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Sei una matricola di scienze della formazione? Ecco i 7 ERRORI comuni da non fare

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Iniziare una nuova carriera accademica è sempre entusiasmante. Eppure ci sono degli errori comuni delle matricole di scienze della formazione che rischiano di far alzare il livello di ansia e preoccupazione all’inizio del percorso, quando sarebbe opportuno cercare di liberarsi da certi pensieri e atteggiamenti negativi per vivere al massimo l’esperienza. Non sono questioni che riguardando soltanto alle matricole di scienze della formazione, anzi, si tratta di errori all’università che capitano a molti studenti di molte altre facoltà.

Errori da matricola: oltre le aspettative

matricole universitarieTi sei iscritto al corso di scienze della formazione perché hai sempre desiderato lavorare a contatto con l’educazione, con i bambini o anche con gli adulti. La formazione e l’educazione sono un campo vastissimo, quindi sia che tu voglia diventare trainer sia che desideri comprendere come diventare maestra d’asilo sicuramente hai bisogno di una base di conoscenze da cui partire.

Hai fatto bene a fare questa mossa, hai fatto bene ad iscriverti. Ma adesso cerca di viverti bene questi momenti senza mandare tutto all’aria. Ecco, cara matricola, gli errori comuni delle matricole scienze della formazione (ma riguardando anche studenti di altre facoltà, come abbiamo detto).

1. Aspettativa di libertà

Il primo degli errori all’università, di tutti ma proprio tutti, è credere di essere diventati “grandi” e di poter fare “quello che si vuole”. Se da una parte è vero che si acquisisce una nuova dose di libertà personale, lontana dagli schemi rigidi della scuola secondaria, senza incombenze strettissime, dall’altra è altrettanto verso che senza un argine a quella libertà si corre il rischio di non combinare niente.
La libertà genera responsabilità. Ricorda queste parola. Per non fare i tipici errori da matricola, vagando e bighellonando da una parte all’altra, tra uno svago e l’altro, tra un rimandare scadenze e l’altro, è meglio scegliere subito un’autogestione blanda ma precise. Soprattutto per evitare l’effetto cattivo dell’abbandono universitario. Vai a lezione in orario, le sere precedenti alle lezioni cerca di non fare tardi. E appena puoi pianifica il tempo per studiare, anche durante le lezioni. Magari un’ora al giorno, o due, ma trova il tempo. Serve a non ridurti all’ultimo momento, e a sentirti libero di uscire la sera.

2. Aspettativa di piacere

Sei convinto che da matricola di scienze della formazione seguirai solo corsi che ti piacciono. Ci dispiace dirtelo, ma non è così. Purtroppo i corsi non potrai deciderli del tutto autonomamente, ma avrai a disposizione un piano di studi per guidarti nella scelta. E sì, ahimè, non tutti gli esami e i programmi di studio che intraprenderai susciteranno il tuo giubilo. Però, tieni duro, anche i corsi più ostici hanno qualcosa da insegnarti. Diritto, economia, altre materie più corpose e complesse sono difficili da approcciare, ma una volta superato il primo scoglio ti forniscono strumenti ulteriori per apprendere, punti di vista che completano il tuo quadro di matricola universitaria, ancora abbastanza ristretto. Non tutto ti piacerà, ma tutto potrà esserti utile, non disdegnare le materie che non conosci.

3. Il “pericolo” per gli studenti fuori sede

L’aspettativa di libertà di cui abbiamo parlato prima riguarda gli errori delle matricole di qualsiasi facoltà. Vale per chi non abbandona il tetto domestico per andare a vivere nella città universitaria che ha scelto (per esempio come chi fa l’università on line), ma vale soprattutto per gli studenti fuori sede. I fuori sede sono una tipologia di studenti universitari molto diversa. Vivono in case condivise, non hanno il fiato sul collo dei genitori, ma hanno anche spese maggiori e il peso della lontananza, per questo corrono a volte un pericolo maggiore.

