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Idee per scrivere un libro: ecco come trovarle

Le idee per scrivere un libro sono ovunque. Se possiedi l’occhio attento dell’osservatore non ti sarà difficile scovare tra le pieghe del giorno qualche spunto creativo. Una buona penna e la predisposizione a narrare possono fare di te un autore convincente. Ma il classico “blocco dello scrittore” colpisce chiunque, per cui sono mesi che ti contorci mentalmente alla ricerca di qualcosa di davvero geniale per dare il via al tuo prossimo romanzo. Ti aiutiamo noi, con qualche suggerimento pratico e qualche consiglio motivazionale per scrittori in erba.

Come iniziare a scrivere un libro

Le idee per scrivere un libro non piovono dal cielo. La fase di ideazione e progettazione è molto delicata, dal suo esito dipende la buona riuscita dell’impresa. Ci sono tre fasi che non puoi tralasciare prima di iniziare la con la fase di scrittura vera e propria:

  • Parti da un dettaglio di trama, ambientazione, protagonisti
  • Approfondisci le tematiche
  • Amplia il progetto
  • Analizza il target

idee per scrittori

Se in fase preliminare le idee sembrano confuse non autocensurarti, è normale. Idee vaghe possono dar vita a storie indimenticabili. È importante che in questa parte del lavoro non dimentichi mai a casa penna e quaderno, o u

n tablet sufficientemente comodo per sederti e scrivere velocemente quanto ti passa per la testa. Per approfondire i topic intorno ai quali si svolgerà la narrazione ti devi muovere. La creatività ha bisogno di essere alimentata e se hai scelto di raccontare una storia d’amore tra moderni street artist sicuramente hai bisogno di immergerti in quelle atmosfere: passeggia per la città, non confinarti nella tua stanza.

Il terzo punto “ampliare il progetto” è strettamente connesso a quello che lo precede. Mentre fai le tue ricerche tematiche combina associazioni, la street art è figlia di un movimento artistico e l’arte anche oltre i muri, forse ci sono altri temi correlati che sarebbe opportuno inserire. Non solo tematici, ma anche relativi ai personaggi. Domandati perché hanno scelto di dipingere per strada? Allarga i tuoi orizzonti.
Ma stai sempre attento ad intercettare i bisogni del lettore. Non ti stiamo dicendo che devi scrivere ciò che gli altri desiderano leggere, ma quasi. Il tuo libro senza lettori non è un libro, la tua scrittura è un’esigenza di comunicazione che necessita di un interlocutore. Facci attenzione.

Come si scrive un libro

Siamo lontani anni luce da chi crede che si possa infondere in un solo articolo la teoria narratologica tale da renderti il prossimo scrittore di successo in Italia. Sì, possiamo fornirti idee per scrivere un libro, ma se il talento non è dentro di te non possiamo forzare il processo. Se non hai ancora approfondito le tecniche di scrittura creativa ti suggeriamo di farlo quanto prima. Non bastano solo le idee, servono anche le abilità.

Per scrivere ci vuole uno schema. Ti consigliamo di:

  • Scegliere una struttura
  • Individuare un conflitto
  • Tracciare i turning point
  • Definire una mappa

Scegliere la struttura di un libro

Struttura e trama sono intrinsecamente collegate. Per organizzare la trama devi procedere per gradi. Supponiamo che tu stia ancora lavorando sull’idea di scrivere un romanzo basato su protagonisti e vicende legate al mondo della street art. Avrai studiato il tema e scelto dei protagonisti. Ora puoi scegliere una struttura del testo:

  • Divisa per atti
  • Basata sul viaggio dell’Eroe

Citiamo solo queste due perché sono le più utilizzate, quelle che universalmente si riscontrano nella maggior parte dei romanzi di successo. La struttura per atti prevede che ci siano tre sezioni: La prima introduce i personaggi, l’ambientazione e il conflitto; il secondo atto sviluppa il conflitto, spesso è il momento in cui palesano gli ostacoli; la terza parte è il momento del climax, della conclusione.

Il Viaggio dell’Eroe invece, teorizzato da Campbell si basa sulla teoria della struttura narratva che prevede che un “eroe” o protagonista intraprende nel corso della storia un “viaggio” con prove disseminate lungo in cammino, che gli consentono di integrare virtù e archetipi.

Individuare un conflitto

Per scrivere un libro bisogna avere dimestichezza con le emozioni. Quando parliamo di conflitto non stiamo immaginando la guerra, ma i dissidi interiori, quelli con cui abbiamo a che fare noi comuni mortali tutti i giorni. Per sviluppare la trama di un romanzo sulla base del conflitto puoi scegliere diverse tipologie:

  • Uomo/natura
  • Uomo/sovrannaturale
  • Uomo/uomo
  • Uomo/società
  • Uomo/sé stesso

A seconda della tua scelta potrai anche definire un genere, è il caso del conflitto tra uomo e soprannaturale, che può sfociare in vari generi di romanzo, dall’horror al fantascientifico o fantasy. Per gestire il conflitto all’interno della narrazione si deve compiere lo sforzo di dare spazio a tutti gli attori coinvolti e alle tematiche. Probabilmente ti ritroverai a scrivere più volte le varie parti, per far emergere meglio l’arco di trasformazione del personaggio.

I punti più importanti di un romanzo

In un paragrafo precedente gli abbiamo chiamati “turning point”, si tratta dei meccanismi narrativi che fanno spazio ai momenti salienti della narrazione. Sono al centro dell’analisi critica di un testo letterario. I colpi di scena che modificano gli eventi in corso e cambiano i personaggi. Puoi sceglierli a tavolino e capire dove collocarli nella trama, ma potrà anche capitarti di lasciarli emergere improvvisamente, perché spesso la storia decide da sola dove andare. Non sono sempre colpi di scena netti o tragedie, ma anche piccole prese di consapevolezza che motivano i personaggi a intraprendere avventure positive. O ti piacciono di più le battaglie all’ultimo sangue? Anche in questo caso lo stile da dare, la quantità da scegliere e il modo di sviscerare i turning point dipende dal genere letterario. I gialli ne avranno tantissimi, come i romanzi di formazione, mentre forse nel tuo romanzo ce ne saranno soltanto due. Non è la quantità che conta ma la qualità.

Definire la mappa di un romanzo

spunti per scrivere un libroStabilire una volta per tutte il percorso della storia non è possibile, ma inoltre non è consigliabile. È opportuno avere delle linee guida per il romanzo che scriverai, ma lascia che la tua creatività possa galoppare a briglia sciolta. La mappa è una via di mezzo, ti permette di avere sott’occhio tutta la struttura della storia e allo stesso tempo di lasciarti vagare tra gli spazi ancora vuoti e da colmare.

Puoi fare delle mappe di diverso tipo, a seconda della complessità della narrazione:

  • Mappa dei personaggi
  • Mappa dei luoghi
  • Mappa del tempo cronologico
  • Mappa delle scene

Il concetto di mappa viene spesso insegnato a scuola o all’università, come metodo di studio, sono strumenti di comprensione e organizzazione del lavoro molti utili in tanti campi diversi.

Consigli per scrivere un libro

Abbiamo cercato di aiutarti in uno dei momenti più delicati in assoluto: l’inizio della stesura di un romanzo. Se pianifichi bene questa parte avrai meno difficoltà nel gestire il numero di personaggi, l’ambientazione e gli altri elementi propri di qualsiasi libro. Per concludere riteniamo che sia importante ricordare che per scrivere un libro bisogna anche leggere tanto. La lettura ci orienta verso testi che rispondono ai nostri gusti e dai quali riusciamo ad assorbire l’ispirazione giusta per procedere come scrittori. Non stiamo dicendo che bisogna copiare, non funzionerebbe. Ma circondarsi di buona letteratura accresce le possibilità di affinare tecnica e stile. D’altronde se sei esigente come lettore lo sarai anche come scrittore e questo piacerà molto ai lettori e prima ancora agli editor.

Per passare le rigide selezioni che le case editrici effettuano a monte prima della pubblicazione di un libro concorrono molti fattori, la motivazione non è secondaria però neanche primaria, la letteratura reclama capacità consolidate o talenti geniali. Ma non buttarti giù e scrivi, scrivi, scrivi, solo così potrai emergere.

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App per la gestione della casa: ecco quelle da scaricare

Non tutti nasciamo casalinghi. Per questo scaricare app per la gestione delle casa può essere il primo passo verso un nuovo modo di intendere le faccende domestiche. Un modo creativo e interattivo che ti consente di avere tutto a portata di mano e di smartphone. Dalla pianificazione delle spese alle idee economiche per piatti prelibati, gli store di app sono pieni di proposte interessanti per studenti, lavoratori, o più in generale per coloro che amano la casa ma non riescono a stare dietro a tutte le incombenze. Scopriamo insieme questo fantastico mondo di organizzazione domestica tramite applicazioni.

Bilancio familiare: le app da scaricare per la gestione delle spese

app per fare la spesaL’economia domestica è uno dei punti più delicati da affrontare sia per chi vive in famiglia sia per chi vive da solo. Essere single non significa risparmiare. Se ti trovi a fare la spesa in solitaria, a preventivare gli acquisti senza nessuno al tuo fianco, può capitare di commettere degli errori di valutazione. Per gestire la casa è necessario:

 

  • Controllale le spese in uscita
  • Rispettare le scadenze
  • Ridurre gli sprechi
  • Organizzare il risparmio
  • Gestire i rapporti con fornitori e venditori

Per curare al meglio ogni aspetto servirebbero le competenze di un amministratore, oppure di un laureato in economia. Ma per chi non possiede queste doti c’è una buona notizia: la tecnologia ci viene in aiuto. Grazie alle app per il budget familiare è possibile fare un piano di spesa semplice ed intuitivo. Ecco quali sono le migliori in circolazione:

Monefy

Il vantaggio di questa applicazione per la gestione delle spese è la facilità di utilizzo. Grazie alle sue funzionalità è possibile inserire in modo veloce tutte le entrate e le uscite giornaliere. Tracciare precisamente tutte le spese è il primo passo per eliminare quelle superflue e riuscire a risparmiare. Monefy ha diversi punti di forza:

  • Categorie di spesa varie
  • Personalizzazione delle categorie di spesa e di pagamento
  • Statistiche di bilancio per metodo di pagamento
  • Grafico di riepilogo semplice e immediato

Se si sceglie la versione PRO vengono eliminate le pubblicità (che sono comunque poche) dopo l’inserimento di alcune voci di spesa.

