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Cambio di stagione? Ecco cosa mangiare per mantenere l’energia

Per stare bene è necessario scegliere la migliore alimentazione per il cambio di stagione. Alimentarsi in modo sano ed equilibrato è la prima regola per avere un organismo in grado di reagire alle sfide dell’autunno. Sappiamo che il 2020 è stato un anno difficile, e l’autunno a cui andiamo incontro è senz’altro uno di quelli più impegnativi che molti di noi abbiamo vissuto. La stagione autunnale rischia di far esplodere nuovamente il picco dell’emergenza sanitaria da Coronavirus. Oltre ad attenerci alla raccomandazione igieniche per la riduzione del contagio possiamo scegliere cosa mangiare durante il cambio di stagione per fare in modo che i primi freddi non abbiano come conseguenza raffreddore, tosse, ma anche cali dell’umore. Tenere alta l’energia psicofisica è possibile, se si assumono con regolarità i giusti cibi all’interno di un’alimentazione variata. Vediamo quali sono gli alimenti da inserire nel menu quotidiano. Continue Reading

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Le 7 professioni alternative che puoi fare con una laurea in giurisprudenza

Negli ultimi anni sono sempre di più gli studenti con una formazione giuridica che scelgono di intraprendere strade diverse, cercando di svolgere professioni alternative a Giurisprudenza intensa come carriera nell’avvocatura. In Italia il numero di avvocato è più alto che nel resto d’Europa e questo ha creato una bolla esplosa recentemente, che ha avuto come conseguenza la minore possibilità di riuscita per i tantissimi avvocati. La concorrenza non è un problema, in fin dei conti c’è posto per tutti, ma è importante per molti trovare un lavoro in tempi brevi, mentre l’avvocatura comporta un percorso lungo, impegnativo e tortuoso, e non di così certo interesse per tutti. Vediamo quali sono i lavori alternativi con Giurisprudenza come laurea. Continue Reading

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6 consigli per gestire un colloquio di lavoro su Skype

Con l’aumento del numero di persone in smartworking a qualcuno è capitato di fare un colloquio di lavoro su Skype, e sai che c’è? Non è andato per niente male. Il lavoro, la sua ricerca e la sua domanda stanno cambiando sensibilmente, a causa dell’emergenza da coronavirus ma anche in seguito a mutamenti sociale e tecnologici che si sono attivati ormai da circa un decennio.

Le nuove tecnologie permeano le attività lavorative, le migliorano, ottimizzano, potenziano. Le aziende in questi mesi di pandemia si sono accorte che lo smart working è una realtà funzionale ed efficiente e video conferenze e call su Skype sono state all’ordine del giorno per i più svariati motivi: pianificare il lavoro, fare un check di quanto è stato svolto e anche cercare nuovo personale in un momento di crisi. Continue Reading

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Conviene studiare scienze politiche oggi? Ecco perché dovresti sceglierla

I tempi complessi che stiamo vivendo ci confermano che conviene studiare scienze politiche ancora oggi, anzi, soprattutto oggi. Gli studi politologici nella loro interdisciplinarietà e nella loro visione d’insieme permettono di maturare un punto di vista ampio, trasversale, completo su molti aspetti e concetti della vita di tutti i giorni e della cornice storica che li accoglie. Come Università abbiamo scelto di istituire questa facoltà, convinti che gli sbocchi professionali di scienze politiche si rivelino molto stimolanti per gli gli attuali e futuri studenti, e che in futuro aumenteranno sempre di più. Questa è già una buona ragione per valutare un’iscrizione a un corso di laurea che approfondisce gli studi politici. Ma vediamo insieme altri. Continue Reading

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Sindrome metabolica: cos’è, sintomi, prevenzione

La sindrome metabolica è una condizione di tipo clinico che è necessario conoscere attentamente. La sua gravità e la sua diffusione è molto alta. Non è una sola patologia, ma è la somma di diversi fattori che danno una determinata predisposizione, collocando la persona all’interno di una categoria a rischio elevato per malattie come: diabete, problemi cardiovascolari e fegato grasso. In questo articolo affronteremo quali sono i criteri di diagnosi della sindrome, i fattori di rischio, le cause e la diagnosi. Capiremo cos’è la sindrome metabolica per imparare a prevenirla.

