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Diagramma a blocchi: che cos’è e a cosa serve

Nel corso degli anni universitari – vuoi per riuscire ad avere un quadro più organizzato di una materia di studio, vuoi per presentare in maniera ordinata una relazione conclusiva – è utile fare affidamento sull’utilizzo di un diagramma a blocchi. Proprio per questo lo staff della Unicusano di Foggia ha interesse nel fornire tutte le specifiche su che cosa sia questo tipo di diagramma e in quali contesti può essere utilizzato con efficacia.
Diagramma di flusso
Infatti quando si parla di riassunti o mappe concettuali, non si può prescindere dall’usare degli schemi che aiutino ad organizzare al meglio le informazioni sia appannaggio di chi sta studiando sia, al tempo stesso, di chi dovrà “leggere” queste informazioni.

Un esempio lampante è quello della presentazione della tesi di laurea quando i laureandi dovranno presentare in maniera chiara il loro lavoro ad una commissione dove saranno presenti anche docenti non esperti nella materia di riferimento. L’utilizzo di diagrammi a blocchi è uno dei modi per articolare chiaramente una presentazione, rendendola fruibile a tutti. Come? L’utilità principale è quella di vedere come si “legano” i vari concetti e quali sono le tematiche chiave del lavoro di tesi.

Lo studente che presenterà un buon lavoro – in questo senso – riceverà senza dubbio il plauso della commissione. Infatti, una capacità dimostrata di organizzazione e pianificazione delle informazioni sarà certamente apprezzata.

Ovviamente utilizzare degli schemi a blocchi non serve solo ai fini della tesi di laurea ma anche nella quotidiana vita universitaria. Il concetto base, però, è il medesimo: l’organizzazione delle informazioni riesce a rendere più fluido lo studio e a sostenere la memoria visiva al momento dell’esame o di una verifica finale: avendo presente lo schema il cervello riuscirà a fare con più velocità quei collegamenti tra concetti (o anche multidisciplinari) che riusciranno ad impressionare favorevolmente il docente.

Se siete interessati all’argomento, continuate a leggere…

Diagramma di flusso: ecco come crearli

L’utilizzo di questi diagrammi a blocchi o di flusso prende il via dall’informatica per poi arrivare ad essere utilizzati in tutte le materia. Per la precisione (se vogliamo darne una definizione precisa) questi diagrammi consentono di rappresentare in maniera semplificata, sotto forma di schema, un concetto o un’idea più complessa.

Questo, come già accennato, può essere utile per studiare ma anche per esporre al pubblico un proprio progetto. Proprio per questo l’interesse verso la costruzione di diagrammi di flusso è davvero ampia tanto da aver spinto lo staff della Università Niccolò Cusano di Foggia a fornirne una dimostrazione step by step.

Ecco quindi, come organizzarsi…

Come prima cosa occorre avere ben chiaro nella propria mente l’algoritmo che si vuole schematizzare. Proprio così; anche le materie che a primo acchito non hanno niente a che fare con le scienze spesso nascondono una serie di collegamenti precisi tra i vari fatti, tanto che – se ne saltasse uno – il continuum logico e temporale salterebbe.

Ecco perché qualsiasi materia può essere considerata come una successione di eventi legati da un filo conduttore. Proprio per questo occorre sapere come organizzare uno schema concettuale.
flow chart
L’uso di un opportuno diagramma di flusso consente di rappresentare graficamente un qualsiasi algoritmo. Le condizioni sono che la lista degli eventi e delle istruzioni sia finita e che sia ordinata.

Esistono, per praticità e facilitare la comprensione, tre tipologie di blocchi elementari: i blocchi ovali per inizio e fine, blocchi rettangolari per istruzioni o comandi ma anche per presentazione di dati o risultati, blocchi romboidali per porre domande o visionare eventi scaturiti in seguito a due possibilità presentatisi.

Vi ricordiamo, comunque, che è necessario utilizzare sempre degli accorgimenti pratici: box della stessa forma identificano concetti simili o in qualche modo in relazione tra loro così come frecce di colore o forma diversa indicano diversi tipi di relazione. È fondamentale ricordare questo al fine di costruire diagrammi a cui si potrà accedere anche a distanza di tempo senza “perdere” nessuna delle informazioni contenute e che potrebbero essere condivisi e compresi anche da altre persone senza alcuna spiegazione.

App per flow chart: ecco quali utilizzare

Per creare flow chart in maniera facile, è possibile fare affidamento su alcune app e programmi per computer, vediamone alcuni…

In questo modo ci saranno delle procedure guidate che consentiranno di creare il proprio schema concettuale in poche e facili mosse, arrivando poi a poter salvare lo schema in vari formati o anche a condividerlo.

Draw.io

Draw.io è sicuramente lo strumento online più completo che mette a disposizione tantissime funzioni gratuitamente. In particolare è possibile salvare i file in Google Drive, Dropbox, Microsoft Onedrive o anche sul PC utilizzato e fornisce molti modelli e templates tra cui scegliere per non partire da zero a costruire un flow chart o una mappa.

Wireflow

Wireflow (maggiori informazioni cliccando qui) è uni strumento online gratuito per creare diagrammi di flusso di ogni genere.

Si tratta di un sito moderno, molto facile da usare e intuitivo al massimo, che funziona anche come app collaborativa per lavorare con altre persone sullo stesso progetto – ed è per questo utile all’università.

Creately

Si tratta di un servizio online che permette di creare con pochi clic del mouse diagrammi di flusso e mappe concettuali. Il sito web consente di creare diagrammi a piacimento utilizzando tra una vasta serie di forme geometriche disponibili nelle quali è possibile inserire un testo.

Per avere maggiori informazioni, cliccate su questo link.

Lucid Chart

Si tratta di un sito gratuito che – previa registrazione – consente di salvare diagrammi e grafici come file PNG, JPG, PDF o SVG ed anche di collegare file di dati, il tutto con un’interfaccia chiara e precisa.

Per saperne di più ecco il link diretto.

Diagram Designer

Un programma facile ed intuitivo con cui disegnare diagrammi ben fatti è sicuramente Diagram Designer. Questo software, infatti, consente a tutti di creare diagrammi con blocchi di varie forme, inserendo all’interno di esse un testo a piacere. Provando e riprovando si riuscirà – senza uno studio eccessivo –  a creare diagrammi efficaci di cui si finirà di non poter far più a meno.

Bubblus

È un’applicazione online che può essere usata direttamente dal browser grazie alla quale è possibile creare, bolla dopo bolla, dei diagrammi composti da diversi colori e formattazione del testo.

Il progetto si può poi salvare come file immagine o file html. Altro info?  Ecco il link diretto al sito.

Cacoo

Un altro servizio che è possibile utilizzare (stavolta sul web, senza dover scaricare nessun software) è Cacoo.  Questo consente di creare un diagramma di flusso direttamente su Internet, modificarlo e condividerlo con gli altri in maniera estremamente facile e veloce.

Ed è proprio la condivisione a rendere Cacoo un servizio di collaborazione ed inclusione: le mappe concettuali, infatti, possono diventare appannaggio di tutti e facilitare lo studio o la spiegazione. Non è raro, ad esempio, che siano gli stessi docenti a condividere con gli studenti questi diagrammi.

Questi software o siti web consigliati non sono, comunque, l’unico modo per realizzare mappe concettuali: un altro modo efficace è quello di utilizzare strumenti alla portata di tutti come Microsoft Excel o Word o anche con Disegni di Google in Google Docs. In questo caso si potrà dar libero sfogo alle proprie volontà senza rimanere dentro schemi prefissati.

Avete tutto chiaro? Siete pronti per iniziare a schematizzare ogni vostro progetto? Vi assicuriamo che non tornerete più indietro!

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Teorema dell’energia cinetica: ecco che cos’è

Per chi ha interesse nello scoprire maggiori delucidazioni sul teorema dell’energia cinetica, questo è l’articolo adatto. Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Foggia ha intenzione di spiegare il teorema con una definizione per poi valutarne le possibili applicazioni in fisica.

