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I migliori film degli ultimi 10 anni da vedere assolutamente

I migliori film degli ultimi 10 anni smentiscono coloro che guardano al passato con nostalgia. Non è mai morto il grande cinema, è vivo e lotta insieme a noi. La grande produzione di contenuti cinematografici nell’era di Netflix, Amazon e altri non ha annacquato la qualità, semmai ha significato un ampliamento della diffusione. Un aumento della proposta che in parte può coincidere con un livello maggiore di esigenze e di aspettative da colmare. Un film bello deve lasciare il segno, soprattutto se dietro ce ne sono altre decine che incalzano per rubare la scena.

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Come scrivere la tesi di dottorato: i consigli step by step

Scrivere la tesi di dottorato può essere l’esperienza più titanica della tua vita. Non tanto per l’esperienza in sé ma per la portata emotiva e l’investimento psicologico con cui coincide. Per molti dottorandi è un momento topico della loro vita. Saperlo gestire passo dopo passo riduce la possibilità di lasciarsi travolgere dallo stress in un momento così delicato. In questa guida vogliamo fornirti suggerimenti utili per intraprendere questa grande sfida senza lasciarsi sopraffare dagli ostacoli.

Come si fa una tesi di dottorato

progetto tesi dottoratoSe sei arrivato a questa fase della tua formazione accademica probabilmente ti sei già fatto abbondantemente le ossa. Hai scritto la tesi del corso di laurea, magari nel frattempo hai frequentato un master, dal quale sei uscito con brillanti risultati. Da questo possiamo dedurre che sia una persona che non si lascia facilmente intimorire o che si abbandona alla pigrizia. Ma c’è un ma. Quell’emotività e quella scarsa capacità di organizzazione che a volte ti fanno perdere il focus. Purtroppo è così, non sempre i successi corrispondono ad una capacità di pianificazione. Chi riesce a raggiungere certi traguardi a volte lo fa con una fatica doppia, perché si lascia travolgere dagli eventi e dalla confusione. Quando si deve scrivere una tesi di dottorato bisogna fare i conti con tutto questo. Spesso lo si fa ad un’età e con una maturità che dovrebbero portare con sé un cambiamento, una crescita e un’evoluzione. Per fare in modo che d’ora in poi la tua vita sia costellata da successi non più carichi di un bagaglio di stress notevole leggi questo articolo su come affrontare la tesi di dottorato al meglio.

Partiamo dalle fasi preliminari, quelle per mettere chiarezza nelle idee e lavorare sulla motivazione e l’organizzazione. Ecco una lista di elementi utili a sviluppare un approccio ottimale:

  • Scegli subito un progetto
  • Approfondisci gli obbiettivi
  • Crea una rete di supporto
  • Sviluppa i tuoi interessi
  • Informati

Il primo suggerimento può essere superfluo. Forse sarebbe più opportuno sottolineare che oltre a scegliere subito il progetto è utile iniziare a scrivere la tesi di dottorato fin da subito, senza aspettare la fine del percorso. Non scrivere tutto, ma almeno prendere appunti e delineare delle bozze su cui tornare nel corso del tempo. Così facendo passerai automaticamente al secondo punto. Gli obbiettivi del progetto di dottorato, muteranno nel tempo, man mano che sviluppi gli interessi che ti hanno condotto a percorrere la strada del dottorato, man mano che ti informi e accresci le tue conoscenze, ampliando il tuo punto di vista.

La collaborazione e la visione delle persone vicine a te durante questo percorso saranno in grado di stimolarti ulteriormente, sia intellettualmente sia nella motivazione e nel supporto emotivo.

Scrivere una tesi di dottorato in pratica

Il paragrafo precedente ha analizzato e dato suggerimenti sulla fase precedente a quella della scrittura. Ma quando arriva il momento di sedersi sulla sedia, davanti alla scrivania e iniziare a scrivere è normale che ci sia un po’ di smarrimento. Dal punto di vista più tecnico ci sono alcuni elementi da prendere in considerazione, anche se alcuni cambiano di facoltà in facoltà.

I passaggi da seguire all’inizio sono:

  • Chiarire l’obiettivo del progetto
  • Scegliere relatori
  • Affinare strategie di ricerca
  • Rispettare i criteri di compilazione

Il tema principale della tua tesi dev’essere chiaro fin da subito. È il nucleo dal quale si espande il resto della trattazione, che può prendere strade diverse solo a patto che ci sia da subito un intento ben preciso, altrimenti si rischia di piombare nella confusione, dire tutto e dire niente al tempo stesso. Tutta la prima fase di scrittura della tesi di dottorato deve vertere sull’argomentazione, dettagliata e trasparente. Una domanda alla quale la tua ricerca risponde.

Come per la tesi di laurea il relatore rappresenta una figura di fondamentale importanza. Il suo compito è quello di sostenerti umanamente, didatticamente, emotivamente. Tra voi è importante che ci sia una forte fiducia reciproca. Lui deve fidarsi del tuo lavoro, interferendo il meno possibile, tu devi seguire le sue indicazioni quando senti che aggiungono spessore e miglioramenti alla tua tesi di dottorato.