Bollettino

Sempre per restare in tema di budget famigliare, prova a pensare a tutte le volte che hai alzato gli occhi al cielo perché avevi dimenticato di pagare un bollettino. Forse per evitare le code o forse per semplice dimenticanza è capitato almeno una volta a tutti.

Bollettino è un’app di Poste Italiane nata appositamente per pagare bollettini in scadenza. Si può scaricare gratuitamente e offre la possibilità di pagare tramite diversi metodi di pagamento come:

  • Conto BancoPosta
  • PayPal
  • Carta di credito

Puoi dire addio alla tua proverbiale abitudine di rimandare i pagamenti.

Bilancio Familiare

Il nome illustra già con sufficiente precisione la sua funzionalità: fare i conti. Quando questi non tornano è difficile per una famiglia intera andare avanti, tenendo sotto controllo i risparmi. Segnare tutte le spese, ma proprio tutte dev’essere imperativo. Ma la memoria non è il tuo forte? Bene, perché Bilancio Familiare nasce proprio per questo. Per far quadrare i conti a coloro che con la contabilità non sanno che farci.
A fine mese avrai una situazione più chiara, potrai verificare le tue spese e valutare se i mesi successivi è possibile risparmiare qualcosa e fare altri investimenti. Semplificati la vita, scegli di non sottovalutare l’importanza della gestione economica.

App per una spesa intelligente

Una delle cause principali di litigi e battibecchi è la tanto temuta spesa. Se sei tra quelli che amano varcare la porta del supermercato e riempire il carrello di ogni ben di dio sei fortunato! Perché in realtà sono tantissimi quelli che non hanno la benché minima voglia di occuparsi della spesa. Per venire incontro alle esigenze di questi ultimi e per ridurre il numero delle cause di divorzio per motivi futili si è mobilitata anche la tecnologia.

Così sono nate diverse applicazioni per fare la spesa, per organizzare gli acquisti, i risparmi e le dispense.

Ti indichiamo qualche nome da provare direttamente sul tuo smartphone.

iO faccio la spesa

La vecchia lavagnetta è un lontano ricordo. Con questa app potrai evitare una delle cose più fastidiose: rientrare a casa avendo dimenticato di comprare proprio quella cosa che desideravi. Succede spesso, però si può evitare. iO faccio la spesa, scaricabile per Android, aiuta nella programmazione degli acquisti e nella verifica del totale, rendendo piacevole il momento della spesa, senza spiacevoli dimenticanze.

Frigok

Potete scaricare Frigok sia per iPhone che per altri smartphone. Basta coltivazione selvaggia di muffe in frigorifero! Quando fai la spesa puoi inserire le date di scadenza nell’applicazione per essere avvisato prima. Non solo. Grazie ad intelligenti consigli Frigok ti aiuta a posizionare nei giusti scompartimenti il cibo acquistato, ottenendo rendimenti maggiori e mantenendo inalterato il gusto e l’aroma degli ingredienti dei tuoi piatti. Insomma, un valido aiutante per non sprecare niente, risparmiare economicamente e cucinare in modo intelligente.

Queste sono solo alcune dell app per la gestione della casa che possono darti una grossa mano nel migliorare l’organizzazione domestica. Ogni giorno vengono caricate centinaia di applicazioni negli store di iPhone, smartphone e tablet, forse ne hai provato altre che ti hanno convinto, bene. Noi ti consigliamo di dare un’occhiata anche a queste, migliorano la qualità della vita e sono perfette per studenti e lavoratori.

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Come scrivere un report: linee guida e consigli utili

Stai cercando consigli su come scrivere un report? Sei alle prese con la redazione di un testo di analisi, critica, approfondimento e descrizione di un progetto o di uno studio. Si tratta di un processo delicato che merita attenzione e cura. La buona redazione dipende da tanti fattori, in primis la conoscenza dell’argomento e in seconda istanza la capacità di strutturare il discorso in maniera logica, sintetica e chiara. Con l’aggiunta di una buona formattazione e di un’impaginazione ad hoc otterrai un report eccezionale, capace di catturare l’attenzione. Vediamo come.

Scrivere una relazione non è semplice

come fare un report di un progettoChi non ha mai avuto a che fare con la scrittura di una relazione critica pensa che sia un gioco da ragazzi. È un errore di valutazione grave. Purtroppo in Italia vige una sorta di incomunicabilità e incomprensione tra studenti di materie umanistiche e scientifiche. Un pregiudizio strisciante ha convinto molti che gli studenti di lettere siano in grado di eccellere nelle prove scritte, mentre gli studenti dei corsi di laurea in economia sono ipoteticamente inetti a scrivere. Ma tutti prima o poi si trovano a scrivere un report, per lavoro, per studio o anche per curare i propri interessi personali. E non è assolutamente vero che solo i letterati possono scriverne uno con i fiocchi. Certo, non è facile, ci sono delle regole da seguire per ottenere un risultato chiaro, comprensibile ed efficace. Ora vediamo insieme quali sono i passaggi da seguire per scrivere bene una relazione critica.

Struttura del report perfetto

Come primo passo verso il successo della tua relazione poniti questa domanda: cosa voglio comunicare? L’obiettivo finale del tuo comunicato o relazione è il nucleo centrale, il focus capace di fornirti indicazioni utili su come procedere. Se non hai chiaro messaggio da trasmettere difficilmente sarai in grado di trasporre in forma scritta anche solo poche righe per definire il progetto che hai in mente su carta. Una volta che hai fissato l’obiettivo della tua comunicazione ecco quali sono gli altri consigli da seguire:

  • Scegliere il destinatario
  • Scegliere le fonti
  • Scrivere una lista di punti da non dimenticare
  • Fare una scaletta da rispettare
  • Usare grafici e tabelle
  • Formattare in modo efficace
  • Rileggere

Tutti questi consigli sembrano scontanti. Eppure, duole ammetterlo, non è così. Ci sono migliaia di report che ogni mese vengono inviati per i più disparati motivi. Molti di questi sono sgrammaticati, incomprensibili, caotici. Risultato? Il messaggio centrale della relazione si disperde, si perde tempo per cercare di approfondire un’esposizione poco chiara e a volte si perde l’opportunità di ottenere un lavoro o un riconoscimento, semplicemente perché non è riusciti a comunicare a dovere. Allora come fare?

Continua a leggere per trarre suggerimenti utili a pratici al fine di produrre relazioni critiche avvincenti e vincenti.

L’autorevolezza: scrivere una relazione di qualità

Scrivere un report significa dare spazio ad un pensiero, mostrare come si è lavorato oppure quale strada è stata percorsa prima di ottenere un risultato. Esistono report aziendali, dove vengono sintetizzati ed esposti i risultati delle strategie di gestione aziendale in un dato periodo. Esistono report di vendita, report del settore marketing, report sullo stato delle risorse umane. L’ambito aziendale mostra molti esempi, ma non è il solo. Anche in altri campi, come nell’arte e nelle scienze sociali le relazioni scritte vengono applicate molto spesso per tenere conto degli avanzamenti di una ricerca o di un progetto. Cosa può fare la differenza? Come far emergere il report tra la moltitudine di quelli esistenti?

La qualità è ciò che conta. Per scrivere una relazione critica di successo è necessario:

  • Non improvvisare
  • Documentarsi
  • Sintetizzare

La vera differenza la fa l’autorevolezza dell’esposizione. Per supportare la tua relazione critica o analitica innanzitutto devi scegliere solo fonti accreditate. Un consiglio flash: apri con un’introduzione ad effetto, magari accompagnata da una citazione stuzzicante. La frase di uno studioso della materia, oppure di un libro, di una poesia, qualcosa che sia inerente a quanto racchiuso dentro il tuo elaborato scritto ma che non sia noioso. Tra tutte le fonti che individui scegli soltanto le migliori, sintetizza non solo la tua scrittura ma anche lo studio a monte. Milioni di pagine lette non contribuiranno a rendere migliore il lavoro, a volte confondono soltanto le idee. Fatti consigliare da un esperto, utilizza solo l’indispensabile per essere chiaro e conciso.

La scaletta giusta per scrivere una relazione

È sempre molto utile farsi la famosa scaletta. Gli amanti delle liste, degli schemi e delle mappe sanno quanto tempo si risparmia strutturando anticipatamente su un foglio la struttura di una relazione. Gli elaborati scritti seguono più o meno tutti lo stesso schema. Possiamo sintetizzarlo così:

  • Introduzione
  • Elaborazione
  • Conclusione

Tre punti. Però non è finita qui. In realtà ogni punto va declinato in altri sottopunti, tutti della medesima importanza. I sottopunti possono essere facoltativi, mentre non lo sono i tre punti principali appena elencati. È impensabile scrivere un report senza introduzione, oppure senza conclusione, come immaginare un film a cui viene tagliato il fotogramma del finale, non crea confusione, semmai è proprio incompleto se non addirittura errato.

Come scrivere l’introduzione di una relazione

I sottopunti previsti per l’introduzione sono i seguenti:

  • Presentazione dell’argomento
  • Motivi della scelta
  • Obiettivi del testo
  • Modalità di lavoro e tempi di svolgimento
  • Professionisti e persone incluse nel progetto

La lunghezza di questi punti dipende dalla lunghezza finale del lavoro. Quella delle dimensioni del testo è un’altra questione importante. Spesso vengono forniti dei parametri da rispettare, soprattutto quanto il report viene richiesto da un ente, un’istituzione, un ufficio. Il più delle volte vince la sintesi, lo abbiamo detto anche precedentemente, parlando della ricerca delle fonti. I report sono per loro natura un documento redazionale semplice e immediato che nasce proprio per dare spiegazione sintetica di un lavoro più lungo ed elaborato. Un malloppo di cinquanta pagine non è un report, è una noiosa dissertazione prolissa. Non perdere l’occasione di centrare l’obiettivo: per farti capire non servono troppi giri di parole.