Fattori di rischio e cause della sindrome metabolica

sintomi sindrome metabolicaPer poter affermare la presenza di sindrome metabolica in un soggetto, è necessario che siano presenti diversi fattori, perlomeno tre della seguente lista di fattori di rischio:

  • Pressione arteriosa superiore a 130/85 mmHg
  • Trigliceridi ematici superiori a 150 mg/dl
  • Glicemia a digiuno superiore a 110 mg/dl (100 mg/dl secondo l’ADA)
  • Colesterolo HDL inferiore a 40 mg/dl nell’uomo o a 50 mg/dl nelle femmine
  • Circonferenza addominale superiore a 102 centimetri per i maschi o a 88 centimetri per le femmine

Ricordiamo che nonostante la presenza di questi elementi un soggetto affetto da sindrome metabolica può avere singoli valori rientrati all’interno della norma.

Per quanto riguarda le cause di questa importante sindrome del metabolismo, uno dei dati sa segnalare inizialmente è l’insorgenza di questa condizione in età adulta. I dati parlano di un’incidenza che colpisce la metà degli adulti oltre i cinquanta/sessant’anni. Insieme all’obesità infantile è un dato che preoccupa molto, dal momento che si ritiene sia destinato a crescere.

Criteri di individuazione e rischi: sindrome metabolica e diabete

Il fattore maggiormente a rischio, quello che dev’essere costantemente monitorato e controllato è il sovrappeso. Quanto è più grave questo fattore tanto più si ha probabilità di ritrovarsi tra i soggetti con sindrome metabolica. L’eccesso di grasso nel corpo, in particolar modo quando si ritrova prevalentemente nella regione addominale, provoca uno squilibrio nella metabolizzazione di grassi e zuccheri, tale da sfociare, con probabilità, in un iperinsulinemia (ovvero, un alto tasso di insulina nel sangue, provocato da una resistenza a questo ormone). Nei casi gravi la situazione può degenerare fino a condurre alla comparsa del diabete, mentre in quelli meno gravi il diabete non si manifesta ma, appunto, subentra la sindrome metabolica. Valori molto alti di insulina nel sangue in parallelo a valori normali di glicemia possono indicare indirettamente la presenza di questa condizione.

Non è solo l’età a trovarsi nel centro del mirino, ovviamente. Invecchiando non si va incontro a una condizione di rischio in automatico. L’età, semmai, aggrava e velocizza certi processi. Con l’età questa severa situazione del metabolismo peggiore se accompagnata a stili di vita errati: scarsa attività fisica, cattiva alimentazione, uso eccessivo di alcool e droghe.

Abbiamo affermato che la sindrome si manifesta superata la soglia di una certa età, ma dobbiamo comunque informare che l’aumento del sovrappeso tra i giovani e i giovanissimi, aumenta la possibilità di insorgenza di questa combinazione di fattori di rischio anche tra i giovani adulti e gli adolescenti. Non è facilissimo individuare la presenza di questo tipo di problematica, in quando la persona affetta spesso non ha modo di riconoscere le cause né tantomeno la presenza della sindrome, potendo per molti aspetti condurre una vita normale.

Che cos’è la sindrome metabolica: i sintomi

Purtroppo, come abbiamo detto in precedenza, non è semplice individuare i sintomi, ma sappiamo per certo che ci si può accorgere di questo cattivo stato di salute per la possibilità di sviluppare ulteriori complicanze. Ad esempio, alcune malattie cardiovascolari, renali, oculari ed epatiche, possono manifestarsi con maggiore frequenza nei soggetti con sindrome metabolica, di conseguenza un controllo o un acuirsi di questa specifica problematica può contribuire a scoprire la condizione pregressa dell’insieme di fattori che ne hanno costituito la causa.

In caso di insulino-resistenza, quando le cellule richiedono quantità maggiori di insulina (le cellule necessitano di una quantità maggiore di insulina per mantenere nella norma i livelli glicemici) le cellule Beta del Pancreas che producono insulina progressivamente degenerano a causa dell’eccessivo carico di lavoro, ponendo le basi per il palesarsi del diabete. Una situazione assolutamente da tenere sotto controllo.

Come prevenire la sindrome metabolica

Questa sindrome del metabolismo può essere scongiurata con le giuste regole per una vita sana e per la tutela del benessere psicofisico di ogni individuo. Ad esempio, una buona attività fisica, frequente ed equilibrata, aiuta a ridurre e contenere il peso corporeo, preservando e incentivando un ottimale stato di salute.

L’alimentazione è l’altro tema di rilievo. La dieta e la sindrome metabolica sono strettamente connesse. Ma questi aspetti meriterebbero un articolo a parte. Cerchiamo di ripercorrere insieme le motivazioni legate all’importanza dell’attività fisica nella prevenzione della sindrome.