Definizione di energia cinetica

L’energia cinetica è l’energia che possiede un corpo per il movimento che ha o che acquista: equivale, dunque, al lavoro necessario per portare un corpo da una velocità nulla a una velocità nota.
formula energia cinetica
La cinetica è basilare nello studio della meccanica classica e si esprime convenzionalmente con il simbolo K. Arrivando subito a definirla con una formula matematica dell’energia cinetica, vediamo che:

K= 1/2mv2

Dove m indica la massa del corpo in questione e v la velocità; l’energia cinetica ha la stessa dimensione di un lavoro, quindi si misura in joule.

Ciò significa che a parità di velocità un corpo due volte più grande avrà un’energia cinetica doppia; d’altra parte se ad equivalersi tra due corpi fosse la massa un corpo con una velocità doppia sprigionerà un’energia cinetica quattro volte più grande.

Infatti sono queste due le variabili da tenere in considerazione quando si parla di cinetica il cui calcolo non solo è legato alla velocità di un corpo (d’altra parte qualsiasi corpo in movimento possiede un’energia cinetica calcolabile) ma vi concorre anche la massa del corpo in questione.

L’energia cinetica, inoltre, può variare e questo a causa di una variazione di velocità provocato da una forza. Per calcolare questa variazione di energia cinetica è possibile ricorrere alla formula:

Delta K = Kf – Ki

= ½ mv2f – ½ mv2i

Teorema della cinetica: in cosa consiste

Continuiamo prendendo in esame il teorema dell’energia cinetica cioè quel calcolo che mette in relazione la forma di energia legata al moto con la nozione di lavoro e stabilisce che ‘energia cinetica finale del corpo è uguale alla somma dell’energia cinetica iniziale e del lavoro compiuto dalla forza lungo la traiettoria del moto.
formula matematica dell’energia cinetica
In fisica questo teorema viene anche denominato “teorema delle forze vive” in quanto anticamente si definiva “vis viva” – cioè “forza viva” in latino –  il prodotto della massa per il quadrato della velocità. Da qui la denominazione usata su alcuni vecchi testi di fisica.

l teorema è fondamentalmente una conseguenza del secondo principio della dinamica espresso da Newton che enuncia che la forza agente su un corpo è direttamente proporzionale all’accelerazione e ne condivide la direzione e il verso, con costante di proporzionalità data dalla massa del corpo.

Dunque, la forza è proporzionale al tasso di variazione della quantità di moto nel tempo e questo si può esprimere con la formula matematica:

F= dq/dt

In pratica, immaginando di applicare una forza ad un oggetto fermo per spostarlo, il risultato del lavoro compiuto sarà l’aumento di velocità dovuto allo spostamento, e il relativo aumento di energia cinetica.

Forza elastica: la formula

Proseguiamo con lo studio della dinamica e delle sue variazioni facendo un riferimento alla forza elastica e alla legge di Hooke. Nello specifico la forza elastica è una forza esercitata dai corpi a seguito di una deformazione che li comprime o li dilata, perfettamente spiegata se si tiene presente una molla.

Hooke fu il primo a teorizzare questa legge attraverso uno studio sperimentale.

La formula che la definisce prende il via dalla considerazione che bisogna calcolare la differenza tra la lunghezza di una molla a riposo (chiamata elongazione) e una lunghezza raggiunta tramite un allungamento. Questa differenza viene indicata con la lettera x.

Da questo vediamo che la formula della forza elastica è la seguente:

F->e = -kx->

Dove appunto x è l’elongazione mentre k è la costante elastica della molla e si misura in newton / metro. Sia la forza sia l’elongazione sono due grandezze vettoriali.

Applicazioni delle conoscenze di fisica e meccanica classica

Nell’offerta formativa telematica proposta dalla Unicusano di Foggia sono diversi i corsi di studio che dovranno confrontarsi con queste conoscenze.

Primo fra tutti è sicuramente il corso di laurea in ingegneria meccanica che si sviluppa in un percorso triennale ed in una specializzazione biennale.

Il corso di laurea triennale in ingegneria meccanica a Foggia porterà lo studente ad acquisire conoscenze base relativamente alla comprensione di un disegno tecnico e alla valutazione dei suoi elementi costruttivi, alla conoscenza delle formulazioni principali atte a valutare le sollecitazioni presenti negli elementi meccanici e dei principi base inerenti i fenomeni termodinamici caratterizzanti i sistemi meccanici.

Con la specializzazione in ingegneria meccanica, poi, lo studente riuscirà a aumentare le proprie competenze arrivando  ad averle in ambiti specifici quali:

  • progettazione e gestione di sistemi di produzione industriali, dei processi tecnologici, degli insediamenti industriali e dei sistemi produttivi e logistici;
  • gestione della manutenzione, le tecnologie industriali e l’automazione dei sistemi industriali;
  • progettazione di sistemi integrati di produzione, con attenzione alla gestione industriale della qualità;
  • progettazione di sistemi meccanici equipaggiati da sistemi attivi e intelligenti ad alta tecnologia (ad esempio: macchine e impianti automatici, veicoli e robot industriali);
  • gestione della problematiche con un approccio sistemistico orientato al prodotto nella sua globalità ed integrato delle metodologie e tecnologie di simulazione basate sui paradigmi di prototipazione virtuale, fabbrica virtuale e manichini virtuali;
  • progettazione, con metodi avanzati e innovativi, di componenti e i sistemi meccanici.

Inoltre anche per gli studenti che desiderano approcciarsi ad uno studio ingegneristico nell’ambito dell’ingegneria agro-industriale, saranno indispensabili queste conoscenze.

Tra le competenze che si potranno acquistare nel corso dei tre anni del corso di laurea in ingegneria agro-industriale, infatti, ci sono le seguenti:

  • conoscenza delle operazioni unitarie in termini di fenomenologia, bilanci materiali ed energetici e cinetiche;
  • conoscenza delle relazioni e modelli matematici utili alla soluzione dei problemi numerici di progetto e di controllo;
  • conoscenza degli schemi funzionali dei principali impianti e dei criteri di ottimizzazione;
  • conoscenza dei principali processi di trasformazione degli alimenti in termini di definizione di prodotto e studio di processo;
  • conoscenza delle proprietà delle molecole che condizionano, nei sistemi alimentari, la trasformazione della materia prima in prodotto finito.

Le video-lezioni proposte dalla Unicusano di Foggia concorreranno a formare professionisti del settore che facilmente potranno inserirsi nell’ambito delle piccole e medie imprese agroalimentari del foggiano. Infatti sempre di più si sente l’esigenza di acquisire personale specializzato che renda possibile non solo ottimizzare modalità e costi di produzione ma anche omologare l’azienda verso quelle che sono le normative europee nel campo.

Ecco perché lo studio della fisica non è puramente ristretto a formule matematiche ma diventa anche applicabile a professioni di spicco, interessanti e remunerative.

Infatti, i meccanismi dell’energia cinetica offrono diverse possibilità di applicazione nel campo delle professioni legate all’ambiente. Ne sanno qualcosa i giovani iscritti al master online II Livello in Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.

Proprio strutture come mulini ad acqua o dighe ma anche pale eoliche, infatti, permettono di produrre energia elettrica “pulita” utilizzando l’energia cinetica.

Per saperne di più sui corsi di laurea online e sui master fruibili in modalità telematica promossi dalla Unicusano è possibile contattare lo staff al numero 800 98 73 73 o compilare il form di richiesta info presente sulla home page del sito.

Lo staff sarà lieto di aiutarvi nella scelta del percorso di laurea più adatto alle vostre aspirazioni e alle vostre esigenze.

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Come si fa una relazione scritta: regole e consigli

Spesso e volentieri nel corso degli anni universitari ci si trova a dover effettuare dei lavori scritti. Dunque, in questo articolo lo staff dell’Università Niccolò Cusano di Foggia ha intenzione di fornire tutte le specifiche su come si fa una relazione scritta.

Infatti, esistono delle regole ben precise sull’argomento che devono essere comprese ed interiorizzate… e questo sarà ben utile anche quando ci si approccerà alla redazione della tesi di laurea.