Prova per ogni sottopunto indicato ad utilizzare paragrafi di circa 400 parole, un numero minimo, ma sufficiente ad offrire spazio ad una elaborazione essenziale ed esaustiva. Il numero delle parole non è una regola imprescindibile, prendilo come un suggerimento di base.

Elaborare una relazione efficace

Come per l’introduzione anche la parte centrale di un report può essere suddivisa in:

  • Esposizione del lavoro
  • Metodologie
  • Strumenti

Metodi e strumenti fanno la vera differenza, rappresentano la tua personale cifra e il contributo unico con cui hai lavorato. Su questo punto prenditi più spazio. Non devi per forza scrivere tanto, anche gli elenchi puntati sono efficaci, purché siano esplicativi. Una serie di punti che non dicono niente non ti rendono merito. Allora, parole semplici ma che sappiano comunicare. Le metodologie possono essere quelle ufficialmente riconosciute o anche quelle messe a punto da te, purché spiegate nel dettaglio, motivate e supportate da risultati dimostrabili. Nei report viene apprezzata la capacità di fornire la propria esperienza al servizio di un lavoro, chi legge viene piacevolmente colpito da originalità, soprattutto dove quest’ultima è corredata da un’esecuzione accurata. Ossia, va bene esporre le proprie idee e metodi ma devono avere spessore e una riflessione critica a monte.

Conclusione della relazione

report di una riunioneLa parte finale è importante tanto quella iniziale, non lasciatevi ingannare dal fatto che sul finire il lettore sarà stanco e trascurerà eventuali errori. Non cedere proprio sul più bello, tieni alta la qualità dell’elaborato e nell’ultima parte inserisci rimandi a:

 

  • Valutazioni generali sul lavoro
  • Difficoltà e sfide incontrate
  • Riflessioni su concetti emersi dal documento
  • Nuove idee per futuri progetti e report

Quando un lavoro si conclude c’è sempre spazio per ulteriori ricerche e obiettivi. Un report dichiara la situazione di un progetto, esperimento o strategie dopo un determinato lasso di tempo, ma può anche indicare le nuove proposte per un’evoluzione e un miglioramento in divenire.

Scrivere report efficaci significa concentrarsi sui messaggi che si vogliono diffondere, esprimendo nel migliore dei modi la visione, la missione e i risultati raggiunti da un periodo di studio, da una valutazione o dall’applicazione di un metodo in un dato periodo. Speriamo che i chiarimenti offerti da questo articolo siano utili per la tua prossima sfida: scrivere una relazione e farlo bene.

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Film sui marines: quelli da non perdere

Sei appassionato di film sui marines? La filmografia sulla seconda guerra mondiale è piena di capolavori del grande schermo, grandi titoli che sono rimasti nella storia del cinema come perle indelebili. La storia di questo corpo militare impiegato nelle guerre fin dalla guerra d’indipendenza americana ha fornito materia d’ispirazione a moltissimi registi. Ecco quali sono i film da non perdere.

Chi sono i marines?

classifica migliori film di guerraIl corpo dei Marines è un corpo militare degli Stati Uniti. Il nome parla chiaro, originariamente nascevano come fanteria di marina. Agli inizi della loro vita militare erano impegnati soprattutto per interventi di sicurezza sulle navi e per operazioni anfibie, ma la storia ha portato la Forza Armata a crescere e a cambiare ruoli nel corso delle varie guerre. Per questo motivo ricoprono un ruolo speciale all’interno della storia militare dell’America. Nonostante i 182.000 militari in servizio (più 38.000 nella Riserva) sono il secondo corpo più piccolo delle forze militari statunitensi, anche se questi numeri superano l’intero esercito del Regno Unito.

I film di guerra ci aiutano a conoscere la storia dei marines, la loro importanza dal punto di vista della storia, dell’economia e della società. In questa guida ti proponiamo i titoli migliori per entrare nell’affasciante mondo dell’addestramento e degli interventi di uno dei corpi più straordinari che la storia militare conosca.

Filmografia sui Marines: cosa vedere assolutamente

Era l’11 luglio del 1798 e per la prima volta nacquero i marines. Dedicarci a ricostruire l’intera storia di questo corpo militare ci costerebbe qualche mese di studio e svariate pagine. Tra gli eventi più significativi che hanno visto questo corpo militare protagonista ricordiamo:

  • La guerra d’indipendenza americana
  • Il conflitto ispano-americano
  • Guerra in Vietnam
  • Guerra in Afghanistan

Sempre a combattere a fianco della propria patria. Il cinema come poteva esimersi dal mostrare un ritratto complesso, fedele e a volte controverso di questo pezzo di America? Non si contano i successi cinematografici che hanno immortalato i soldati del United States Marine Corps.

Oltre 200 anni di storia del mondo vista dagli occhi dei marines. Non è facile selezionare pochi titoli, ma ci abbiamo provato, cercando di trovare un equilibrio tra una versione che li descrive come stupratori crudeli e un’altra che li dipinge come eroi indiscussi.

Flags of our Father (2006)

Le fotografie riescono a catturare attimi che condensano intere epoche. I film sulla guerra sono un insieme di fotografie. Capita raramente, ma quando quello scatto rubato riesce ad andare oltre le mani di chi l’ha saputo cogliere il mondo intero si accorge di avere il ritratto di ciò che sta accadendo. Nel 1945 una foto ritrae sei marines mentre issano la bandiera sulla cima dell’isola di Iwo Jima. Quella bandiera è a stelle e strisce.

La battaglia che aveva avuto luogo in quel territorio era stata particolarmente cruenta. La fotografia mostra l’animo determinato e valoroso di un corpo militare e di tutta l’America, che vincerà la guerra contro il Giappone. Chi erano questi sei soldati?

Clint Eastwood ci racconta questa storia. Tre di loro morirono pochi giorni dopo quello scatto, mentre gli altri tre divennero eroi della patria. Il film è tratto dal libro scritto da uno di loro.

La trama non è così semplice. Quella simbolica bandiera, che un politico vorrebbe ardentemente per propaganda politica, tira fuori una verità scomoda: la foto è un falso. La vera bandiera è stata issata in un altro momento, non ripreso dall’occhio della macchina fotografica. Ciò che stupisce del film è la capacità di mettere in scena la cruda umanità, non solo del conflitto ma sopr

attutto delle persone coinvolte, che tutto speravano meno che diventare eroi.

Full Metal Jacket (1987)

Non stiamo parlando soltanto di film sulla seconda guerra mondiale. I marines sono ricordati anche e soprattutto per un conflitto in Asia. I metodi poco gentili di un sergente alle prese con i marines appena reclutati per la guerra in Vietnam sono la trama di questo grande film di un regista eclatante come Stanley Kubrik. La città di Hue, località

asiatica in cui si svolge una terribile battaglia, sarà il luogo in cui impareranno dolorosamente cosa vuol dire guerra.

Fotografia, regia, sceneggiatura, tutto contribuisce a restituire il senso di quanto possa essere folle e insensato la propensione umana per il conflitto e la convinzione di una superiorità su ogni essere e oggetto. La caserma e il campo di battaglia sono lo sfondo di questo delirio. Tutto è perfettamente ricostruito, nonostante sia stata Londra la location principale. I personaggi asiatici sono interpretati da attori di origine vietnamita e lo stesso sergente Hartman (uno dei protagonisti principali) è stato istruttore dei veri Marines.

Tra i luoghi scelti per mettere in scena il conflitto citiamo:

  • Norfolk Broads
  • Cliffe
  • Becktion Gasworks
  • Epping Forest
  • Bassingbourn Barracks

Nonostante si tratti di località del Regno Unito l’ottimo lavoro fatto per la scenografia e la sapiente fotografia hanno saputo dare l’idea precisa di quello che poteva essere il conflitto in Vietnam.

Fury (2014)

migliori film di guerra

Una pellicola recente, che ha saputo colpire la critica e gli spettatori e che ha letteralmente sbancato i botteghini. Strano, perché ultimamente i film sulla seconda guerra mondiale non sono così apprezzati dal pubblico. Ma un Brad Pitt in stato di grazia è capace di fare miracoli. In questo caso stiamo probabilmente parlando di una delle sue interpretazioni migliori. Interpreta Don Collier, un sergente al comando di cinque soldati in missione su un carro armato chiamato Fury. L’obiettivo è la Germania nazista che ormai è visibilmente al collasso. Ci vorrà una buona dose di determinato coraggio per affrontare quella situazione nonostante l’inferiorità numerica e con pochissime armi e competenze. La guerra con tutta la sua cattiveria non fa sconti a nessuno.
Nonostante non sia esattamente un film sui marines resta uno dei film di guerra recenti più bello da vedere. Valeva la pena citarlo.

Nato il quattro luglio (1989)

Oliver Stone, regista di questo film sui marines un po’ diverso dal solito, sceglie la biografia di un soldato rimasto sulla sedia a rotelle dopo il conflitto in Vietnam. Anche in questo caso si tratta di un film tratto da un libro. La trama si gioca sul conflitto interno di questo personaggio, che al momento della partenza al fronte è entusiasta e felice di poter servire la patria, ma al suo ritorno si renderà conto dell’indifferenza e dell’assoluta vuotezza dei valori di una nazione. La sua trasformazione sarà profonda e inesorabile e il suo animo pacifista avrà la meglio.

Non è solo un film di guerra, anzi non lo è proprio. È un discorso ampio sull’America e i suoi protagonisti, magistralmente interpretato da un Tom Cruise che riesce a dare il meglio di sé.