Chi ritiene di avere fattori conclamati che possono predisporre a questa difficile condizione dovrebbe, come prima cosa, recarsi dal medico o dallo specialista, per effettuare i controlli e le verifiche utili a stabilirlo con assoluta certezza. Queste indagini sullo stato di salute aiutano ad avere indicazioni più precise, anche sul tipo di esercizio fisico da svolgere.

Se ritieni di essere predisposto allo sviluppo della sindrome metabolica dovresti prima di tutto parlarne con il medico curante o con uno specialista, in modo da effettuare le indagini necessarie ed ottenere indicazioni sulla forma più appropriata di esercizio fisico. Ma anche piccoli accorgimenti possono fare la differenza. Una camminata quotidiana di qualche chilometro, fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore, o una biciclettata sono dei veri toccasana. È importante che l’esercizio sia costante e che gli venga dedicato un tempo esclusivo. Quattro volte a settimana cerca di ritagliarti un’oretta di tempo per dare al tuo fisico ciò di cui ha bisogno.

Ecco perché l’esercizio fisico fa bene e previene la sindrome metabolica:

  • aumenta la sensibilità all’insulina;
  • previene le malattie cardiovascolari;
  • induce un profilo lipidico meno aterogeno;
  • riduce i livelli di trigliceridi VLDL;
  • aumenta il colesterolo”buono” HDL;
  • riduce il colesterolo “cattivo” LDL;
  • riduce i livelli di pressione arteriosa in modo rilevante nei pazienti con iperinsulinemia;
  • favorisce la perdita di peso.
  • Aiuta a prevenire il Diabete Tipo II aumentando la sensibilità all’insulina e il controllo glicemico, grazie a:
    • aumentato flusso ematico ai tessuti insulino sensibili
    • maggiore proporzione di fibre muscolari di tipo I (più sensibili all’azione dell’insulina rispetto alle fibre di tipo II);
    • riduzione del grasso totale ed in particolare di quello addominale “insulino-resistente”;
    • aumento dell’azione postrecettoriale dell’insulina (aumento di glut-4nel muscolo e della sua traslocazione alla superficie cellulare);
    • aiuta a ritrovare il peso forma, fattore fondamentale per tenere alla larga la sindrome metabolica e tutte le sue spiacevoli conseguenze

L’importanza della genetica nello studio della sindrome metabolica

cause sindrome metabolicaLa ricerca va avanti, prosegue e grazie ai suoi sviluppi si scoprono molte cose interessanti. La genetica, ad esempio, aiuta la prevenzione nel tracciare un percorso sempre più chiaro per scongiurare l’insorgere di malattie e complicazioni alla salute.

Un valido contributo giunge dalle Università di tutto il mondo. Anche l’Università Niccolò Cusano contribuisce a diffondere una formazione di livello in certi temi. Con il Master di Primo Livello in Genetica ed epigenetica applicata al trattamento nutrizionale si rivolge a un pubblico di professionisti del settore medico e sanitaria, legato all’alimentazione.

La Genetica Nutrizionale si basa sulla moderna scienza della nutrizione, e ha come specifico campo di interessa anche la prevenzione di patologie e la salvaguarda di diverse esigenze nutrizionali. Un’ottima occasione per conoscere più da vicino la moderna scienza genetica ed epigenetica e uno dei suoi campi di applicazione privilegiati.

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Sei uno studente? Ecco perché dovesti essere su Linkedin (e come utilizzarlo)

Se ti stai chiedendo come utilizzare linkedin per studenti stai ragionando nel modo giusto. I social sono portali verso un mondo infinito di informazioni e scambi, ma non esistono soltanto Instagram e TikTok, anzi, per accedere a nuovi contenuti utili per chi studia è meglio navigare anche altri lidi come Twitter e Linkedin appunto. Quest’ultimo è da sempre considerato il social per cercare lavoro, e anche se la definizione contiene un’enorme verità non racchiude tutto il potenziale di questo canale. Anzi, possiamo affermare con certezza che suggeriamo l’utilizzo di Linkedin per studenti che ancora sono in pieno percorso formativo, per aiutarli ad affinare le competenze e a sviluppare un occhio più attento verso il mondo a cui dovranno approcciarsi in futuro. Continue Reading

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Come scegliere l’argomento per la tesi in scienze politiche? Consigli e esempi pratici

Ci siamo trovati più volte a spiegare come scegliere l’argomento della tesi in Scienze Politiche. L’ampiezza della disciplina consente larghe maglie di scelta per il tema da trattare per l’elaborato finale. Le scienze politiche, difatti, sono un insieme di discipline che insieme studiano la politica e le sue complesse declinazioni, come lascia intuire il plurale. Ogni facoltà di Scienze Politiche ha le sue caratteristiche e peculiarità, focalizzandosi più su un ambito che su un altro, ma tutte condividono una visione di fondo che pone le dinamiche di relazione politica al centro. Non si deve confondere le scienze politiche, una materia specifica (anche chiamata politologia) che però rientra nel contenitore più vasto delle scienze politiche. Continue Reading