Lui stesso ti dirà che è importante il tema che hai scelto. Ma che il dottorato implica anche una dimostrazione e una messa in campo di un metodo di ricerca rigoroso e innovativo. Importa quello che dici e come lo dici, e soprattutto i processi che hai messo a punto per sviluppare un ragionamento congruo e capace di apportare valore aggiunto alla disciplina e al tema specifico che stai trattando.

Per farlo devi anche rispettare le linee guida della facoltà. A livello di scrittura della tesi di dottorato e della stesura in sé sono importanti molte cose, piccole e grandi. Sulla compilazione poni particolare attenzione a:

  • Uso delle fonti bibliografiche
  • Citazioni di opere
  • Inserimento note a piè di pagina e finali
  • Conclusioni
  • Formattazione del testo

Anche in questo caso il relatore, unitamente agli altri docenti della commissione, sono a tua disposizione per fornirti le indicazioni di cui hai bisogno.

Tesi di dottorato: come sopravvivere

Se hai un buon relatore, una buona idea e stai lavorando come ti abbiamo suggerito, fin da subito stai scegliendo una buona strada per non incassare una crisi o un fallimento. Per una buona scrittura di tesi la preparazione è lunga e deve iniziare subito. Per reggere lo stress vale la stessa regola. Fin da subito devi prendere in considerazione e impiegare abilità importanti, come:

  • Flessibilità
  • Buona comunicazione
  • Pianificazione
  • Determinazione
  • Accettazione

scrivere la tesi di dottorato

La flessibilità salva la vita. Anche la moderna psicologia lo conferma. Chi ha capacità di adattamento ai cambiamenti e alle sollecitazioni della vita moderna, senza recepirle con rigidità, vive meglio e senza stress. Anche per te che sei alle prese con il dottorato è importante tenere a mente che non puoi controllare tutto. E che una dose di flessibilità ti aiuta a non bloccarti o disperarti al primo ostacolo, piuttosto a trasformare un limite in risorsa.

Se inoltre hai allentato le tue capacità di comunicazione non avrai problemi ad esporre i tuoi dubbi e perplessità al relatore o altre figure di riferimento. Eventuali ostacoli si affrontano meglio collaborando, senza dare per scontato che si debba riuscire a fare tutto da soli.

Con la pianificazione si riesce a suddividere il lavoro in maniera ottimale e ottimizzata, per gestire piccoli microtask e obiettivi senza farsi prendere dalla fretta che porta alla tanto famigerata confusione. Infine con determinazione ed accettazione si riesce da una parte a perseverare e non gettare la spugna anche nei momenti di sconforto (che poi sono quelli che insegnano di più) dall’altra a comprendere che anche per la scrittura della tesi di dottorato non si può tenere tutto sotto controllo. Sei un essere umano, con limiti e potenzialità, ed entrambi questi elementi fanno parte di te e ti caratterizzano. Facci pace. Nella tesi darai comunque il meglio di te, e questo sarà già un ottimo punto di partenza per fare ancora meglio nel futuro.

Siamo felici di averti dato indicazioni sulla tesi di dottorato, un momento che segnerà la tua vita formativa e professionale. Speriamo che in questi paragrafi ci siano stati spunti di riflessioni sufficienti a convincerti che hai tutte le carte in regola per superare l’impresa ottenendo un ottimo risultato. Ti aspetta un periodo nuovo, in cui aprirai le porte del mondo del lavoro o della ricerca, tocca il traguardo con soddisfazione, te lo sei meritato.

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Come diventare bibliotecario: studi e possibilità

Tante volte ti sei chiesto come diventare bibliotecario. Probabilmente tutte le volte che sei entrato in una di quelle meravigliose stanze piene di scaffali e di conoscenza. L’amore per i libri e per la saggezza che contengono è un amore che non si esaurisce mai, infinito come le possibilità del sapere. Se davvero vuoi lavorare in questo settore ti spieghiamo quali sono i passi da fare.

Come lavorare in biblioteca

concorsi bibliotecariSfatiamo il mito che per lavorare in biblioteca si debba essere secchioni, con gli occhiali e un po’ gobbi. Allontanati dai clichè ed entra in tutte le biblioteche che incontri. Troverai un mondo nuovo, fatto di personale preparato e attento, e tu puoi essere uno di loro.

Forse il tuo interesse per la lettura nasce dalla passione per la narrativa, dal fatto che fin da piccolo hai divorato romanzi e racconti. O forse semplicemente dal fatto che sei portato per lo studio e la ricerca. Ma tutto questo non basta, sai? Per lavorare in biblioteca bisogna avere anche altre competenze: relazionali, organizzative, progettuali. Alcune di queste competenze possono essere acquisite e approfondite. Un percorso di formazione finalizzato a perfezionarle è la scelta giusta per raggiungere l’obiettivo che ti stai prefiggendo. Studiare e formarsi da bibliotecari ti offre la possibilità di comprendere fino in fondo cosa ci si aspetta dal tuo ruolo e cosa davvero serve lavorare in un istituto culturale di questo tipo.