Scrivere una relazione in psicologia: perché farlo e quando serve

Chiaramente essere al corrente di come scrivere una relazione è fondamentale per tutti gli studenti iscritti ai corsi di laurea online della Unicusano di Foggia ma in questo articolo ci concentreremo soprattutto sulle relazioni di ambito psicologico e su quanto queste possano essere utili nello studio e – più avanti – nella pratica del mestiere di psicologi.
come scrivere una relazione
Infatti, un buono psicologo deve – successivamente ad un intervento su un paziente – operare una relazione scritta in riferimento alla diagnosi, alle cure e alle azioni operate, alla durata di quest’ultime e ai risultati raggiunti. Dunque una relazione che si articolerà nel tempo e che dovrà essere svolta secondo delle regole così che possa essere diffusa e compresa anche da altri esperti del settore.

Per questo motivo coloro che frequentano il corso online di psicologia a Foggia fin dalla triennale dovranno assimilare gli strumenti utili per la comunicazione e la gestione dell’informazione, la conoscenza di una lingua straniera e la conoscenza di metodi, tecniche e procedure di indagine scientifica e applicativa nell’ambito della psicologia, con specifici approfondimenti sui metodi psicometrici e le procedure informatiche per l’elaborazione dei dati.

Si tratta di competenze che saranno poi utilizzate nel corso della redazione di una relazione sull’andamento dei pazienti o su eventuali studi sperimentali.

Tra le competenze associate alla funzione che si implementeranno nel corso  della laurea in psicologia, ci sono anche:

  • l’ utilizzo di test (non diagnostici) e di altri strumenti standardizzati;
  • la conduzione di colloqui e interviste, di osservazioni con uso di strumenti di analisi quali-quantitativi
  • l’applicazione di protocolli per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane e per l’orientamento professionale;
  • la verifica e valutazione di interventi professionali (promozione, sviluppo, recupero, orientamento e prevenzione);
  • la partecipazione alla costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
  • tutte le attività collegate alle fasi della ricerca psicologica riguardanti la raccolta, l’elaborazione statistica e la gestione dei dati psicologici.

Tutte queste concorrono  – nella pratica – allo sviluppo di metodologie di osservazione e dell’utilizzo di strumenti testologici e relazionali per la valutazione.

Come si fa una relazione: le dritte da seguire

Ma come va scritta di preciso una relazione, che sia di ambito psicologico o altro? Ecco tutte le dritte da seguire…
Come si fa una relazione
Iniziamo col dire che Scrivere una relazione significa riferire con precisione i risultati di una qualsiasi attività di studio (ricerca, esperimento scientifico, argomento di studio che coinvolge una o più discipline eccetera), documentandone nei particolari le fasi di lavoro.

Ma come si struttura? Vediamolo insieme.

Scrivere una scaletta

Come prima cosa, come nel caso di relazione di un libro o di redazione della tesi di laurea,  ma non solo, è opportuno fissare i punti chiave dello svolgimento in una scaletta. Potrà essere soggetta a modifiche ma ciò che conta è che segua una struttura chiare ed organizzata.

Nel dettaglio, quando si parla di una relazione scientifica o dei dettagli di un esperimento, i punti da seguire sono:

  • definizione dell’obbiettivo dell’attività;
  • focus sulle modalità in cui il lavoro si è svolto
  • dettagli sul metodo di indagine (ricerca, sperimentazione, progettazione…)
  • spiegazione degli strumenti utilizzati
  • le fasi di lavoro
  • eventuali problematiche intercorse
  • valutazione dei risultati
  • tempi richiesti
  • possibili sbocchi e futuri sviluppi dello studio
  • conclusione

Ricerca delle fonti

In quanto si tratta di un testo scientifico o comunque che può essere sottoposto ad una comunità di riferimento professionale, è bene che la relazione psicologica (o altri) sia accompagnata da uno studio concreto delle fonti, in modo tale che possa essere ritenuto un testo oggettivo.

Perciò, è necessario  che le fonti utilizzate siano affidabili e oggettive. Inoltre, dovranno essere citate nel testo (come note a piè pagina) in quanto sarà proprio su di esse che si baserà la veridicità e l’accettazione dei fatti.

Parti e struttura del testo del testo

Ma arriviamo a qualcosa di più concreto ed analizziamo la struttura del testo di una relazione scientifica. Come detto già a proposito della scaletta, nelle parti del testo va ritrovata una omogeneità condivisa dalla comunità scientifica.

Dunque, per scrivere una relazione efficace bisogna seguire una data struttura:

Introduzione di una relazione

Il testo deve necessariamente iniziare con una breve introduzione nella quale andrà presentato in sintesi l’argomento trattato, andranno motivate le scelte che hanno portato a quel preciso argomento, andrà definito lo scopo del lavoro e le fasi e i tempi di lavoro. Infine, se presenti, andranno citate anche le altre persone che hanno contribuito all’indagine in oggetto.

Corpo del testo

Dopo questa breve analisi dei fatti si dovrà passare ad una fase di sintesi nella quale dovranno essere interpretati i fatti, ricavando delle indicazioni utili per futuri studi o nuovi sviluppi nel tema.

Per questo andranno spiegati gli aspetti esaminati nel lavoro, il metodo seguito e gli strumenti usati.

Conclusione della relazione

Infine, è il momento di concludere il lavoro presentando i risultati finali e fornendo dei commenti a sostegno di questi. Inoltre, in questa ultima fase, è possibile effettuare delle valutazioni personali del lavoro e delle riflessioni finali sulle evidenze emerse dal documento.

Immagini, schemi e bibliografia

Poi, esiste uno strumento efficace per fornire al testo la giusta oggettività: utilizzare immagini o schemi a sostegno delle proprie tesi. In questo modo la concretezza di quanto detto aumenterà e – in futuro – queste potranno diventare le fonti a sostegno del lavoro di altri.

Inoltre è opportuno segnalare, nella bibliografia conclusiva, tutti i documenti consultati riportando manuali, siti internet ed articoli di giornale che sono stati utilizzati nelle citazioni o comunque a sostegno della propria tesi esposta nella relazione.

Scelta del titolo migliore

Infine, non resta che scegliere un titolo efficace per la relazione. Deve essere assolutamente chiaro e deve esemplificare ciò che la relazione contiene. Essendo un testo scientifico è meglio evitare espressioni vaghe o giochi di parole umoristici. Al massimo, è possibile utilizzare qualche famosa citazione evidenziando i cambiamenti rispetto a quanto questa sostenga nel suo significato.

In ogni modo è sempre meglio scegliere o definire con certezza il titolo a fine relazione, così da avere tutto il lavoro chiaro punto per punto.

Correzione del testo

Poi, prima di presentare la relazione è opportuno rivedere e correggere il testo, affinché sia chiaro sia nella forma sia nel contenuto.

Per controllare al meglio questo, ci sono delle regole da seguire:

  • i concetti devono essere espressi in modo chiaro, logico, consequenziale e soprattutto oggettivo
  • il linguaggio utilizzato deve essere caratterizzato da un lessico preciso, specifico dell’argomento trattato
  • I periodi utilizzati nel testo devono essere brevi
  • Il font deve essere leggibile, sia nel caso che il documento debba essere stampato, sia nel caso che debba essere letto a monitor.
  • Le parole chiave devono essere in grassetto, così come i titoli dei vari paragrafi
  • Se necessario, scegliete la chiarezza dell’elenco puntato
  • Deve esserci un indice conclusivo

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App allenamento: le migliori da scaricare

Quali sono le migliori app allenamento? E sono davvero utili per far alzare dal divano studenti sedentari che non hanno alcuna intenzione di andare in palestra? In questo articolo lo staff della Università online Niccolò Cusano di Foggia ha intenzione di fare una classifica di 10 applicazioni ottime per tonificare il fisico in vista della prova costume.

 applicazioni per allenamenti

Le applicazioni per allenamenti casalinghi, oltre ad essere davvero pratiche, concorrono anche a fornire delle statistiche di miglioramento (monitorando i risultati delle attività sportive) che contribuiranno a far aumentare il morale. D’altra parte più si ha la certezza di far bene, più si sarà motivati e si vorrà continuare a lavorare per avere un fisico allenato ed invidiabile.

Sembra, infatti – a giudicare da quanto è emerso da un sondaggio condotto dalla Unicusano di Foggia – che lo sport e l’allenamento tornino alla ribalta proprio nel mese di aprile, tra le intenzioni degli studenti. Dopo la pigrizia invernale e le abbuffate festive, dunque, si sente l’esigenza di ritrovare il benessere.