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Vita da studente di economia: ecco cosa aspettarti davvero all’università

Pronto a iniziare una nuova vita da studente di economia? La tua iscrizione alla facoltà di Economia a Foggia sancisce un nuovo momento della tua vita, il passaggio a una dimensione di sfida, apprendimento e professionalità. Per vivere al meglio il tempo che ti aspetta da studente vogliamo regalarti una panoramica di quello che significa studiare economia per i nostri studenti, per anticiparti qualcosa di quello che ti attende. Matricola di economia, il tuo destino sta per essere attraversato da una marea di numeri, calcoli, grafici, la rappresentazione di dinamiche complesse che adesso ti sembrano incomprensibili non avranno più segreti per te. Continue Reading

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5 libri di psicologia forense da leggere assolutamente

Andiamo alla scoperta di cinque libri di psicologia forense da conoscere per chi ha intrapreso il cors di studi per conseguire il titolo universitario di psicologo forense o anche soltanto per gli esperti che sono intenzionati ad approfondire questo argomento interessante. Il successo delle serie crime, con tutto il corollario di produzioni su killer, criminali e via discorrendo dimostra che l’argomento continua a scuotere gli animi e a suscitare una pungente curiosità in una fascia sempre molto ampia di pubblico. Ma non basta fare bingewatching per capirne di più sulla mente criminale. Bisogna studiare. Ecco i nostri più autorevoli consigli. Continue Reading

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Quanto studiare per un esame? Le 7 domande da porti prima di prepararlo

È difficile prevedere con anticipo quanto studiare per un esame, dipende da diversi fattori. Gli studenti più esperti, quelli che hanno alle spalle già diversi esami sanno come calcolare la quantità di studio in base alla materia, al materiale, alla difficoltà di comprensione dell’argomento. Ma non è sempre un calcolo preciso. Si può però capire con abbastanza precisione quale sarà l’impegno che ti aspetta semplicemente ponendosi delle domande. Ci sono interi metodi di studio basati sulle domande, ed è utile conoscerli, qui analizziamo quali sono quelle che ci possono aiutare prima di preparare l’esame.

 Come studiare per un esame: fatti delle domande

A ogni domanda corrisponde una risposta. A ogni risposta corrisponde un maggiore grado di consapevolezza su come studiare, come organizzare il materiale, quanto tempo dedicare. Vediamo quali sono, prendi carta e penna e segnale per pianificare la tua prossima sessione di studio. Ne abbiamo individuato sette.

  1. Quanto conosci di quella materia?
  2. Quanti libri devi studiare?
  3. Quanto tempo hai a disposizione?
  4. Hai altri materiali di approfondimento sui quali studiare?
  5. Conosci qualcuno che sta preparando lo stesso esame?
  6. Quanto vuoi prendere all’esame?
  7. Perché vuoi studiare questa materia?

Sono tutte domande abbastanza diverse tra loro, ma alcune sono accomunate da un filo conduttore, ce ne sono diverse che riguardano il time management per lo studio, altre che riguardano la motivazione, indaghiamole insieme per comprendere come ci possono aiutare a organizzare al meglio la nostra scalata verso un trenta assicurato.

Quanto studiare per un esame

Affrontiamo prima la questione del tempo, che rappresenta un po’ il concetto di base di questa guida. Vuoi sapere quanto tempo ti occorre per la preparazione di un esame universitario, probabilmente perché hai bisogno d sapere se ti basta il tempo a disposizione, ne hai poco, ma vuoi fare il massimo. Bene, è possibile. Concentrati su alcuni aspetti importanti prima di iniziare a studiare:

  • Quanto conosci la materia di studio
  • Quanto tempo hai a disposizione
  • Quanto vuoi prendere all’esame
  • Quanti libri devi studiare

Sono quattro delle domande che abbiamo indicato nel precedente paragrafo e hanno tutte a che fare con il tempo.

Quanto conosci della materia di studio può fare la differenza perché applicarsi su una materia del tutto sconosciuta costa maggiore impegno e fatica. Per forza di cose potrebbe costarti il doppio del tempo di una materia con cui hai più dimestichezza. Dunque se non sai niente di quello di cui parlano i manuali d’esame è meglio che prevedi qualche ora (possono essere sufficienti due ore) per inquadrare il tema in linea generale, magari anche facendo una ricerca su internet sulla materia da studiare, cercando informazioni generiche su Wikipedia, guardando qualche video su YouTube o leggendo qualche articolo sulla stampa, può essere un primo modo per prendere confidenza con il linguaggio e i temi fondamentali.

