. Meglio fiori di carta, decorazioni colorate ma eleganti e una fonte di musica o un diffusore di profumi. L’estetica vuole la sua parte, l’accoglienza di uno spazio lavora sulla percezione di benessere ed equilibrio e ti predispone ad un’attitudine più positiva. Evita un ambiente troppo asettico e impersonale.

5. Pianificare lavoro e relax

cause di stress da lavoro

Il ritmo incalzante con cui lavori, oppure con cui prepari gli esami del tuo corso di laurea ti porta a trascurare l’importanza del riposo. Vai, dritto come un treno, e ti sottoponi a ritmi di lavoro che non sai quanto possono portarti vicino ad un crollo psicofisico. Certo, il lavoro è importante, ma non deve diventare la tua unica ragione di vita. La psicologia del lavoro sta contribuendo in questi anni a tracciare un percorso di consapevolezza nei confronti delle tematiche riguardanti lo stress, il burn out e altri disturbi derivanti da una mole di lavoro eccessiva. Una buona organizzazione dei tempi di lavoro deve contemplare i tempi giusti e abbondanti per il riposo.

6. Scandire il ritmo per ridurre lo stress di lavoro

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato dell’importanza del riposo e di una buona organizzazione del lavoro. Il time management è un’abilità che si può coltivare e allenare. In alcuni è innata. Se tu non la possiedi dovrai fare qualche sforzo in più, ma sarà uno sforzo che nel tempo ti ripagherà in termini di soddisfazione, efficienza e benessere. Noi ti consigliamo di non attenerti troppo a formule preconfezionate, per quanto possano essere un buon punto di partenza devono sempre essere personalizzate in base alle esigenze personali.

7. Combattere lo stress è una cosa seria

L’ultimo punto che vogliamo trattare è delicato. Solo chi si trova o si è trovato in passato in situazioni di stress sa cosa vuol dire. A volte non ci si rende conto della serietà della questione. Sembra che lo stress sia un vezzo, un capriccio, la solita tiritera di chi lavora tanto e ama lamentarsi. Ovviamente non è così. Può trasformarsi in patologia. Chi si sente particolarmente pressato e in difficoltà dovrebbe fare qualcosa. Richiedere il parere di un esperto in psicologia è sempre una buona idea. Una consulenza, un confronto con chi ha le competenze per uscire da un momento di difficoltà è utile a crescere, migliorarsi e trasformare un momento di crisi in qualcosa di costruttivo.

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