Vediamo, dunque, quali sono i ritrovati tecnologici per allenarsi… senza dover acquistare un abbonamento in palestra.

Allenarsi con un’app: è possibile e divertente

Ecco allora dieci applicazioni che potrete utilizzare per tenervi in forma… con un click!

1. Personal Trainer by Skimble (disponibile per Android)

Si tratta di una applicazione fitness dalle ottime recensioni. Per la prima volta non sarete soli di fronte allo schermo del vostro smartphone ma nell’esercizio sarete guidati da due voci motivazionali; quelle dei personal trainer Jack e Sofia.

Potete scaricarla sul vostro smartphone Android andando a questo link.

2. Runtastic Results (disponibile per Android e iOS)

Si tratta di una ottima applicazione per fare esercizio ginnico in palestra o a casa (come dicevamo, quest’ultima sembra essere la location preferita degli “sportivi” di Foggia) e, inoltre, è gratuita.

Utilizzando questa versione non a pagamento è possibile usufruire dei molteplici esercizi inclusi nell’app. Infatti, è possibile non solo scegliere la parte del corpo che si desidera allenare ma anche decidere il tempo da dedicare all’esercizio – diventando un ottimo personal trainer.

Poi, Runtastic Results è compatibile anche con Apple Watch, quindi chi è in possesso di un iPhone e dell’orologio smart di Apple, potrà senza problemi monitorare i progressi sportivi anche dal polso.

Per scaricarla, cliccate qui.

3. Nike NTC (disponibile per iOS)

Questa è una buonissima applicazione dedicata soprattutto al mondo femminile (ma anche gli uomini ne resteranno soddisfatti). Consente, infatti, di poter svolgere gli esercizi per il corpo aiutandosi con l’assistenza di video tutorial e spiegazioni dettagliate.

Per maggiori informazioni e per scaricarla sul vostro iPhone, ecco il link.

4. Sfida Fitness 30 giorni (disponibile per Android e iOS)

Per tonificare il corpo con esercizi specifici e raggiungere un fisico invidiabile in soli trenta giorni, scegliete questa app. con un’interfaccia minimal, molto facile da seguire e semplice da utilizzare, offre tanti allenamenti che possono poi essere salvati così da monitorare i progressi fatti e le attività svolte nel corso dei 30 giorni di allenamento.

Potete scaricarla potete far riferimento a questo link.

5. Seven (disponibile per Android e iOS)

Si tratta della applicazione per allenarsi perfetta per chi ha poco tempo ma desidera comunque mettersi in forma. Infatti è appositamente creata per dedicare 7 minuti al giorno agli esercizi. Basta scegliere la parte del corpo da allenare (esercizi gambe, braccia, addominali eccetera) e poi far partire il cronometro.

Potete scaricarla qui ed utilizzarla anche per “sfidare” i vostri amici, creando gratuitamente un account.

6. Max Capacity Training (disponibile per Android e iOS)

Siamo sulla stessa lunghezza d’onda dell’app precedente: anche questa è dedicata a chi ha poco tempo da dedicare all’allenamento. Il software, infatti, prevede che si possa esercitasi per 16 minuti al giorno per tre volte a settimana riuscendo comunque ad ottenere risultati visibili già dopo due mesi.

Se anche voi ne avete bisogno, la trovate a questo link.

7. Sworkit (disponibile per Android e iOS)

Questa applicazione training offre la possibilità di accedere a piani di allenamento personalizzati che permettono all’utente di ricevere il massimo dei benefìci possibili dalla propria attività fisica. È possibile scegliere di impostare un piano di allenamento di soli 5 minuti o svolgere esercizi più lunghi fino ad arrivare anche a un’ora di costante attività.

È ottima per l’allenamento gambe, braccia, addominali e in generale per tonificare il fisico in vista dell’estate. Potete scaricarla sul vostro smartphone a cliccando  al seguente link.

8. Nike+ Training Club (disponibile per Android e iOS)

Un’altra applicazione ben fatta e completa per tutti coloro che vogliono allenarsi in casa: offre oltre 150 allenamenti gratuiti che sono adatti a praticamente tutti gli utenti, da quelli più sedentari a quelli più sportivi.

Dopo aver deciso l’allenamento da scaricare, si potrà eseguire guidati dalla voce di un personal trainer e… i risultati sono garantiti!

Potete scaricare la app andando a questo link.

9. Fitstar Personal Trainer (disponibile per Android e iOS)

Se volete fare degli ottimi esercizi per il corpo, allora scaricate l’app Fitstar. L’unico neo è che si tratta di una app in lingua inglese, ma comunque è molto facile da utilizzare e permette di svolgere degli esercizi di ginnastica sotto lo “sguardo” di personal trainer virtuali che sapranno guidarvi al meglio.

Inoltre, consente di monitorare le proprie prestazioni. Scaricatela con un semplice click.

10. Strava GPS (disponibile per Android e iOS)

Si tratta di una applicazione gratuita per gli amanti della corsa e del jogging che  permetterà di monitorare accuratamente i percorsi e le distanze che si coprono regolarmente mentre si fa sport, grazie alla memorizzazione sullo smartphone.

È ottima per tutti coloro che si allenano fuori casa, concedendosi del tempo per immergersi nella natura (se possibile) o comunque scoprire luoghi vicino casa tutti da esplorare. Ciò non toglie che può essere utilizzata in abbinamento ad una applicazione per gli esercizi in casa, così da poterle alternare efficacemente monitorando i risultati.

La trovate semplicemente con un click qui.

applicazioni per allenarsi

Tutte queste applicazioni sono strumenti validi, sta ad ognuno trovare quella più in linea con le proprie esigenze. Inoltre è possibile anche scegliere app dettagliate e destinate ad allenamenti specifici (come il nuoto o la bicicletta, solo per fare degli esempi). Il web è pieno di strumenti dedicati al fitness: ciò che conta è sempre ascoltare il proprio fisico senza sovraccaricarlo.

Inoltre, prima di affrontare qualsiasi esercizio è sempre bene fare dello stretching e poi, al termine degli esercizi, concludere la seduta con un po’ di defaticamento muscolare. Questo consentirà di adattare il corpo alla ginnastica, senza traumi.

Infine, ad un sano allenamento va abbinata anche un’alimentazione controllata in modo tale che il corpo possa ritrovare il benessere il prima possibile, depurandosi e liberandosi dalle tossine in eccesso. Dunque, spazio ad una dieta sana ed equilibrata senza abuso di dolci o di carboidrati. Ricordatevi di preferire la frutta di stagione e di reintegrare sempre i Sali minerali persi nel corso dell’allenamento con spuntini (vietati i junk foods). Via libera a tisane detox naturali come ad esempio quelle al finocchio che depurano l’organismo lasciando anche qualche minuto da dedicare al relax.

Se avete trovato utili questi consigli sulle applicazioni per allenarsi o se ne avete altre da segnalarci, ditecelo pure nei commenti. E non esitate a condividere questo articolo sulla bacheca di un vostro amico pigro che ha bisogno della giusta motivazione per allenarsi e prendersi cura del proprio corpo.

Non ci resta che augurarvi… buon allenamento!

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Dolci pasquali pugliesi: le specialità da provare

Siete pronti a assaggiare prelibatezze pugliesi, in occasione delle feste di Pasqua? In questo articolo lo staff della Università Niccolò Cusano di Foggia ha deciso di proporre uno speciale menu dove saranno evidenziati i meravigliosi dolci pasquali pugliesi, focalizzandosi su ricette della tradizione.
ricette pugliesi
Proprio così: l’interesse primario dei giovani di Foggia iscritti ai corsi online della Unicusano di Foggia è rivalutare e valorizzare le ricette pugliesi della tradizione.

Infatti, nel pranzo pasquale tipico pugliese esiste un canone imposto dalla storia che riflette le radici del luogo: durante il pranzo sono imprescindibili le uova e l’agnello. Secondo riti antichissimi le uova vengono utilizzate come di fecondità e di vita e come simbolo di rinascita di una nuova vita; l’agnello invece – associando la tradizione alla nascita di Gesù Cristo – è diventato simbolo di rinascita e quindi di Resurrezione con la figura dell’“agnello di Dio” sacrificale.

