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Come si fa una relazione scritta: regole e consigli

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Spesso e volentieri nel corso degli anni universitari ci si trova a dover effettuare dei lavori scritti. Dunque, in questo articolo lo staff dell’Università Niccolò Cusano di Foggia ha intenzione di fornire tutte le specifiche su come si fa una relazione scritta.

Infatti, esistono delle regole ben precise sull’argomento che devono essere comprese ed interiorizzate… e questo sarà ben utile anche quando ci si approccerà alla redazione della tesi di laurea.

Scrivere una relazione in psicologia: perché farlo e quando serve

Chiaramente essere al corrente di come scrivere una relazione è fondamentale per tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea online della Unicusano di Foggia ma in questo articolo ci concentreremo soprattutto sulle relazioni di ambito psicologico e su quanto queste possano essere utili nello studio e – più avanti – nella pratica del mestiere di psicologi.
come scrivere una relazione
Infatti, un buono psicologo deve – successivamente ad un intervento su un paziente – operare una relazione scritta in riferimento alla diagnosi, alle cure e alle azioni operate, alla durata di quest’ultime e ai risultati raggiunti. Dunque una relazione che si articolerà nel tempo e che dovrà essere svolta secondo delle regole così che possa essere diffusa e compresa anche da altri esperti del settore.

Per questo motivo coloro che frequentano il corso online di psicologia a Foggia fin dalla triennale dovranno assimilare gli strumenti utili per la comunicazione e la gestione dell’informazione, la conoscenza di una lingua straniera e la conoscenza di metodi, tecniche e procedure di indagine scientifica e applicativa nell’ambito della psicologia, con specifici approfondimenti sui metodi psicometrici e le procedure informatiche per l’elaborazione dei dati.

Si tratta di competenze che saranno poi utilizzate nel corso della redazione di una relazione sull’andamento dei pazienti o su eventuali studi sperimentali.

Tra le competenze associate alla funzione che si implementeranno nel corso  della laurea in psicologia, ci sono anche:

  • l’ utilizzo di test (non diagnostici) e di altri strumenti standardizzati;
  • la conduzione di colloqui e interviste, di osservazioni con uso di strumenti di analisi quali-quantitativi
  • l’applicazione di protocolli per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane e per l’orientamento professionale;
  • la verifica e valutazione di interventi professionali (promozione, sviluppo, recupero, orientamento e prevenzione);
  • la partecipazione alla costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  • tutte le attività collegate alle fasi della ricerca psicologica riguardanti la raccolta, l’elaborazione statistica e la gestione dei dati psicologici.

Tutte queste concorrono  – nella pratica – allo sviluppo di metodologie di osservazione e dell’utilizzo di strumenti testologici e relazionali per la valutazione.

Come si fa una relazione: le dritte da seguire

Ma come va scritta di preciso una relazione, che sia di ambito psicologico o altro? Ecco tutte le dritte da seguire…
Come si fa una relazione
Iniziamo col dire che Scrivere una relazione significa riferire con precisione i risultati di una qualsiasi attività di studio (ricerca, esperimento scientifico, argomento di studio che coinvolge una o più discipline eccetera), documentandone nei particolari le fasi di lavoro.

Ma come si struttura? Vediamolo insieme.

Scrivere una scaletta

Come prima cosa, come nel caso di relazione di un libro o di redazione della tesi di laurea,  ma non solo, è opportuno fissare i punti chiave dello svolgimento in una scaletta. Potrà essere soggetta a modifiche ma ciò che conta è che segua una struttura chiare ed organizzata.

Nel dettaglio, quando si parla di una relazione scientifica o dei dettagli di un esperimento, i punti da seguire sono:

  • definizione dell’obbiettivo dell’attività;
  • focus sulle modalità in cui il lavoro si è svolto
  • dettagli sul metodo di indagine (ricerca, sperimentazione, progettazione…)
  • spiegazione degli strumenti utilizzati
  • le fasi di lavoro
  • eventuali problematiche intercorse
  • valutazione dei risultati
  • tempi richiesti
  • possibili sbocchi e futuri sviluppi dello studio
  • conclusione

Ricerca delle fonti

In quanto si tratta di un testo scientifico o comunque che può essere sottoposto ad una comunità di riferimento professionale, è bene che la relazione psicologica (o altri) sia accompagnata da uno studio concreto delle fonti, in modo tale che possa essere ritenuto un testo oggettivo.