Brothers (2009)

Come abbiamo già detto il corpo dei Marines non è stato impiegato soltanto durante la seconda guerra mondiale o durante il conflitto in Vietnam. Ci sono state guerre più recenti in cui hanno preso parte. Una di queste è quella in Afghanistan. È quella che in parte racconta questa pellicola. Un padre, veterano della guerra in Vietnam. Un figlio, Sam, in partenza per la quarta volta in Afghanistan. Un altro figlio, Tommy, poco di buono e alcolizzato. Quest’ultimo, alla morte (presunta) del fratello al fronte dovrà occuparsi della vita dell’eroe scomparso e finirà per innamorarsi della moglie. Ma il fratello è ancora vivo, pieno di traumi che la guerra e le torture dei talebani hanno lasciato dentro di lui. Un discorso intimo sul lascito della guerra nelle vite famigliari e nei cuori delle persone. Un melodramma: amore e orrore, guerra e follia, il campo di battaglia e il campo dei sentimenti completamente minati dalle dinamiche belliche.

Non è stato facile scegliere questi cinque film sui marines. Abbiamo voluto omaggiare i grandi registi, quelli che hanno costruito la storia del cinema, non solo con questi titoli ma con tutta la loro carriera. Non potevamo ridurci a segnalare una filmografia sulla seconda guerra mondiale, ma abbiamo voluto spaziare per generi e punti di vista, storici e umani. Ti auguriamo buona visione.

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Tesi sperimentale in diritto civile: dritte e consigli utili

Una tesi sperimentale in diritto civile è una scelta coraggiosa e innovativa. Molti progetti di tesi vertono sempre sui soliti argomenti, ma la giurisprudenza è una disciplina pronta ad accogliere nuove ricerche e punti di vista. Anche relatori e commissioni di laurea apprezzeranno la tua decisione e hai buone probabilità di prendere un ottimo voto. Ora che sei giunto a questo traguardo tieni duro ancora per un po’, manca poco e potrai festeggiare la tua laurea. Ma prima leggi questo articolo per elaborare e redigere la tua tesi nel migliore dei modi.

Come fare una tesi sperimentale in diritto civile

La tesi sperimentale si distingue da quella compilativa per forma e contenuti. Quest’ultima passa in rassegna le teorie e i contributi intellettuali, le leggi e le fonti che approfondiscono un determinato argomento o autore. È sicuramente interessante, ma purtroppo capita sempre più spesso di leggere tesi di laurea praticamente identiche. Per non rischiare di essere ripetitivi ci sono due possibilità:

  • Scegliere un argomento innovativo e originale
  • Scrivere una tesi su un progetto di ricerca

argomenti tesi giurisprudenza

La prima opzione è rischiosa. Per quanto il diritto sia una materia caratterizzata da una dinamicità che spesso non le viene sufficientemente riconosciuta è doveroso attenersi ai campi di ricerca e ai solchi teorici già tracciati dagli studiosi autorevoli e riconosciuti. Scegliere un argomento di tesi in giurisprudenza troppo originale non solo non è facile ma risulterebbe controproducente.

L’altra opzione invece è ampiamente apprezzata in ambito accademico. Una tesi sperimentale in diritto civile aggiungerebbe qualcosa di nuovo e interessante alle questioni già ampiamente dibattute.

Molto spesso quest’esperienza nasce all’interno dei tirocini formativi durante i corsi di laurea in Giurisprudenza. L’esperienza nell’ambito giuridico fa maturare il desiderio di esporre il proprio pensiero e argomentarlo, proprio come si fa in una tesi.

Ma cosa non deve mancare ad un buon progetto di tesi?

  • Introduzione
  • Esposizione
  • Tesi
  • Antitesi
  • Conclusione

Questi sono in generale i punti che vengono approfonditi in tutti i lavori. Per il tuo in particolare, trattandosi di qualcosa di più specifico e personale, dovrai tenere conto della chiarezza espositiva e della validazione del tuo pensiero attraverso quello di altri pensatori e giuristi.

Consigli per la tesi in diritto civile

Per elaborare un pensiero serve tempo. Per scriverlo ne serve altrettanto. La tua tesi non è solo un punto d’arrivo, ma un percorso formativo. Per questo ti suggeriamo di:

  • Scegliere l’argomento
  • Scegliere il relatore
  • Trovare le fonti

Tutto questo con largo anticipo, sicuramente prima di aver terminato gli esami. Potrai studiare e nel frattempo farti un’idea più precisa degli sviluppi del tuo lavoro di ricerca. Anzi, le materie che starai affrontando in esame ti forniranno delle griglie concettuali e degli spunti di analisi interessanti.

Inoltre il relatore ti può aiutare a fare chiarezza su quale sia il modo migliore per parlare dell’argomento che hai scelto, fornendoti una lista di riviste di diritto, manuali e fonti accreditate che possono darti un bagaglio notevole di conoscenze.
Il tempo che dedicherai a questo lavoro di tesi sperimentale in diritto civile è importante. Anche se il tuo esame è stato brillante non è detto che la materia ti sia ancora di così facile assimilazione. Soprattutto se stai cercando di esporre il frutto di una ricerca sperimentata e condotta direttamente sul campo dovrai trovare il quadro teorico che corrisponde. Ma se ci riuscirai avrai gli applausi di tutta la commissione, ne siamo certi.

Esempio di tesi sperimentale in diritto civile

Qualche anno fa ebbe una buona risonanza la notizia di un premio assegnato ad un giovane laureato partenopeo con una tesi sperimentale in diritto civile. Questo studente ha ammesso durante un’intervista che il lavoro pubblicato era il frutto di un impegno durato un anno.

Il suo relatore, ordinario di Diritto Civile, lo ha aiutato ad analizzare gli atti giuridici in materia ereditaria, ma lo studente ha voluto aggiungere un punto di vista personale, elaborando autonomamente un criterio sulla base della funzione divisoria.

È solo un esempio, ma dimostra quanta soddisfazione può dare una tesi in giurisprudenza a cui si lavora con impegno e determinazione.

Molti credono che il diritto si impari a memoria, credono che sia facile raggiungere buoni risultati universitari, ma non è così. Come per qualsiasi altra materia ci vuole qualcosa di più: la passione e la volontà. Se queste due qualità orienteranno il tuo lavoro molto presto toccherai con mano la realizzazione dei tuoi sogni.

Ma attenzione: non ti stiamo dicendo che devi trascrivere gli appunti del tuo tirocinio. Ogni argomento dev’essere comunque esposto secondo precisi criteri:

  • Scientificità
  • Precisione
  • Autorevolezza

Non ci muoviamo in una dimensione governata da mera ispirazione. La facoltà di Giurisprudenza non è quella di Lettere e gli studenti lo sanno bene. Non si improvvisano trattazioni creative, ma si propongono argomenti che rientrano in alcuni ambiti ufficialmente riconosciuti. Tu hai scelto il diritto civile, qualcun altro il diritto ecclesiastico e altri ancora il diritto tributario, ma sarà impossibile che qualcuno scelga di parlare di esperienze che esulano dalle competenze della materia.

L’analisi delle fonti

Per scrivere una tesi sperimentale in diritto civile bisogna comunque rifarsi alle fonti ufficiali del diritto e a materiale riconosciuto come valido dalla comunità di settore. In questo paragrafo ci concentriamo appunto sulle fonti, un aspetto non trascurabile. Dopo la scelta dell’argomento dev’essere elemento chiave del progetto di tesi.
Sulla base del tema individuato puoi chiedere al relatore quali sono gli approfondimenti da fare. Probabilmente dovrai studiare:

  • Fonti a stampa
  • Fonti d’archivio
  • Raccolte di documenti

La ricerca non finisce quando hai terminato la tua esperienza sul campo, ma quando hai chiuso il cerchio di dati e documenti che fanno da cornice e supporto alla tua trattazione.

Le riviste e periodici giuridici italiani e stranieri sono un ampio bacino di informazioni da cui attingere, così come i fondi documentali delle Organizzazioni o delle Università, molto spesso consultabili da chi sta per scrivere una tesi in giurisprudenza.

Per elaborare al meglio queste fonti è necessario possedere:

  • Capacità di sintesi
  • Abilità interpretative
  • Precisione nella ricerca

Stai cercando risposte alle tue domande, non stai leggendo per copiare e incollare un pensiero altrui. Chiediti: Questa fonte come contribuisce positivamente a chiarire l’argomento della mia tesi in diritto civile? Se la risposta è poco chiara probabilmente la fonte non è utile.

Dieci consigli per una tesi in diritto civile

tesi sperimentale in diritto ecclesiastico

Adesso che sei ad un passo dalla laurea cominci a sentire l’emozione che ti pervade. Ma un attimo di pazienza, devi ancora fare l’ultimo sforzo. Per concludere questo articolo, che ci auguriamo ti abbia ispirato a procedere con il tuo intento di tesi sperimentale, ti offriamo questi dieci consigli tratti dall’esperienza dei nostri docenti e studenti del Corso di Laurea in Giurisprudenza. Chi ha scelto di studiare o insegnare questa materia ha vissuto sulla propria pelle i successi (e i fallimenti, a volte!) di molti altri prima di te. Ecco i dieci consigli con i quali ti auguriamo di ottenere il massimo dei voti grazie alla tua tesi:

  • L’idea deve possedere un buon potenziale di sviluppo
  • Scegli con attenzione il relatore (che condivide la tua idea)
  • Trasforma l’idea in un’ipotesi concreta e strutturata
  • Inizia fin da subito, non rimandare
  • Completa gli esami che ti mancano
  • Continua ad aggiornarti su tutti gli argomenti correlati
  • Rispetta le procedure burocratiche
  • Procedi per gradi nello studio e nella stesura
  • Gestisci i tempi di lavoro (tuoi e di chi ti supporta)
  • Scegli un bel vestito e… sorridi

 

 

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Analisi critica di un testo letterario: cos’è e come si fa

L’analisi critica di un testo letterario è un’impresa meravigliosa. Tutti gli studenti di facoltà umanistiche e di altri corsi di laurea in cui si incontra un esame in cui è prevista l’analisi del testo sono rimasti affascinati. Entrare tra le trame di una narrazione e carpirne i segreti offre un punto di vista unico e speciale. Leggi questo articolo per scoprire come apprendere a leggere tra le righe di un testo.