In aggiunta a questo, la Puglia ha una tradizione gastronomica legata alla terra e al mare e per questo  propone sulle tavole imbandite in occasione della festa di Pasqua anche verdure e primizie di stagione, condite con il prezioso olio extravergine di oliva pugliese.

Pranzo di Pasqua: ecco le ricette tipiche

Prima di arrivare alla tradizione dolciaria dei pranzi di pasqua a Foggia e dintorni, iniziamo presentando quello he potrebbe essere un classico menu formato da antipasto, i primi piatti ed un secondo.

Come antipasto di Pasqua, è tradizione presentare il Benedetto: un tipico piatto foggiano caratterizzato da uova sode benedette dal prete durante la messa pasquale, salame, ricotta fresca e asparagi. Molto frequenti sulle tavole in occasione della Pasqua sono i panzerotti pasquali, gioielli del forno fritti e ripieni di ricotta fresca.

Tra i primi piatti, segnaliamo il classico (ed intramontabile) riso patate e cozze: una ricetta della tradizione che si inserisce alla perfezione nel pranzo pasquale. La cottura lenta rende necessario iniziare a preparare questa pietanza già il giorno prima, così da arrivare preparati e non in affanno in tavola.

Come secondo piatto, tradizione vuole che l’agnello o il capretto la facciano da padroni. La tradizione del foggiano porta a servire questa pietanza sotto forma di brodetto, cioè con la carne a pezzetti cotta in tegame insieme ad asparagi, uova sbattute e formaggio grattugiato.

Finita l’abbuffata dei primi e secondi, è arrivato il momento di scoprire i dolci della tradizione pugliese per la Pasqua. Vi lasceremo di seguito anche le dosi necessarie e i metodi di preparazione… voi non esitate a scatenarvi nella preparazione!

Ricette dolci pasquali: ecco quelli più gettonati

Vogliamo presentarvi due famose ricette di Pasqua che si affiancano – tradizionalmente – alla colomba e all’uovo di cioccolato. Iniziamo subito…

Taralli dolci pugliesi

I taralli in Puglia non mancano mai, nemmeno a Pasqua. Per prepararli occorrono:

  • 500 grammi di farina
  • Bicarbonato
  • 10g di lievito per dolci
  • 6 uova
  • Sale
  • Scorza di limone
  • 30ml di grappa

La preparazione è la seguente: disponete la farina nella classica forma a fontana ed aggiungete un cucchiaino di bicarbonato e il lievito. Di seguito, aggiungere le uova (precedentemente sbattute), un pizzico di sale, scorza di limone e la grappa.

Il dolce va impastato a lungo con le mani, lavorando l’impasto fino ad ottenere dei bastoncini da cui andranno realizzati degli anelli, la forma tipica dei taralli. In una pentola capiente, fate bollire in una pentola dell’acqua salata e cuocete per due minuti alcuni taralli per volta, scolandoli aiutandovi con uno scolapasta. Infine, disponete i taralli bolliti su una teglia e lasciate riposare dodici ore; poi cuoceteli in forno a 190 gradi per 20 minuti. Per la glassa utilizzate 500 grammi di zucchero, un albume, scorza di limone e acqua.

Scarcelle

Il nome, tradizionalmente, significa “ruota” e si deve alla classica forma a ciambella del dolce in questione. Si tratta, comunque di biscotti friabili e colorati con l’uovo.

La preparazione necessita dei seguenti ingredienti:

  • 500g di farina
  • 12 grammi di lievito
  • 100 grammi di zucchero
  • tre uova

Molto semplice, dunque! Ecco di seguito la preparazione: occorre impastare farina, lievito, uova e zucchero con le mano, aggiungendo un po’ di latte e di olio extra vergine di oliva per ammorbidire l’impasto che – una volta realizzato – va fatto riposare per tre ore in frigorifero.

I biscotti possono essere realizzati della forma che preferite e decorati con le uova. Per la glassa, utilizzate 500 grammi di zucchero, un albume, acqua e scorza di limone, spennellandola sui biscotti e, infine, infornate per 25 minuti a 170° C.

Di seguito, vogliamo lasciarvi con una filastrocca della tradizione di Pasqua pugliese – proprio a tema scarcelle, di cui i bambini vanno pazzi:

 “Pasque, Pasque, viine cherrenne.

Le peceninne vonne chiangenne.

Vonne chiangenne che ttutte u core:

Scarcedde che ll’ove, scarcedde che ll’ove!”

Avete trovato utili queste ricette? Avete qualcosa da suggerirci in riferimento a dolci tipici che si preparano in occasione della Pasqua? Scrivetelo nei commenti!

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Ragionamento induttivo: definizione

Vuoi sapere cos’è il ragionamento induttivo, quando deve essere applicato e quali sono le finalità reali nel mondo del lavoro e delle realzioni umane? In questo articolo lo staff della Unicusano di Foggia ha intenzione di rispondere a tutte queste domande.
metodo induttivo
Se siete interessati, continuate a leggere!

Partiamo, come prima cosa, dalla definizione di metodo induttivo partendo da quella di induzione (dal latino in-ducere): termine che significa letteralmente “chiamare a sé” e che dunque rappresenta un procedimento che partendo da singoli casi particolari cerca di stabilire una legge universale (in undal particolare al generale).

Si tratta quindi di un metodo che cerca di portare ad una affermazione generale a partire dall’osservazione di alcuni fatti “piccoli”. Per questo, il suddetto metodo d’indagine induttivo è alla base delle scienze legate all’osservazione. Non è un mistero che già il filosofo greco Aristotele – nella Grecia antica – attribuisca a Socrate il merito di aver scoperto il metodo induttivo. Poi, nel XVII secolo questo metodo d’indagine viene rivalutato da Francesco Bacone, contribuendo alla nascita della ricerca scientifica moderna, basata sull’osservazione e sulla sperimentazione.

Esempi di metodo induttivo

Per semplificare la questione è necessario fornire alcuni esempi di ragionamento induttivo:

  • ho pescato dal sacco una pallina blu
  • ho pescato dal sacco un’altra pallina blu
  • è ragionevole pensare che tutte le palline contenute nel sacco siano blu

Oppure:

  • Ho visto colare un corvo nero
  • Ho visto un altro corvo nero
  • Posso affermare che probabilmente tutti i corvi siano neri

Come si è visto ci sono due espressioni, utilizzate nell’ultima affermazione (è ragionevole pensare e probabilmente) che rendono non definitivo il risultato. Questo avviene perché il metodo induttivo è alla base del metodo sperimentale nel quale soltanto la raccolta dei dati e la ripetizione dell’esperimento nel corso del tempo consente di avvalorare in senso generale il risultato ottenuto.

Differenza tra induzione e deduzione

La deduzione è quel procedimento che arriva a produrre un’affermazione conclusiva a partire da altre verità generali trattate come ipotesi (Dal latino deducere, cioè trarre da, per ragionamento)

Grande sostenitore del metodo deduttivo fu Isaac Newton: l’inventore supera la necessità delle osservazioni nel tempo (a cui abbiamo già accennato in quanto fondamenti dell’osservazione induttiva scientifica) con le cosiddette “regole del filosofare”. In questo modo Newton stabilisce delle regole che prendono vita proprio dalla generalizzazione induttiva, arrivando a stabilire delle leggi – verificate con esprimenti e basate su dati quantitativi  – grazie alle quali si possono dedurre  e spiegare tutti i principi ed i fenomeni dell’universo.

Questo riprende un precedente tentativo di dare vita ad un ragionamento di tipo induttivo-deduttivo. Stiamo parlando del metodo di galileo Galilei che si esplica come di seguito.

  • Osservazione del fenomeno
  • ipotesi interpretativa dopo un esame del fenomeno
  • Deduzioni ricavate da ipotesi con l’uso della matematica
  • esperimento

Dunque, il metodo di Galilei nelle prime due fasi è induttivo, ma nelle successive è deduttivo.

Cosa studiare per imparare il ragionamento induttivo

Non c’è dubbio: anche la mente va allenata e per imparare al meglio il metodo induttivo e deduttivo, l’Università Niccolò Cusano di Foggia mette a disposizione corsi di laurea in psicologia: triennale e specialistico.