Se non perseguono brillantemente i propri obiettivi rischiano di aver investito inutilmente anni di vita e di investimenti economici famigliari. Come si può evitare. Cercando di mantenere delle regole di vita sane in tutti gli aspetti: mangiare bene, fare una vita attiva, impostare una buona disciplina mentale (non solo studio ma anche meditazione, ad esempio).

4. Mancanza di organizzazione

Alcuni degli errori all’università sono i classici errori di tutti, anche di chi lavora ma non ha mai avuto uno schema preciso e delle abitudini funzionali. Un esempio classico è la mancanza di un’agenda o di un procedimento chiaro per conservare le comunicazioni, le scadenze, le bollette, i documenti e tutti gli aspetti di una vita fatta di orari, pagamenti e incombenze burocratiche di vario tipo.

Per avere una vita da studente appagante è importante saper tenere traccia dei propri impegni e doveri, bisogna riuscire ad avere sempre a portata di mano le informazioni necessarie. Fortunatamente oltre ai siti dell’Università si possono sfruttare le tecnologie in maniera rapida ed efficace. Qualche esempio: Google Calendar su tutti, si tiene traccia di eventi e task con un massimo di intuitività. Eccezionale

5. Sovrastimare le scelte di vita

Non importa quale sia la tua età da matricola universitaria. Non è mai troppo tardi per iscriversi a un corso di laurea. Appunto, che tu abbia vent’anni o quarantacinque comunque ti invitiamo a non commettere un errore all’università, che commettono moltissimi studenti appena iscritti: credere che quello che stai facendo sia la tua unica possibilità.

Abbiamo sentito spesso frasi come: se non mi piace questo corso non mi piacerà niente.

Questa è l’unica opportunità per cambiare vita.

Da questo dipenderà il mio futuro.

In parte è vero, ma soprattutto non è vero. Perché? Perché l’università è una parte di te, non tutto te stesso. Ed è giusto che sia così. Giusto che tu prenda seriamente quello che stai facendo, con il massimo di impegno, ma anche con la consapevolezza che deve restare una parte di te sempre consapevole di avere ancora molto altro da fare, sperimentare, costruire.

6. Accumulo compulsivo

Dopo questa parentesi un po’ più intima e profonda, passiamo agli errori comuni delle matricole scienze della formazione di tipo pratico. Ovvero: l’accumulo seriale. Ovviamente stiamo scherzando, non si tratta di un accumulo compulsivo patologico, ma di quell’attitudine che porta magicamente le matricole a scegliere di comprare tutti i libri nei programmi d’esame, tutti i libri possibili e immaginabili (anche quelli che non compaiono all’interno del programma, chissà perché).

Questa abitudine è deleteria soprattutto per i fuori sede, che una volta terminati gli studi si troveranno costretti a dover spedire pacchi destinati alle famiglie con dentro la piccola (grande) biblioteca della famiglia. Sei sicuro di volerti trovare in questa situazione?

7. Insonnia

matricole scienze della formazioneUna cosa che proprio non ci aspettiamo dagli studenti matricole di scienze della formazione è il fatto che si riducano a togliersi ore di sonno costantemente, studiando fino a notte fonda (nel migliore dei casi) oppure dandosi alla pazza gioia. Ma insomma, non ci sembra il caso che persone dedite allo studio dell’educazione non sappiano autoregolarsi.
Ovviamente non vogliamo fare i moralisti, anche noi crediamo che la vita debba esprimersi su più fronti, lasciando alla persona la possibilità di sperimentare, ma quando ci si pone un obiettivo è bene saperlo rispettare. Soprattutto se si vuole poi avere un ruolo di formatore o formatrice per gli altri. L’insonnia non aiuta nessuno. Quando è autoindotta, ovvero provocata dal non andare a dormire a orari regolari o da una vita sballata, almeno ci si può fare qualcosa nell’immediato. Invece quando è spontanea e naturale è utile, se persiste, chiedere aiuto.

Speriamo che questa dissertazione sugli errori delle matricole non ti abbia buttato giù ma anzi che ti abbia dato lo sprint per perseguire i tuoi studi di scienze della formazione alla grande.

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