Una volta presa dimestichezza è arrivato il momento di passare alla fase di organizzazione della sessione di studio. Qui entrano in ballo gli altri tre aspetti che abbiamo lasciato finora in sospeso: tempo a disposizione, quantità del materiale e ambizione di voto.
Se vuoi e ti interessa prendere il massimo dei voti devi studiare di più. Se ti accontenti di un diciotto politico, perché magari si tratta di un esame che non vedi l’ora di toglierti dai piedi puoi anche scegliere di dedicare molto meno tempo, ma non è un’idea geniale. Se fai una cosa, falla bene, no?

Dunque per puntare il tuo obiettivo preciso (e noi speriamo che sia un trenta e lode) ora verifica quanti libri o materiale devi studiare e quanto tempo hai a disposizione. Attenzione perché quanto studiare per un esame dipende esattamente da questo, dalla realtà quantità di tempo che sei disposto a investire per la preparazione di un esame. Sei uno studente-lavoratore?  Non vuoi rinunciare alla palestra? Quali sono i tuoi impegni nell’arco di una settimana. Avere un planning settimanale nero su bianco, un foglio di time management per segnare i tuoi impegni ti può aiutare a focalizzare il programma di studio per prendere trenta. Se sai che per studiare (leggere, sottolineare, schematizzare) un manuale di 200 pagine ti servono 10 ore del tuo tempo? Bene, due ore al giorno per cinque giorni è un tempo per che può trovare e segnare sul tuo weekly planner di studio. Può funzionare? Che ne dici?

Come preparare un esame bene: la motivazione

preparazione di un esameTempo e motivazione sono strettamente connessi. Preparare bene un esame universitario non è solo questione di organizzazione ma di voglia. La forza di volontà è strettamente legata a quella sensazione interiore che ti spinge con entusiasmo a buttarti in un’impresa.

Da questo punto di vista se sei uno studente di Giurisprudenza e ti aspetta un esame di diritto privato sei molto fortunato se si tratta della materia che hai sempre sognato di studiare, perché ti aspetta sicuramente una bella mole di lavoro, molto meglio per te se puoi affrontarla con il sorriso.

Veniamo alle altre tre domande che abbiamo indicato nel primo paragrafo, riguardavano: materiali e altri supporti, compagni e motivazione dura e pura. Sì, ti abbiamo chiesto perché vuoi studiare questa materia. È ovvio che te la sei ritrovata all’interno del piano di studi del tuo corso di laurea, ma se vuoi affrontarla nel migliore dei modi prova a trovare una ragione dentro di te per cui quella materia può davvero darti qualcosa, di nuovo e arricchente. Il perché cambia anche il come.
Questo secondo noi è il primo passo verso un approccio positivo per capire quanto studiare per un esame. Anche se sembra una questione di poco conto. La risposta a quel perché cambierà la quantità di tempo che sei disposto a dedicare per preparare l’esame. Se la risposta è una risposta importante dedicherai il giusto tempo e verrai ripagato.

Le altre due domande possono contribuire sulla motivazione in due diversi modi. Le ore di studio necessarie per preparare un esame non devono essere per forza materie di studio su noiosissimi volumi di centinaia di pagine. Pensate a quanto materiale avete disponibile in rete per approfondire gli argomenti di studio. Video da guardare sul cellulare alla fermata del bus, podcast da ascoltare mentre cucini, documentari su Netflix  in qualsiasi altra piattaforma, esiste davvero una produzione fitta di supporti allo studio che possono permetterti di preparare un esame efficacemente senza impazzire.

Se per giunta puoi condividere queste ore di studio con un collega di università o un amico studente universitario come te meglio ancora. Motivarsi a vicenda è più facile. Trovare qualcuno con cui dedicarsi allo studio può incrementare tantissimo il tuo entusiasmo, può aiutarti a organizzare meglio il tempo e a evitare distrazioni. Ma attenzione, può avere anche l’effetto contrario, perché se il tuo amico non mostra molta voglia di darsi da fare potrebbe demotivare anche te. Fai qualche tentativo di condivisione dell’impegno di studio e vedi se può funzionare.

Speriamo che queste domande per capire meglio quanto studiare per un esame prima di andare nel panico e strapparsi i capelli ti siano state utili, a volte partire dalle cose semplici, organizzare i dettagli, pianificare piccoli passi, può fare la vera e grande differenza. Siamo curiosi di sapere come andrà la tua prossima sessione di studio!

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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