Nello specifico studiare psicologia a Foggia, consente agli studenti di arrivare a possedere conoscenze di base sulle principali tematiche della psicologia e i relativi metodi di indagine. Pertanto, il curriculum formativo è strutturato in modo tale da fornire dei contenuti che consentano di acquisire conoscenze teoriche e competenze pratico-applicative nell’ambito dei processi cognitivo-emozionali e psicofisiologici del comportamento.

Successivamente – continuando con il corso magistrale in psicologia clinica a Foggia – si arriverà a sviluppare competenze specifiche saranno costituite dalla capacità di formulare la diagnosi psicologica, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di indagine psicometrica, in funzione di modelli teorico-applicativi scientificamente validati. Il laureato avrà anche modo di interiorizzare abilità adeguate per la strutturazione di progetti di intervento psicologico-clinico e riabilitativo rivolti al singolo e alla comunità.

Tutti i corsi di laurea online promossi dalla Unicusano e specialmente il corso di laurea online in psicologia, permette agli studenti di acquisire delle competenze e delle capacità di apprendimento strettamente connesse con il metodo induttivo e deduttivo.

Dunque, nello specifico, i giovani laureati – una volta approdati nel mondo del lavoro – riusciranno ad applicare gli strumenti ricevuti nel corso degli anni di studio così da riuscire ad  interpretare problemi diversi da quelli oggetto di studio specifico.

È proprio la combinazione degli insegnamenti e delle attività formative che permette agli studenti di leggere e comprendere un testo scientifico di livello universitario, di utilizzare manuali di riferimento relativamente a problemi specifici e di consultare manuali per l’uso di software di tipologie e applicazioni diverse – sia nel campo della psicologia che di tutte le scienze.

Se avete bisogno di altre delucidazioni, potete far affidamento sul vostro tutor universitario che provvederà ad aiutarvi ed indirizzarvi verso un metodo d’indagine che sia adatto alla materia di studio, alle applicazioni nel mondo del lavoro – sulla base della professione da voi desiderata – e all’esperienza dei precursori in materia.

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Planner settimanale: ecco come organizzare la tua settimana lavorativa

Studenti universitari distratti, smemorati e sbrigativi questo post è per voi! Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Foggia, infatti, vuole venire incontro a questa categoria di millennials fornendo una piccola guida su come fare un planner settimanale vincente che permetta di organizzare al meglio gli impegni, senza perdersi per strada niente.
Planning della settimana universitaria
L’organizzazione, infatti, è la strada per il successo – soprattutto nel caso in cui siate iscritti ai corsi online della Unicusano di Foggia.

Proprio così: frequentare l’università online è il miglior modo per educare alla pianificazione e alla gestione del tempo. Infatti, avere sottomano il tempo è una risorsa preziosissima e – al tempo stesso – una grande responsabilità.

Fin da subito gli iscritti ai corsi online a Foggia avranno modo di testare la loro capacità di organizzazione scegliendo il momento più giusto e consono per seguire le video-lezioni online (che, appunto, non hanno orari imposti ma possono essere fruite autonomamente connettendosi alla piattaforma telematica presente sul sito web). In questo modo svilupperanno una visione globale che li porterà a giostrarsi tra appuntamenti extra scolastici ed obblighi formativi – tenendo presente le date degli esami da sostenere.

Ma non si tratta di una attitudine innata: l’organizzazione va perpetrata nel tempo, affinata e interiorizzata finché non diventa un modus vivendi.

Ma, in ogni modo, avere un alleato è sempre un’ottima cosa e per questo lo staff della Unicusano ha deciso di fornire un esempio di calendario settimanale che è possibile utilizzare per mettere a fuoco nel migliore dei modi tutti gli impegni.

Planning della settimana universitaria: ecco un esempio

Forniamo questo planning come mero esempio di una corretta organizzazione che vuole esaltare le ore di studio senza rinunciare a hobby o passioni sportive. Ognuno potrà sistemarlo come meglio crede, tenendo conto delle proprie attitudini e dei propri impegni…

Pianificare la settimana:

  • Sveglia alle 8:00
  • Mezz’ora per colazione, toeletta e sistemazione
  • Mezz’ora di camminata (e con la scusa si possono fare anche delle commissioni)
  • Tre ore di studio
  • Relax
  • Pranzo
  • Relax per un’ora
  • Due ore di studio
  • Una o due ore da dedicare allo sport o a hobby
  • Un’ora di svago con gli amici o di commissioni, se necessarie
  • Cena
  • Relax

…E il weekend:

  • Sveglia alle 9:00
  • Mezz’ora per colazione, toeletta e sistemazione
  • Un’ora di camminata
  • Un’ora di studio light
  • Relax
  • Pranzo
  • Relax
  • Pomeriggio di svago con gli amici o di commissioni, se necessarie
  • Cena
  • Relax

In questo modo è possibile incastrare al meglio tutti gli appuntamenti che si hanno. Solo in vista di un esame sarà necessario intensificare le ore di studio: più ore nel pomeriggio e nei fine settimana.

Planner per appuntamenti online: ecco quali scaricare

Infine, vi sveliamo la vera chicca di questo articolo: esistono delle app per pianificare al meglio  il proprio tempo e che riescono efficacemente a gestire (e ricordarci!) appuntamenti e cose da fare. Sono semplicissime da scaricare e stazionano nell’unico oggetto che si ha sempre a portata di mano e di orecchio: lo smartphone.

Ecco perché queste app calendario stanno lentamente ma inesorabilmente soppiantando le vecchie agende cartacee in quanto più facili da portare con sé, sempre a portata di mano e con l’aggiunta fondamentale di ricordare con un avviso sonoro appuntamenti in scadenza.

Ma quali sono le migliori app per fare dei planning? Ecco di seguito quelle selezionate dallo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Foggia:

Any.DO

È una delle app per pianificazione più utilizzate e disponibile gratuitamente per smartphone con software Android. La applicazione mette a disposizione servizi funzionali uniti ad una grafica minimal e al tempo stesso molto curata.

Tra le funzioni più importanti c’è quella di reminder (dedicata agli smemorati che si dimenticano di controllare la app) e quella che consente la sincronizzazione.

Per scaricarla, cliccate qui.

Todoist

È un’applicazione pensata per poter realizzare pratiche to-do-list delle cose da fare, così da avere tutto sempre ordinato in maniera intuitiva. La versione base offre anche la sincronizzazione automatica su tutti i dispositivi, salvataggio su cloud, impostazione di scadenze e date ricorrenti e progettazione di “sotto-liste” ordinate e segnalate con un particolare colore.

Per scaricarla sul vostro smartphone iOS, cliccate sui questo link.

Diario Scuola

Seppur il nome faccia molto liceale, questa applicazione è molto utile anche per gli universitari che devono tenere sotto controllo il planning di lezioni ed esami.

L’app infatti vi permette di aggiungere l’orario in cui si è deciso di seguire le video-lezioni, i voti, i giorni di vacanza, le date degli esami… inoltre è munita di backup e ripristino su e da Google Drive.

La scaricate sul vostro cellulare Android, cliccando qui.

Timeful

A metà strada tra una app per la pianificazione ed una agenda elettronica, rende possibile organizzare nel modo più efficiente possibile incontri, eventi, cose da fare e abitudini con l’aggiunta del fatto che ha il magico potere di consigliare i migliori orari in cui inserire ogni attività basandosi sulle abitudini dell’utente.

Per scaricarla sul vostro cellulare iOS, cliccate qui.

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Paste pugliesi: le più buone da assaggiare assolutamente

Quali sono le paste pugliesi da mangiare assolutamente e da assaporare nel corso di un soggiorno a Foggia? Ecco una serie di speciali consigli gourmet su cosa mangiare in Puglia, specialmente in riferimento ai primi piatti.
cosa mangiare in Puglia
La cucina pugliese, infatti, è piena di prodotti prelibati famosi in tutto il mondo. Ma quali sono i migliori? E quelli meno conosciuti ma fondamentali da assaggiare?

Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Foggia ha quindi redatto una speciale classifica dei migliori piatti, focalizzandosi in particolare sulle paste e sulle preparazioni a base di acqua e farina che davvero non si può fare a meno di assaporare.