Analisi del testo: perché è importante

La letteratura non è un insieme di storie sconclusionate. Dietro ogni storia c’è un mondo fatto di immaginazione, ma anche di tecnica, stile, forma e attenzione al dettaglio. Sono molti gli elementi che compongono un testo e saperli riconoscere dà anche una certa soddisfazione.

Anche se il tuo sogno non è quello di fare il critico letterario ti può comunque capitare di dover intraprendere questo esercizio per un esame universitario o qualsiasi altra prova formativa.

Non ci sono delle regole ben precise da seguire ma piuttosto un metodo da individuare e da perseguire. Nel dettaglio anali

zzeremo questi vari elementi, tra cui:

  • La tipologia di testo
  • Il titolo
  • La struttura
  • I temi
  • Lo stile

Qui non abbiamo elencato tutti i punti principali che si analizzano per una lettura critica di un testo. Ma nei prossimi paragrafi li analizzeremo con attenzione per ricavare la traccia utile al nostro scopo.

Analisi del tipo di testo

analisi di un testo in prosa

La tipologia, anche definita categoria o genere, modifica il modo in cui guardiamo il testo. Possiamo trovarci di fronte:

  • Poesia
  • Autobiografia
  • Romanzo
  • Racconto

 

Le forme cambiano nella modalità di scrittura ma anche di fruizione del testo. Un romanzo non è un genere letterario ma una tipologia di testo costituito da un determinato numero di battute e dall’utilizzo delle tecniche narratologiche, che lo distinguono all’autobiografia o biografia. Queste ultime due forme sono appartenenti ad un discorso più realistico e non basato sulla fiction, l’immaginazione che porta un autore a tessere le trame di una storia inventata.

Anche la poesia merita un discorso a parte. I singoli versi messi insieme non danno come risultato la somma delle parti. In altre parole: la poesia è complessa. La sua brevità nasconde significati profondi e molto spesso capita che per analizzare una poesia servano molte più parole di quelle utilizzate per scriverla.

Le domande che ci si deve porre in questa fase sono le seguenti:

  • Che tipo di testo ho di fronte?
  • A che genere appartiene?
  • Quale stile lo contraddistingue?

Analizzare il testo letterario partendo dal titolo

Non ci crederai, ma anche quelle poche parole messe al principio di tutto possono avere molto da dire. Il titolo è il cuore del messaggio narrativo. Gli autori impiegano molto tempo prima di sceglierne uno davvero calzante. Inoltre il titolo cambia nel tempo, capita di pubblicare un libro con un determinato titolo e poi di pubblicarlo a distanza di anni con uno completamente nuovo.

Insomma, la prima impressione per il lettore passa dal titolo. Ecco cosa può aiutarci a capire:

  • Il contenuto del testo
  • Il protagonista della narrazione
  • Le ambientazioni
  • Le tematiche trattate

Insomma, non si tratta di un dettaglio trascurabile. Ogni scheda di lettura che si rispetti deve avere il campo dedicato a questa preziosa informazione.

Come analizzare la struttura di un testo

La struttura sta ovunque, nella poesia, nella letteratura, anche nella saggistica. Ogni libro che si rispetti ha una sua logica interna, di cui possiamo avere un primo assaggio scorrendo l’indice o il sommario.

Parlando di poesia possiamo individuare la struttura che caratterizza un singolo componimento studiando di quante strofe è composta, mentre per il romanzo faremo attenzione ai capitoli ed eventuali sottocapitoli. Dietro queste scelte c’è un messaggio ben preciso che l’autore ha voluto lasciare, sta a te scoprirlo ponendoti le giuste domande. Leggendo tra gli spazi puoi scoprire:

  • La successione temporale
  • Diversi punti di vista
  • Cambio di registro

È importante ribadire un concetto che sta a cuore a molti critici letterari. La narrativa e tutti i testi letterari in generale custodiscono una storia. Non è importante soltanto quello che viene raccontato ma anche come. Le modalità scelte dagli scrittori o dai poeti vanno attentamente indagate.
Fai caso non solo a come si succedono le varie parti di un testo, ma anche ai nessi che intercorrono tra esse. Tutto nel testo è legato da un filo sottile, una rete fitta di connessioni che legano parole, frasi e concetti, anche grazie al modo in cui vengono organizzati.

Il tempo all’interno del testo

Il tempo è una questione che meriterebbe un articolo e una guida a parte. Al tempo in letteratura è stato dedicato tantissimo spazio, sul tema esistono:

  • Romanzi
  • Racconti
  • Antologie
  • Saggi

Non solo ci sono romanzi che del senso del tempo hanno fatto il proprio sfondo e messaggio centrale, ma ci sono anche moltissimi studi su come nel tempo si è trasformato il concetto di tempo nella letteratura e il modo di trasferirlo su carta. Per approfondire meglio il tema possiamo brevemente tratteggiare i vari elementi narrativi legati al tempo:

  • Contesto
  • Tema
  • Sistema verbale
  • Velocità

Per entrare nel vivo possiamo vederli uno ad uno. Il contesto storico di un romanzo, l’epoca in cui è ambientato corrisponde al primo punto.
Il tema del tempo, come abbiamo visto, può essere trattato in diversi modi, ad esempio parlando dell’arco di trasformazione del personaggio nell’arco della sua vita, o del tempo che passa in una cittadina di provincia e di come si trasformare nel corso degli anni.

Il sistema verbale è legato al fattore tempo nel suo aspetto più tecnico e di linguaggio. I tempi verbali utilizzati nella scrittura di una storia o di una poesia pongono questione e trasmettono concetti ed emozioni diverse a seconda di quelli che vengono scelti.

La velocità è un aspetto interessante da studiare, anche se a qualcuno risulta difficile da comprendere. Per avere un quadro preciso rispetto a questo elemento prova a rispondere a questa domanda: la storia si svolge in maniera più o meno veloce rispetto all’arco di tempo in cui è ambientata?

Hai visto quanto è importante questo aspetto? Dedica una buona parte della tua analisi del testo a queste riflessioni, sono molto importanti per la comprensione.

Tema e stile nell’analisi di un testo letterario

Sono due concetti che non sempre si possono analizzare insieme. Ma in parte sono complementari. Entrambi sono cruciali per comprendere il senso di un’opera. Il tema è dentro la storia in modo sottile. Se la narrazione racconta la storia di due personaggi che vivono in una grande città americana i temi possono essere diversi:

  • L’amore tra i personaggi
  • La storia della città
  • I conflitti etnici

critica letteraria

Quello che connota maggiormente il testo, a livello di atmosfera e di valori di riferimento, diventa il tema. Così può capitare che non sia soltanto uno, ma che siano diversi e abilmente intrecciati tra loro. Questo è un aspetto molto affascinante della letteratura: saper comunicare un messaggio attraverso una storia. All’apparenza può sembrare difficile cogliere il senso, perché nelle vite dei protagonisti ci immedesimiamo facilmente. Ma riflettendoci ci accorgiamo che quello che leggiamo ci ha trasmesso un nucleo di emozioni, sentimenti, questioni politiche e sociali che erano dietro le parole, come se l’autore le avesse nascoste. Se hai letto con attenzione e hai dedicato all’analisi del testo un buon tempo avrai sicuramente una serie di intuizioni molto interessanti da scrivere sulla tua scheda di lettura.

L’analisi di un testo letterario merita di essere un esercizio da ripetere con frequenza e costanza perché allena la mente alle storie. E dentro le narrazioni c’è un mondo da scoprire, che ci racconta di vite che non sono le nostre e da cui possiamo apprendere tanto, sviluppando empatia, immaginazione e intelligenza emotiva.

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Diritti civili e politici: ecco quali sono

I diritti civili e politici di un individuo o di un’organizzazione rientrano nella grande categoria dei diritti umani. Non stiamo parlando solo di giurisprudenza in senso stretto, ma anche di etica, filosofia e antropologia. Ogni essere umano possiede dei diritti inalienabili, la politica ha come dovere quello di promuovere il rispetto di tali diritti, di garantirli ad ogni modo. Ma quali sono? Scopriamolo insieme.

Diritti civili e diritti umani

I diritti civili sono i primi diritti umani ad essere stati affermati. Essi tutelano e stabiliscono il rispetto delle libertà individuali. La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite ha stabilito che gli essere umani hanno due tipi di bisogni fondamentali:

  • Fisici
  • Psicologici

Nei primi rientrano le questioni relative alla cura dei bisogni primari, come fame, sete, riparo, etc., mentre nei secondi rientrano l’amore, l’autonomia, l’apprendimento e altre esigenze la cui privazione può portare la persona a condizione di forte disagio.

La lunga riflessione in merito ha condotto i teorici a individuare quattro caratteristiche dei diritti umani, che pertanto sono:

  • Naturali
  • Indivisibili
  • Universali
  • Inalienabili

Naturali perché è una condizione di natura che appartiene a qualunque individuo, non possono essere ceduti né concessi, ma sono innati.

Universali perché non si applicano con distinzione di sesso, etnia, religione, appartenenza sociale. Tutte le persone li possiedono, senza eccezioni.

Indivisibili perché non possono essere separati l’uno dall’altro. La tutela o la violazione di uno compromette anche gli altri.

Inalienabili perché non può sorgere alcun caso in cui essi vengano eliminati o limitati, né per decisione di uno stato né per volere di un individuo su un altro.

Le generazioni dei diritti umani

La giurisprudenza e il diritto hanno a lungo studiato l’evoluzione dell’affermazione delle libertà e dei diritti umani. Il percorso nei secoli ha visto i diritti crescere ed evolvere, partendo dai diritti civili, che come abbiamo già detto sono stati i primi ad essere riconosciuti. Per questo motivo vengono chiamati di prima generazione. Ecco come sono suddivisi i diritti nelle diverse generazioni:

  • Diritti di prima generazione
  • Diritti di seconda generazione
  • Diritti di terza generazione

dichiarazione dei diritti dell'uomo

I diritti civili, di prima generazione, sono riconosciuti dalle Dichiarazioni delle Nazioni Unite e dalle costituzioni. In essi vengono confermate le libertà individuali, ad esempio:

  • Libertà di pensiero
  • Libertà di coscienza
  • Libertà di matrimonio
  • Libertà a riunirsi pacificamente

Vengono anche definiti come diritti negativi, perché pongono delle regole alle possibilità di intervento dello stato e all’esercitazione del potere politico. Tali diritti sono stati conquistati con le prime rivoluzioni dell’età moderna.