Perciò, è necessario  che le fonti utilizzate siano affidabili e oggettive. Inoltre, dovranno essere citate nel testo (come note a piè pagina) in quanto sarà proprio su di esse che si baserà la veridicità e l’accettazione dei fatti.

Parti e struttura del testo del testo

Ma arriviamo a qualcosa di più concreto ed analizziamo la struttura del testo di una relazione scientifica. Come detto già a proposito della scaletta, nelle parti del testo va ritrovata una omogeneità condivisa dalla comunità scientifica.

Dunque, per scrivere una relazione efficace bisogna seguire una data struttura:

Introduzione di una relazione

Il testo deve necessariamente iniziare con una breve introduzione nella quale andrà presentato in sintesi l’argomento trattato, andranno motivate le scelte che hanno portato a quel preciso argomento, andrà definito lo scopo del lavoro e le fasi e i tempi di lavoro. Infine, se presenti, andranno citate anche le altre persone che hanno contribuito all’indagine in oggetto.

Corpo del testo

Dopo questa breve analisi dei fatti si dovrà passare ad una fase di sintesi nella quale dovranno essere interpretati i fatti, ricavando delle indicazioni utili per futuri studi o nuovi sviluppi nel tema.

Per questo andranno spiegati gli aspetti esaminati nel lavoro, il metodo seguito e gli strumenti usati.

Conclusione della relazione

Infine, è il momento di concludere il lavoro presentando i risultati finali e fornendo dei commenti a sostegno di questi. Inoltre, in questa ultima fase, è possibile effettuare delle valutazioni personali del lavoro e delle riflessioni finali sulle evidenze emerse dal documento.

Immagini, schemi e bibliografia

Poi, esiste uno strumento efficace per fornire al testo la giusta oggettività: utilizzare immagini o schemi a sostegno delle proprie tesi. In questo modo la concretezza di quanto detto aumenterà e – in futuro – queste potranno diventare le fonti a sostegno del lavoro di altri.

Inoltre è opportuno segnalare, nella bibliografia conclusiva, tutti i documenti consultati riportando manuali, siti internet ed articoli di giornale che sono stati utilizzati nelle citazioni o comunque a sostegno della propria tesi esposta nella relazione.

Scelta del titolo migliore

Infine, non resta che scegliere un titolo efficace per la relazione. Deve essere assolutamente chiaro e deve esemplificare ciò che la relazione contiene. Essendo un testo scientifico è meglio evitare espressioni vaghe o giochi di parole umoristici. Al massimo, è possibile utilizzare qualche famosa citazione evidenziando i cambiamenti rispetto a quanto questa sostenga nel suo significato.

In ogni modo è sempre meglio scegliere o definire con certezza il titolo a fine relazione, così da avere tutto il lavoro chiaro punto per punto.

Correzione del testo

Poi, prima di presentare la relazione è opportuno rivedere e correggere il testo, affinché sia chiaro sia nella forma sia nel contenuto.

Per controllare al meglio questo, ci sono delle regole da seguire:

  • i concetti devono essere espressi in modo chiaro, logico, consequenziale e soprattutto oggettivo
  • il linguaggio utilizzato deve essere caratterizzato da un lessico preciso, specifico dell’argomento trattato
  • I periodi utilizzati nel testo devono essere brevi
  • Il font deve essere leggibile, sia nel caso che il documento debba essere stampato, sia nel caso che debba essere letto a monitor.
  • Le parole chiave devono essere in grassetto, così come i titoli dei vari paragrafi
  • Se necessario, scegliete la chiarezza dell’elenco puntato
  • Deve esserci un indice conclusivo

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