Primi piatti pugliesi: ecco quelli da conoscere

Pronti per tuffarvi nel gusto delle specialità pugliesi? Ecco dei primi piatti da non perdere…

Orecchiette con le cime di rapa

Le orecchiette con le cime di rapa sono un piatto tipico della tradizione della cucina pugliese, conosciuti in tutta Italia e nel mondo perché portati alla ribalta anche dal cinema.

Questo particolare formato di pasta viene infatti preparato in casa dalle massaie pugliesi utilizzando semplicemente farina di frumento, acqua e sale – oggi come una volta, sempre nel rispetto della tradizione e della valorizzazione dei prodotti locali.

Dopo aver preparato la pasta, è l’ora di iniziare la preparazione del piatto. Servono 140 gr di orecchiette, 400 gr di cime di rapa, peperoncino, scalogno ed olio extra vergine di oliva.

Garganelli estivi

I Garganelli alla burrata e pomodorini secchi è una pasta dal gusto molto particolare che vi sorprenderà. Si tratta di una preparazione soprattutto estiva, visto che è un’ottima pasta fredda.

Per prepararla serve una burrata fresca, 80 gr di speck, aglio, origano, pomodori secchi ed olio extra vergine di oliva.

Cavatelli al sugo di peperoni

I cavatelli sono una pasta tipica delle regioni del sud Italia e come quasi tutte le paste del meridione sono fatte impastando acqua e semola di grano duro (o metà farina e metà semola).

Per un ottimo sugo della tradizione, gli ingredienti sono i seguenti: un piccolo peperone rosso, un piccolo peperone giallo, due peperoni cruschi secchi, cipolla di tropea, mezzo bicchiere di vino bianco, 100 gr di salsiccia stagionata piccante o salamino, sale e pepe.

Spaghetti di San Giuannin

Gli Spaghetti alla San Giuannin sono un primo piatto semplice, veloce e gustoso della cucina popolare pugliese composto – come tutti i migliori piatti della tradizione regionale – di pochi, poveri e  genuini ingredienti della cucina pugliese.

Per la preparazione sono necessari 400 gr di spaghetti, 500 gr di pomodorini ciliegino oppure San Marzano, aglio, olio, peperoncino piccante, 2 cucchiaini di capperi e 6 filetti di acciughe sott’olio.

Non solo pasta ecco altri ottimi prodotti tipici pugliesi 

Ma non solo primi piacci: la tradizione dell’impastare acqua e farina (e non solo) ha portato alla creazione di ottimi piatti tipici che possono essere consumati come antipasto o secondo piatto. Inoltre, tanti di questi stuzzichini sono diventate vere e proprie tipicità del mangiare a Foggia street food pugliese.

Vediamo alcune prelibatezze del genere…

Focaccia barese

La ricetta originale della focaccia barese senza patate costituisce il fiore all’occhiello della gastronomia pugliese. È un ottimo prodotto che può essere mangiato da solo ma è altrettanto perfetto per accompagnare altre pietanze. Il segreto del successo della focaccia pugliese sta nel piacevole e bilanciato contrasto tra la croccantezza esterna e la morbidezza interna.

Per la preparazione occorre dotarsi dei seguenti ingredienti: 250 gr di semola, 6 gr di lievito di birra, sale, 250 gr di pomodorini, origano, 300 gr di farina 00, 380 ml di acqua, 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva, olive nere.

Rustici leccesi

I rustici leccesi sono un tipico sfizio reperibile nelle più fornite rosticcerie pugliesi. I rustici sono a base di pasta sfoglia con un interno cremoso a base di besciamella, mozzarella e pomodoro.

La pasta sfoglia – molto spesso preparata in casa – deve essere riempita con un impasto fatto da: 5 cucchiai di besciamella, 60 gr di mozzarella, 60 gr di polpa di pomodoro, olio extravergine d’oliva, 1 spicchio di aglio, 1 uovo, sale, pepe e origano.

Pettole

Con le pettole entriamo nel magico mondo dei fritti tipici pugliesi. Nello specifico, sono dei frittini di pasta di pane che possono esser serviti dolci oppure salati.

Davvero è difficile scegliere se siano più buoni e gustosi cosparsi di zucchero o farciti con saporite acciughine, olive, pomodori secchi o deliziose zucchine a dadini.

In quanto pietanza tipica pugliese, le pettole servite nelle grandi occasioni o come aperitivo o a fine pasto… ma ogni occasione è buona per assaggiarle.

Per la preparazione della pasta occorre 1 kg di farina, 50 g di lievito di birra, olio per friggere (girasole, o arachide o mais), 500 g di patate già lessate, 25 g di sale fino.

E voi quale specialità di Foggia e dintorni avete assaggiato? E di quale non potete più fare a meno? Ditecelo nei commenti e lasciateci le migliori ricette! Non ci resta che augurarvi buon appetito, alla scoperta dei prodotti tipici e della tradizione culinaria pugliese.

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Candidatura spontanea via mail: ecco come scriverla in pochi passi

Volete sapere come scrivere al meglio una candidatura spontanea via email così da rendervi professionalmente interessanti agli occhi del reparto risorse umane dell’azienda che avete scelto? In questo articolo troverete tanti consigli utili e alcuni esami su come scrivere la lettera di presentazione a cura dello staff dell’Università online  Niccolò Cusano di Foggia.
lettera di presentazione
Il momento della ricerca di un lavoro, infatti, rappresenta per molti giovani neolaureati uno scoglio da affrontare di fronte al quale tendono a non sentirsi abbastanza preparati – preoccupati di fare delle brutte figure di fronte ai recruiters aziendali.

Infatti, non scrivendo al meglio la lettera di presentazione si rischia di mandare un curriculum vitae che finisca subito nel dimenticatoio. Lo staff della Unicusano di Foggia – a tal proposito – ha intervistato una serie di HR manager di varie realtà aziendali pugliesi e tutti hanno confermato che un CV anche ben redatto ma sprovvisto di lettera di accompagnamento, non riscuote lo stesso interesse.

Infatti, di fronte a tantissimi curricola che arrivano in azienda, i selezionatori si sentono in dovere di fare una prima scrematura sulla base oggettiva dei dati forniti. E se alcuni possono essere scartati a causa di un titolo di studio non idoneo alla posizione richiesta o per un’età troppo alta o bassa, altri vengono “cestinati” a causa della scarsa presentazione del curriculum – appunto non accompagnato da una lettera.

La lettera di presentazione, dunque, deve essere allegata al curriculum vitae e deve riassumere in modo incisivo e sintetico le capacità del laureato, mostrandone le qualità e facendo subito intuire quali siano i suoi “plus” per essere assunto – o quantomeno visionato ad un colloquio conoscitivo.

Candidarsi ad una offerta di lavoro: ecco come fare

Esistono due tipologie di presentazione ad una azienda: la risposta ad un annuncio di lavoro presente sul web e la candidatura spontanea.

Nel primo caso, colui che cerca lavoro, può gestire le informazioni presenti sull’annuncio, comprendendo se la posizione lavorativa in oggetto è adatta a lui o meno. Inoltre, si può fare già una idea preventiva delle richieste dell’azienda, non rischiando di fornire informazioni inutili o ridondanti quando inizierà a scrivere il cv e la lettera introduttiva.

Infatti, negli annunci di lavoro presenti sui siti specializzati nel 99% dei casi è sempre presente la retribuzione e la tipologia di contratto che verrà offerta e la sua durata e le competenze richieste (sia quelle obbligatorie da possedere sia quelle consigliate).

In questi casi, inoltre, è facile inviare la propria candidatura: spesso si utilizza un form precompilato dove è necessario caricare il curriculum in formato pdf e scrivere una breve presentazione. Strada spianata, dunque, per chi deve cercare lavoro dopo l’università.

Ma esiste una seconda possibilità: quella di candidarsi spontaneamente ad una posizione lavorativa presso un’azienda che si ritiene estremamente interessante. Insomma, si vuole provare a scardinare le resistenze, battere la concorrenza ed essere chiamati per un colloquio sebbene non ci siano necessità di incremento del personale palesi da parte dell’azienda.