I diritti di seconda generazione sono economici, sociali e culturali. Anche in questo caso le Nazioni Unite hanno sostenuto ed emesso documenti ufficiali per il riconoscimento, in cui si stabilisce che ogni persona ha diritto a:

  • Istruzione
  • Sicurezza sociale
  • Giusta retribuzione per il lavoro
  • Adesione sindacale
  • Garanzia di salute e benessere

Contrariamente a quelli di prima generazione sono definiti positivi, perché solo con l’intervento delle istituzioni pubbliche è possibile rispettarti e metterli in pratica concretamente. L’ottenimento di questi diritti è dovuto ad un movimento internazionale iniziato nel XIX secolo, caratterizzato da forti lotte operaie e sindacali.

I diritti di terza generazione sono detti di solidarietà, garantiscono il diritto a:

  • autodeterminazione dei popoli
  • pace
  • salute
  • sviluppo
  • ambiente non inquinato

Tutte e tre le generazioni di diritti sono proclamati con impegno dall’Onu nel documento più importante di questo tipo di giurisprudenza: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948. La data ci permette di collocare questo evento alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando l’umanità era affranta dalle barbarie e dalla lesione profonda delle dignità dell’individuo.

In quell’epoca feroce le Nazioni Unite riportarono l’attenzione sui valori umani e sul rispetto della persona, stabilendo una volta per tutta che ogni essere umano possiede dei diritti, nella speranza che questi non venissero nuovamente calpestati.

Diritti civili e diritti politici

Come abbiamo visto i diritti politici sono parte integrante dei diritti civili. Essi prevedono che ogni cittadino può:

  • partecipare attivamente alla vita politica
  • avere diritto di voto
  • partecipazione alle decisioni pubbliche

Sono legati al concetto di sovranità popolare e di autogoverno del popolo. Ogni stato ha provveduto autonomamente a redigere leggi specifiche per la tutela di questi principi. In Italia la fonte di diritto che abbraccia questo argomento è la Costituzione, precisamente negli articoli dal 48 al 51, in cui sono indicate le forme e i limiti dei diritti politici, ossia:

  • referendum
  • diritto di petizione
  • accesso libero agli uffici pubblici
  • elettorato passivo
  • elettorato attivo
  • libera organizzazione in partiti

Il possesso di tali diritti è intrinsecamente legato al concetto di cittadinanza. E qui facciamo un piccolo salto nella giurisprudenza, citando il tradizionale principio dello status activae civitatis, che sanciva in epoca ben più lontana che i cittadini avevano accesso ai diritti politici. La maggiore età è il momento di acquisizione in Italia, mentre vi sono diversi casi in cui possono essere sospesi o persi, ad esempio:

  • infermità mentale
  • condanna per gravi reati
  • fallimento
  • misure di prevenzione o libertà vigilata

La costituzione Italiana e i diritti civili

Parlando di uno dei nostri documenti di diritto più rilevanti non possiamo fare accenno ai principi in esso contenuti, tra cui:

  • principio personalista
  • principio di eguaglianza

Il primo sostiene la garanzia dei diritti inviolabili della persona, per tutti i cittadini.

patto internazionale sui diritti civili

Il secondo assicura l’uguaglianza giuridica di tutti i cittadini. Sono due principi fondamentali che costituiscono il nucleo profondo dei diritti civili e che l’Italia ha abbracciato in seguito alla Dichiarazione Onu del 1948.

Secondo e terzo articolo della costituzione si concentrano proprio su questi temi. Il secondo articolo nello specifico tutela le libertà della persona. Perché è così importante ribadirlo? Perché in questo passaggio emerge quanto sia importante per l’individuo essere riconosciuto come facente parte di un insieme di relazioni in cui può crescere ed evolvere, nel rispetto della sua unicità.

Possiamo sottolineare come un’altra volta influisce il periodo storico. I costituenti uscivano dall’esperienza della dittatura fascista, avevano visto con i loro occhi la sospensione più drammatica delle libertà fondamentali, alcuni l’avevano vissuta sulla propria pelle.

Le istituzioni di tutale dei diritti civili

Abbiamo citato più volte le Nazioni Unite, principale organo internazionale per la tutela dei diritti umani. Il suo scopo è proprio quello di sostenere e di difendere tutti i diritti di cui abbiamo parlato.

Quella che un tempo era conosciuta precisamente come Commissione per i diritti umani adesso prende il nome di Consiglio dal 2006.

Tutti gli stati membri sono sottoposti a controllo, per verificare il rispetto o meno delle leggi e dei principi fondamentali. Il Consiglio può avviare anche delle misure disciplinari speciali per intervenire su casi di violazione. Tali azioni non erano consentite alla Commissione.

Nei casi in cui si verifichino le circostanze viene inviato un grippo di esperti che concretamente effettua valutazioni sul posto per poi riferire al Consiglio.

Queste procedure speciali vengono avviate in seguito a richieste o segnalazioni di organizzazioni impegnate nella cooperazione internazionale o di stati membri che ottengono la maggioranza di consensi sui 47 membri facenti parte dell’assemblea.

La difesa dei diritti umani è una disciplina costantemente sotto gli occhi dei riflettori. Nonostante gli sforzi congiunti di molti stati permangono situazioni critiche disastrose. Quanto accade nelle zone di guerra non è ammissibile e prevarica qualsiasi senso di civiltà. Studiare giurisprudenza, fare un master per indagare la storia del diritto legato ai valori della persona può essere il punto di partenza verso una nuova consapevolezza.

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Come modificare pdf online: risorse e strumenti utili

Se sei uno studente modificare pdf on line è un’azione che spesso hai bisogno di compiere per intervenire sulle dispense del tuo corso di laurea. In realtà può essere un’esigenza percepita da moltissime persone. Ormai i Portable Document Format sono tra i formati di file più diffusi. La loro velocità di invio e la comodità di lettura li rende estremamente utili. Ma cosa fare quando si devo modificare un testo, magari per ingrandire i caratteri o cambiare una frase? Ti rispondiamo con questa guida, ecco qui.

Creare modifiche ad un file PDF on line

come modificare pdf in wordPer accedere a questi servizi è sufficiente avere un pc con una connessione internet. Insomma, due cose davvero facili da procurarsi? È difficile trovare qualcuno che ne sia sprovvisto. Non ti servirà neanche un investimento economico. Molti di questi tool di modifica e conversione pdf sono totalmente gratuiti, prevedono un accesso previa registrazione ma nessun pagamento.

E allora tieniti pronto a scaricare, presto potrai intervenire sul documento pdf come preferisci.

Ecco la lista dei programmi on line adatti a questo scopo.

PDFescape

Partiamo con questo elenco indicandoti un tool davvero ottimale per effettuare modifiche ai file pdf caricati sul tuo pc o su altri supporti. Ti basterà connetterti a internet per accedere al servizio e fare editing dei documenti direttamente on line. Non ti servirà grande esperienza nel campo dell’informatica per imparare fin da subito ad utilizzare le funzioni più utili.
La Home Page ti mostra fin da subito i comandi principali:

  • Edit your PDF
  • Upload PDF to PDFescape
  • Sfoglia e scegli file
  • Upload

Di fronte a te troverai tre differenti sezioni per modificare il pdf caricato. La prima è chiamata Insert: per aggiungere elementi e arricchire il file con altri dettagli, ad esempio:

  • Testi
  • Immagini e disegni
  • Testi aggiuntivi

Nella sezione Annotate ci sono tutti gli strumenti che possono servire per prendere nota, come gli evidenziatori e le annotazioni.
Conclude l’insieme delle tre sezioni quella contrassegnata dal nome Page, molto utile se vuoi ruotare le pagine che sono state scannerizzate e convertite in pdf senza il giusto orientamento di lettura, oppure per tagliare e cancellare intere parti o pagine.

L’icona verde con la freccia che si trova posta su una barra nel lato sinistro della pagina serve per finalizzare il processo e scaricare il file pdf modificato on line direttamente sul tuo computer.

Potrai successivamente inviarlo tramite mail oppure caricarlo su una pennetta USB e portarlo con te. Una grande comodità, non trovi?

Small PDF

scrivere su pdf on lineUn paragrafo un po’ più lungo lo dedichiamo a questo fantastico web tool che nasce proprio per rispondere alle esigenze di tutti coloro che ogni giorno inviano e ricevono PDF, ma che hanno bisogno di cambiare sempre qualcosa per ottimizzarlo.

Con questo semplice quanto intuitivo programma ci si può fare qualsiasi cosa. Per iniziare ti indichiamo quali sono le azioni preferite dagli utenti che scelgono questo sito:

  • Unire documenti pdf
  • Convertire pdf in altri formati
  • Dividere un file in più file
  • Sbloccare documenti PDF protetti
  • Comprimere i file PDF

Proprio a proposito di quest’ultimo punto, possiamo affermare che si tratta di una bella comodità. Un esempio? Quando ti viene richiesto l’invio di un portfolio allegato al curriculum sudi freddo perché sai che il tuo portfolio da grafico impiegherà una vita ad essere allegato? Ecco, ridurlo significa poter stare sereni, non ci vorranno dodici lune prima di inviare la tua mail con il tuo materiale. Basta accedere a SmallPDF e comprimerlo.

Un’altra funzionalità molto interessante è la conversione. Il PDF ha proprio tra i suoi tratti distintivi l’estrema flessibilità e versatilità, viene inviato e ricevuto su qualsiasi supporto, visualizzato in breve tempo e senza sforzo da ogni genere di dispositivo e sistema operativo. Quindi se si possiede un file di diversa estensione è normale che si pensi di convertirlo in pdf. Ecco quali file possono essere convertiti su questo sito:

  • Word
  • Excel
  • PowerPoint
  • JPG

Si direbbe che si tratta davvero di un programma capace di venire in aiuto di molti di noi che si ritrovano alle prese con documenti che cambiano aspetto a seconda del programma con cui vengono aperti. Adesso basta modificare il file in pdf e non c’è bisogno di temere cattive sorprese.

Quando ti sarai connesso al sito troverai nella pagina principale troverai uno spazio di caricamento del file. Puoi farlo direttamente con la funzione drag&drop, ossia direttamente con il trascinamento del mouse. In alternativa puoi anche selezionarlo dalla cartella dove lo hai precedentemente salvato, basta schiacciare sulla voce Scegli File e selezionarlo. Per chi invece ha ormai salvato tutti i suoi documenti in cloud e possiede account DropBox e Google Drive esiste la terza opzione: premere sulle icone, cercare il file in funzione e modificarlo, da qualsiasi computer.

Al termine del caricamento si possono compiere tutte le azioni di cui abbiamo parlato, e anche molto di più. Qualche minuto di esplorazione del sito ti permetterà di avere un quadro più preciso di tutte le funzionalità presenti.
Quando le modifiche al pdf on line ti hanno del tutto soddisfatto puoi scegliere di:

  • Salvare il file sul pc
  • Salvare il file su cloud

Ti è stato di grande aiuto, non è vero? Siamo certi che SmallPDF finirà dritto dritto nella lista preferiti del tuo browser.

DocHub

È arrivato il momento di parlarti di DocHub, ultimo ma assolutamente non da meno rispetto agli altri due.

Sbizzarrisciti quanto vuoi per intervenire sul file pdf e renderlo a tua immagine e somiglianza. Molto spesso ti sei chiesto come fare per ottenere un file che rispondesse alle caratteristiche da te rischieste. C’era sempre una pagina di troppo, oppure ti veniva in mente che quella pagina di quell’altro documento sarebbe stato perfetto inserirla. Sì, ma come fare?

Ecco la risposta è una parola: DocHub. Vuoi sapere quante cose fa?

  • Aggiunge testi personalizzati
  • Aggiunge la firma
  • Ruota le pagine
  • Rimuove le pagine di troppo
  • Evidenzia porzioni di testo

Tutto questo senza sborsare un centesimo, è completamente gratuito. Il sito è facilmente raggiungibile da qualsiasi browser. Puoi accedere con due modalità di registrazione:

  • Inserendo il tuo indirizzo mail
  • Accedendo tramite account Google Drive o DropBox

Tramite quest’ultimo procedimento puoi avere subito a disposizione i file eventualmente salvati sullo spazio in cloud e modificare il pdf on line ovunque, in qualsiasi momento, senza bisogno di pennette usb o memorie esterne ed interne.

Ora ti spieghiamo come funziona. Non ci vuole una laurea in Ingegneria, fortunatamente si tratta di un servizio semplicissimo. Il pulsante di caricamento è contraddistinto con il simbolo + in alto a destra. Da qui si accede alla funzione Import New Document, ecco come proseguire per portare a termine l’azione di modifica pdf on line:

  • Clicca sul bottone Computer (o scegli su Google e Dropbox)
  • Carica il pdf
  • Clicca su Create a document
  • Modifica il pdf

Ti illustriamo un po’ meglio quali funzioni di modifica puoi utilizzare. Cliccando sull’icona A puoi aggiungere scritte e stringhe di testo, mentre con l’evidenziatore selezioni e dai risalto ad alcune frasi segnandone il contenuto liberamente. Come puoi notare è abbastanza intuitivo, assomiglia all’editor dei principali programmi di scrittura. Ecco altre funzioni in breve:

  • Strumento matita: disegno sul foglio
  • Strumento foto: inserimento immagini
  • Stumento sign: aggiungi firma

E molto altro ancora, come modificare l’ordine delle pagine, oppure cancellare e ruotare come ti abbiamo precedentemente anticipato. Una cassetta degli attrezzi per gestire i pdf e renderli documenti ottimali in qualsiasi contesto.Ci auguriamo che questi tool di modifica pdf su internet possano diventare dei validi aiutanti nel momento del bisogno. Con loro potrai davvero fare ciò che desideri con qualsiasi documento, personalizzandolo e utilizzandolo al meglio.

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Diagramma a blocchi: che cos’è e a cosa serve

Nel corso degli anni universitari – vuoi per riuscire ad avere un quadro più organizzato di una materia di studio, vuoi per presentare in maniera ordinata una relazione conclusiva – è utile fare affidamento sull’utilizzo di un diagramma a blocchi. Proprio per questo lo staff della Unicusano di Foggia ha interesse nel fornire tutte le specifiche su che cosa sia questo tipo di diagramma e in quali contesti può essere utilizzato con efficacia.
Diagramma di flusso
Infatti quando si parla di riassunti o mappe concettuali, non si può prescindere dall’usare degli schemi che aiutino ad organizzare al meglio le informazioni sia appannaggio di chi sta studiando sia, al tempo stesso, di chi dovrà “leggere” queste informazioni.

Un esempio lampante è quello della presentazione della tesi di laurea quando i laureandi dovranno presentare in maniera chiara il loro lavoro ad una commissione dove saranno presenti anche docenti non esperti nella materia di riferimento. L’utilizzo di diagrammi a blocchi è uno dei modi per articolare chiaramente una presentazione, rendendola fruibile a tutti. Come? L’utilità principale è quella di vedere come si “legano” i vari concetti e quali sono le tematiche chiave del lavoro di tesi.

Lo studente che presenterà un buon lavoro – in questo senso – riceverà senza dubbio il plauso della commissione. Infatti, una capacità dimostrata di organizzazione e pianificazione delle informazioni sarà certamente apprezzata.

Ovviamente utilizzare degli schemi a blocchi non serve solo ai fini della tesi di laurea ma anche nella quotidiana vita universitaria. Il concetto base, però, è il medesimo: l’organizzazione delle informazioni riesce a rendere più fluido lo studio e a sostenere la memoria visiva al momento dell’esame o di una verifica finale: avendo presente lo schema il cervello riuscirà a fare con più velocità quei collegamenti tra concetti (o anche multidisciplinari) che riusciranno ad impressionare favorevolmente il docente.

Se siete interessati all’argomento, continuate a leggere…

Diagramma di flusso: ecco come crearli

L’utilizzo di questi diagrammi a blocchi o di flusso prende il via dall’informatica per poi arrivare ad essere utilizzati in tutte le materia. Per la precisione (se vogliamo darne una definizione precisa) questi diagrammi consentono di rappresentare in maniera semplificata, sotto forma di schema, un concetto o un’idea più complessa.

Questo, come già accennato, può essere utile per studiare ma anche per esporre al pubblico un proprio progetto. Proprio per questo l’interesse verso la costruzione di diagrammi di flusso è davvero ampia tanto da aver spinto lo staff della Università Niccolò Cusano di Foggia a fornirne una dimostrazione step by step.

Ecco quindi, come organizzarsi…

Come prima cosa occorre avere ben chiaro nella propria mente l’algoritmo che si vuole schematizzare. Proprio così; anche le materie che a primo acchito non hanno niente a che fare con le scienze spesso nascondono una serie di collegamenti precisi tra i vari fatti, tanto che – se ne saltasse uno – il continuum logico e temporale salterebbe.

Ecco perché qualsiasi materia può essere considerata come una successione di eventi legati da un filo conduttore. Proprio per questo occorre sapere come organizzare uno schema concettuale.
flow chart
L’uso di un opportuno diagramma di flusso consente di rappresentare graficamente un qualsiasi algoritmo. Le condizioni sono che la lista degli eventi e delle istruzioni sia finita e che sia ordinata.

Esistono, per praticità e facilitare la comprensione, tre tipologie di blocchi elementari: i blocchi ovali per inizio e fine, blocchi rettangolari per istruzioni o comandi ma anche per presentazione di dati o risultati, blocchi romboidali per porre domande o visionare eventi scaturiti in seguito a due possibilità presentatisi.

Vi ricordiamo, comunque, che è necessario utilizzare sempre degli accorgimenti pratici: box della stessa forma identificano concetti simili o in qualche modo in relazione tra loro così come frecce di colore o forma diversa indicano diversi tipi di relazione. È fondamentale ricordare questo al fine di costruire diagrammi a cui si potrà accedere anche a distanza di tempo senza “perdere” nessuna delle informazioni contenute e che potrebbero essere condivisi e compresi anche da altre persone senza alcuna spiegazione.

App per flow chart: ecco quali utilizzare

Per creare flow chart in maniera facile, è possibile fare affidamento su alcune app e programmi per computer, vediamone alcuni…

In questo modo ci saranno delle procedure guidate che consentiranno di creare il proprio schema concettuale in poche e facili mosse, arrivando poi a poter salvare lo schema in vari formati o anche a condividerlo.

Draw.io

Draw.io è sicuramente lo strumento online più completo che mette a disposizione tantissime funzioni gratuitamente. In particolare è possibile salvare i file in Google Drive, Dropbox, Microsoft Onedrive o anche sul PC utilizzato e fornisce molti modelli e templates tra cui scegliere per non partire da zero a costruire un flow chart o una mappa.

Wireflow

Wireflow (maggiori informazioni cliccando qui) è uni strumento online gratuito per creare diagrammi di flusso di ogni genere.

Si tratta di un sito moderno, molto facile da usare e intuitivo al massimo, che funziona anche come app collaborativa per lavorare con altre persone sullo stesso progetto – ed è per questo utile all’università.

Creately

Si tratta di un servizio online che permette di creare con pochi clic del mouse diagrammi di flusso e mappe concettuali. Il sito web consente di creare diagrammi a piacimento utilizzando tra una vasta serie di forme geometriche disponibili nelle quali è possibile inserire un testo.

Per avere maggiori informazioni, cliccate su questo link.