In questo secondo caso, è fondamentale effettuare delle ricerche preliminari in riferimento al potenziale datore di lavoro, così da capire quali potrebbero essere le indispensabili conoscenze di base. Dopo aver recuperato i contatti (un modo ottimale è quello di sfruttare il web e Linkedin in particolare) è consigliabile effettuare un primo colloquio telefonico, chiedendo un indirizzo mail a cui recapitare la candidatura.

Infine, arriva il momento di scrivere la lettera di accompagnamento.

Come scrivere curriculum e lettera di presentazione: tutte le dritte della Unicusano

Ma andiamo nel dettaglio e vediamo come si scrive la lettera di presentazione che deve essere necessariamente allegata al curriculum vitae.

Iniziamo dall’intestazione lettera: in alto a sinistra si scrivono i dati del mittente, ovvero i dati personali utili per essere contattati (nome e cognome, indirizzo, mail e numero di telefono).

A destra, leggermente più in basso rispetto ai dati del mittente, si scrivono i dati del destinatario. In basso ai dati del destinatario è buona norma inserire luogo e data, altrettanto importanti.

Tutto questo deve essere nel corpo della email, allegando poi il curriculum in formato pdf corredato da fotografia.

Visto il colloquio telefonico preventivo è bene iniziare la mail con una formula tipo:

Egregio Signor YYY,

Nella mia telefonata di ieri, sono stato invitato dal Signor XXX ad indirizzare a Lei la mia candidatura.

Nel corpo del testo, poi, è bene giocarsi tutte le carte che si hanno a disposizione, inserendo sinteticamente ma in maniera efficace:

  • Motivazioni
  • Obiettivi
  • Qualità e punti di forza:

Nel dettaglio, occorre chiarire le motivazioni personali e professionali portano a cercare una specifica posizione di lavoro, spiegando perché è stata scelta quell’azienda piuttosto che un’altra. Poi, vanno spiegati gli obiettivi professionali a medio-lungo termine e i propri punti di forza (altre esperienze di lavoro, tesi e ricerche su tematiche di interesse aziendale, esperienze all’estero, la conoscenza di più lingue straniere…)

In conclusione: ringraziamenti e saluti.

Infine, in calce al foglio, è bene inserire il consenso al trattamento dei dati personali aggiornato (con riferimento al d.lgs. 196/2003: deve essere segnalato soprattutto nel Curriculum Vitae, ma indicarlo nella lettera è segno di completezza).

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Come organizzare una festa di carnevale: dritte e consigli utili

Febbraio è arrivato e con lui la voglia di festeggiare il carnevale. Ecco dunque tanti simpatici consigli su come organizzare una festa di carnevale divertente in compagnia degli amici che possa essere ricordata come un vero e proprio avvenimento e magari riproposta come appuntamento fisso nel corso degli anni.
idee carnevale
Ma come fare per organizzarla al meglio? E quale tema proporre? Chi invitare? Quale location scegliere? Troppe domande a cui spesso si finisce per non rispondere o per farlo superficialmente – minando la buona riuscita della festa in maschera.

E allora seguite i consigli dello staff della Università online Niccolò Cusano di Foggia che fornirà agli organizzatori non solo  idee carnevale ma anche dritte indispensabili riferite all’organizzazione di eventi.

Siete pronti? Partiamo!

Organizzazione di una festa in maschera: ecco come farla riuscire

Se siete arrivati a leggere fin qui vuol dire che siete interessati a organizzare in maniera davvero indimenticabile una festa mascherata in compagnia dei vostri amici approfittando della ricorrenza del carnevale.

Vediamo allora i consigli più efficaci…

Inviti: come farli e… a chi rivolgerli

Iniziamo dal principio: chi invitare alla festa? E come comunicarglielo in modo che sia facile tracciare le presenze?

Iniziamo dalla parte organizzativa: bisogna capire quante persone invitare, considerando che spesso chi invitiamo direttamente chiederà di potersi portare il partner o qualche amico extra.

Insomma, una volta che si ha chiarito quante persone invitare è bene capire come contattarli: il modo migliore e più immediato è quello di fare un gruppo WhatsApp dove invitare tutti gli amici. In questo modo sarà facile non solo scrivere informazioni “di servizio” ma anche condividere fotografie relative alla preparazione dei costumi di carnevale.

Infatti, deve essere chiaro a tutti gli invitati – con un certo preavviso – quali saranno le modalità della festa e quale sarà il tema della maschera di carnevale prescelto dall’organizzatore. In questo motivo i partecipanti avranno il giusto tempo per realizzare il proprio travestimento oppure capire dove affittarlo o comprarlo.

Occorre tenere presente che se si fa a mano o se si compra online, esistono dei tempi tecnici di realizzazione e spedizione di cui è bene tenere conto. Comunque, parleremo più avanti della tematica da scegliere. Ora pensiamo a dove organizzare la festa, considerando il numero di persone che avrà dato l’adesione.

Location: quale scegliere

Eccoci ad un altro punto cruciale? Dove far svolgere la festa mascherata? Meglio casa o qualche locale ad hoc? A Foggia esistono tantissime sale da poter scegliere – ovviamente va tenuto conto della disponibilità economica o altrimenti si può optare per far pagare una piccola somma agli invitati, così da sostenere l’investimento.

Altrimenti se non si è in troppi e se si tratta di tutti amici stretti è possibile anche organizzare la festa  a casa.

Oltre alla location va anche tenuto conto del numero di invitati per prendere un piccolo catering con scorte di cibo e bibite. Riguardo ciò, è bene tener presente di tutte le esigenze e  – se la festa si svolge la sera – cercare anche un piccolo servizio di bartender.

Tema della festa: che sia realizzabile e divertente

Ed eccoci al punto fondamentale: le maschere di carnevale. Molto spesso si tende ad organizzare una festa a tema, così da rendere la preparazione e lo svolgimento ancora più divertenti. Un consiglio è quello di optare sempre per un tema generico come “cartoni animati” o “personaggi famosi” senza restringere troppo il campo… così da permette a ciascuno di interpretare il travestimento a suo modo.

Un’altra accortezza è quella di lasciare libera scelta sul far fare il costume a mano, senza obbligare nessuno all’acquisto – nel caso si scegliesse un tema troppo difficile da realizzare.

Ricordatevi che parte integrante del divertimento è anche il pre-festa e lo scambio di consigli sulla realizzazione della maschera! Il vostro gruppo WhatsApp sarà intasato da foto di scampoli di stoffa e parrucche… garantito!

Se invece si preferisce evitare una tematica precisa, è possibile fare una sfilata accompagnata da un mini concorso per votare la maschera più bella o più fantasiosa.

Un’altra opportunità è quella di organizzare una festa a sorpresa carnevale, non dando alcun suggerimento ma lasciando tutto alla fantasia degli invitati e alla loro voglia – o meno – di mascherarsi.

Fotografie: immortalate i momenti migliori

Infine, non dimenticatevi di scattare tantissime fotografie della festa. Come? È possibile dotare gli invitati di una polaroid usa e getta così da avere una panoramica soggettiva – da parte di tutti – dell’andamento della festa e lasciando, in questo modo, un piccolo cadeaux.

Altrimenti, dotatevi di un forografo professionista o di un amico volenteroso che si occupi di scattare fotografie divertenti alle maschere presenti. Un’ultima accortezza: prima di pubblicarle pubblicamente sui social network, ricordatevi di chiedere sempre il permesso ai protagonisti immortalati.

Avete trovato utili questi consigli? Non ci resta che augurarvi buon carnevale e buon divertimento!

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Informativa ai sensi dell'art. 13 del Decreto Legislativo n. 196/2003

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  3. I dati personali saranno inoltre comunicati e diffusi dall'Università  attraverso i propri uffici - sia durante la carriera universitaria dell'interessato che dopo la laurea - a soggetti, enti ed associazioni esterni, per iniziative di orientamento lavoro (stage) e per attività  di formazione post-laurea;
  4. I dati personali potranno essere comunicati ad altri soggetti pubblici quando la comunicazione risulti comunque necessaria per lo svolgimento delle funzioni istituzionali dell'Università  richieste dall'interessato, quali, ad esempio, organi pubblici preposti alla gestione di contributi per ricerca e borse di studio;
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