Lucid Chart

Si tratta di un sito gratuito che – previa registrazione – consente di salvare diagrammi e grafici come file PNG, JPG, PDF o SVG ed anche di collegare file di dati, il tutto con un’interfaccia chiara e precisa.

Per saperne di più ecco il link diretto.

Diagram Designer

Un programma facile ed intuitivo con cui disegnare diagrammi ben fatti è sicuramente Diagram Designer. Questo software, infatti, consente a tutti di creare diagrammi con blocchi di varie forme, inserendo all’interno di esse un testo a piacere. Provando e riprovando si riuscirà – senza uno studio eccessivo –  a creare diagrammi efficaci di cui si finirà di non poter far più a meno.

Bubblus

È un’applicazione online che può essere usata direttamente dal browser grazie alla quale è possibile creare, bolla dopo bolla, dei diagrammi composti da diversi colori e formattazione del testo.

Il progetto si può poi salvare come file immagine o file html. Altro info?  Ecco il link diretto al sito.

Cacoo

Un altro servizio che è possibile utilizzare (stavolta sul web, senza dover scaricare nessun software) è Cacoo.  Questo consente di creare un diagramma di flusso direttamente su Internet, modificarlo e condividerlo con gli altri in maniera estremamente facile e veloce.

Ed è proprio la condivisione a rendere Cacoo un servizio di collaborazione ed inclusione: le mappe concettuali, infatti, possono diventare appannaggio di tutti e facilitare lo studio o la spiegazione. Non è raro, ad esempio, che siano gli stessi docenti a condividere con gli studenti questi diagrammi.

Questi software o siti web consigliati non sono, comunque, l’unico modo per realizzare mappe concettuali: un altro modo efficace è quello di utilizzare strumenti alla portata di tutti come Microsoft Excel o Word o anche con Disegni di Google in Google Docs. In questo caso si potrà dar libero sfogo alle proprie volontà senza rimanere dentro schemi prefissati.

Avete tutto chiaro? Siete pronti per iniziare a schematizzare ogni vostro progetto? Vi assicuriamo che non tornerete più indietro!

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Teorema dell’energia cinetica: ecco che cos’è

Per chi ha interesse nello scoprire maggiori delucidazioni sul teorema dell’energia cinetica, questo è l’articolo adatto. Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Foggia ha intenzione di spiegare il teorema con una definizione per poi valutarne le possibili applicazioni in fisica.

Definizione di energia cinetica

L’energia cinetica è l’energia che possiede un corpo per il movimento che ha o che acquista: equivale, dunque, al lavoro necessario per portare un corpo da una velocità nulla a una velocità nota.

formula energia cineticaFormula dell’energia cinetica

La cinetica è basilare nello studio della meccanica classica e si esprime convenzionalmente con il simbolo K. Arrivando subito a definirla con una formula matematica dell’energia cinetica, vediamo che:

K= 1/2mv2

Dove m indica la massa del corpo in questione e v la velocità; l’energia cinetica ha la stessa dimensione di un lavoro, quindi si misura in joule.

Ciò significa che a parità di velocità un corpo due volte più grande avrà un’energia cinetica doppia; d’altra parte se ad equivalersi tra due corpi fosse la massa un corpo con una velocità doppia sprigionerà un’energia cinetica quattro volte più grande.

Infatti sono queste due le variabili da tenere in considerazione quando si parla di cinetica il cui calcolo non solo è legato alla velocità di un corpo (d’altra parte qualsiasi corpo in movimento possiede un’energia cinetica calcolabile) ma vi concorre anche la massa del corpo in questione.

L’energia cinetica, inoltre, può variare e questo a causa di una variazione di velocità provocato da una forza. Per calcolare questa variazione di energia cinetica è possibile ricorrere alla formula:

Delta K = Kf – Ki

= ½ mv2f – ½ mv2i

Teorema della cinetica: in cosa consiste

Continuiamo prendendo in esame il teorema dell’energia cinetica cioè quel calcolo che mette in relazione la forma di energia legata al moto con la nozione di lavoro e stabilisce che ‘energia cinetica finale del corpo è uguale alla somma dell’energia cinetica iniziale e del lavoro compiuto dalla forza lungo la traiettoria del moto.
formula matematica dell’energia cinetica
In fisica questo teorema viene anche denominato “teorema delle forze vive” in quanto anticamente si definiva “vis viva” – cioè “forza viva” in latino –  il prodotto della massa per il quadrato della velocità. Da qui la denominazione usata su alcuni vecchi testi di fisica.

l teorema è fondamentalmente una conseguenza del secondo principio della dinamica espresso da Newton che enuncia che la forza agente su un corpo è direttamente proporzionale all’accelerazione e ne condivide la direzione e il verso, con costante di proporzionalità data dalla massa del corpo.

Dunque, la forza è proporzionale al tasso di variazione della quantità di moto nel tempo e questo si può esprimere con la formula matematica:

F= dq/dt

In pratica, immaginando di applicare una forza ad un oggetto fermo per spostarlo, il risultato del lavoro compiuto sarà l’aumento di velocità dovuto allo spostamento, e il relativo aumento di energia cinetica.

Forza elastica: la formula

Proseguiamo con lo studio della dinamica e delle sue variazioni facendo un riferimento alla forza elastica e alla legge di Hooke. Nello specifico la forza elastica è una forza esercitata dai corpi a seguito di una deformazione che li comprime o li dilata, perfettamente spiegata se si tiene presente una molla.

Hooke fu il primo a teorizzare questa legge attraverso uno studio sperimentale.

La formula che la definisce prende il via dalla considerazione che bisogna calcolare la differenza tra la lunghezza di una molla a riposo (chiamata elongazione) e una lunghezza raggiunta tramite un allungamento. Questa differenza viene indicata con la lettera x.

Da questo vediamo che la formula della forza elastica è la seguente:

F->e = -kx->

Dove appunto x è l’elongazione mentre k è la costante elastica della molla e si misura in newton / metro. Sia la forza sia l’elongazione sono due grandezze vettoriali.

Applicazioni delle conoscenze di fisica e meccanica classica

Nell’offerta formativa telematica proposta dalla Unicusano di Foggia sono diversi i corsi di studio che dovranno confrontarsi con queste conoscenze.

Primo fra tutti è sicuramente il corso di laurea in ingegneria meccanica che si sviluppa in un percorso triennale ed in una specializzazione biennale.

Il corso di laurea triennale in ingegneria meccanica a Foggia porterà lo studente ad acquisire conoscenze base relativamente alla comprensione di un disegno tecnico e alla valutazione dei suoi elementi costruttivi, alla conoscenza delle formulazioni principali atte a valutare le sollecitazioni presenti negli elementi meccanici e dei principi base inerenti i fenomeni termodinamici caratterizzanti i sistemi meccanici.

Competenze acquisite con il corso di laurea in ingegneria

Con la specializzazione in ingegneria meccanica, poi, lo studente riuscirà a aumentare le proprie competenze arrivando  ad averle in ambiti specifici quali:

  • progettazione e gestione di sistemi di produzione industriali, dei processi tecnologici, degli insediamenti industriali e dei sistemi produttivi e logistici;
  • gestione della manutenzione, le tecnologie industriali e l’automazione dei sistemi industriali;
  • progettazione di sistemi integrati di produzione, con attenzione alla gestione industriale della qualità;
  • progettazione di sistemi meccanici equipaggiati da sistemi attivi e intelligenti ad alta tecnologia (ad esempio: macchine e impianti automatici, veicoli e robot industriali);
  • gestione della problematiche con un approccio sistemistico orientato al prodotto nella sua globalità ed integrato delle metodologie e tecnologie di simulazione basate sui paradigmi di prototipazione virtuale, fabbrica virtuale e manichini virtuali;
  • progettazione, con metodi avanzati e innovativi, di componenti e i sistemi meccanici.

Inoltre anche per gli studenti che desiderano approcciarsi ad uno studio ingegneristico nell’ambito dell’ingegneria agro-industriale, saranno indispensabili queste conoscenze.

Tra le competenze che si potranno acquistare nel corso dei tre anni del corso di laurea in ingegneria agro-industriale, infatti, ci sono le seguenti:

  • conoscenza delle operazioni unitarie in termini di fenomenologia, bilanci materiali ed energetici e cinetiche;
  • conoscenza delle relazioni e modelli matematici utili alla soluzione dei problemi numerici di progetto e di controllo;
  • conoscenza degli schemi funzionali dei principali impianti e dei criteri di ottimizzazione;
  • conoscenza dei principali processi di trasformazione degli alimenti in termini di definizione di prodotto e studio di processo;
  • conoscenza delle proprietà delle molecole che condizionano, nei sistemi alimentari, la trasformazione della materia prima in prodotto finito.

Le video-lezioni proposte dalla Unicusano di Foggia concorreranno a formare professionisti del settore che facilmente potranno inserirsi nell’ambito delle piccole e medie imprese agroalimentari del foggiano. Infatti sempre di più si sente l’esigenza di acquisire personale specializzato che renda possibile non solo ottimizzare modalità e costi di produzione ma anche omologare l’azienda verso quelle che sono le normative europee nel campo.

Ecco perché lo studio della fisica non è puramente ristretto a formule matematiche ma diventa anche applicabile a professioni di spicco, interessanti e remunerative.

Infatti, i meccanismi dell’energia cinetica offrono diverse possibilità di applicazione nel campo delle professioni legate all’ambiente. Ne sanno qualcosa i giovani iscritti al master online II Livello in Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.

Proprio strutture come mulini ad acqua o dighe ma anche pale eoliche, infatti, permettono di produrre energia elettrica “pulita” utilizzando l’energia cinetica.

Per saperne di più sui corsi di laurea online e sui master fruibili in modalità telematica promossi dalla Unicusano è possibile contattare lo staff al numero 800 98 73 73 o compilare il form di richiesta info presente sulla home page del sito.

Lo staff sarà lieto di aiutarvi nella scelta del percorso di laurea più adatto alle vostre aspirazioni e alle vostre esigenze.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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