Cosa fa un bibliotecario

Sarebbe banale e riduttivo affermare che i bibliotecari lavorano con i libri. Non si può semplificare così tanto questa professione. Chi lavora in biblioteca si trova di fronte sfide quotidiane e a lungo termine. L’offerta di un servizio culturale abbraccia molti aspetti.

La parte di catalogazione e di gestione del patrimonio librario è solo un elemento, che si aggiunge ad altri ben più complessi. Una struttura bibliotecaria tratta, custodisce e cataloga i libri secondo criteri che provengono dalla formalizzazione della professione, secondo un preciso schema che si apprende e cambia a seconda della tipologia di libro o di materiale trattato.

Per capire come funziona il settore è doveroso possedere lezioni di biblioteconomia. Una vera e propria scienza che studia e definisce i principi e le regole di gestione e di organizzazione degli spazi e dei servizi bibliotecari. I libri presenti in una biblioteca generalmente non sono solo quelli esposti, che puoi vedere quando entri dentro la long room, ossia la sala pubblica per la consultazione e lo studio da parte degli utenti. Di solito sono molti di più, alcuni dei quali vanno trattati diversamente, sulla base dell’importanza e della funzione che svolgono. A volte sono veri e proprio documenti di archivio.

E poi ci sono i libri che devono ancora essere scelti. Ogni biblioteca rinnova ciclicamente il proprio patrimonio e le nuove acquisizioni sono un aspetto importante, perché definisce l’ambito di appartenenza della biblioteca e la sua vocazione. Sceglierli e renderli disponibili all’utenza è un altro compito del bibliotecario, che per farlo studia e ricerca, aggiornandosi continuamente su quali sono le necessità delle persone che frequentano la biblioteca, del territorio che la ospita e delle reali possibilità dell’istituto culturale. A tutto questo si aggiunge anche un altro fattore. Le nuove tecnologie hanno trasformato anche le modalità di fruizione della cultura, e tutti i servizi culturali si stanno adeguando e rivoluzionando per abbracciare nuove possibilità. Le biblioteche diventano digitali ed è di fondamentale importanza che anche i bibliotecari siano formati nella gestione e nell’utilizzo di questi nuovi canali.

Come diventare bibliotecario: percorsi formativi

Il tema della formazione in ambito bibliotecario può apparire inizialmente poco chiaro. Per lavorare in biblioteca è rischioso affermare che non esiste un percorso specifico, anche se in parte è un’affermazione veritiera. Per fare l’avvocato bisogna fare giurisprudenza, per fare la psicologa devi studiare psicologia, mentre per fare il bibliotecario puoi scegliere diverse strade. O meglio, puoi avere alle spalle altri studi, ma esiste comunque una formazione specifica. Per andare dritti al punto possiamo indicare due step decisivi:

  • Laurea in archivistica e biblioteconomia
  • Concorsi pubblici

Questi due tasselli sono canali privilegiati per chi vuole lavorare nelle biblioteche o fare l’assistente bibliotecario. Una volta iscritto ad un corso di laurea in biblioteconomia ed archivistica avrai un quadro più preciso dei requisiti richiesti e inizierai ad apprendere nozioni, tecniche e competenze. Se vuoi scegliere un corso assicurati sempre che il titolo finale sia riconosciuto dai concorsi per bibliotecari, il secondo passaggio che ti può dare una possibilità concreta e immediata di raggiungere il tuo obiettivo.

Oltre al bagaglio di conoscenze fornito dai corsi e dalle specializzazioni ti abbiamo già detto che è importante sviluppare o mettere in campo abilità, come:

  • Organizzazione
  • Precisione
  • Capacità di comunicare con l’utenza
  • Cura per i dettagli

Ma bisogna ammettere che si tratta di skills necessaria praticamente per qualsiasi lavoro.

Quanto guadagna un bibliotecario

Chi ha detto che l’aspirante bibliotecario non guarda allo stipendio? Il guadagno è importante, in tutti i lavori. Inoltre dentro le biblioteche più grandi non lavorano solo bibliotecari, ma anche altri professionisti, ad esempio:

  • Custodi
  • Addetti alle pulizie
  • Coordinatori di attività
  • Impiegati amministrativi

cosa fa un bibliotecario

Prova a dire a queste persone che il loro lavoro è ripagato con l’amore per la cultura. Forse non reagiranno tanto bene. Te lo diciamo perché abbiamo riscontrato spesso una posizione curiosa rispetto ai lavori culturali. Soprattutto in Italia sembra che lavorare in archivio, negli istituti culturali, nei musei, sia un’attività quasi “ascetica”, come se la cultura non dovesse creare prosperità economica. Come se bastasse la gloria per lavorare al servizio di qualcosa di più nobile, escludendo il fatto che il tempo di un qualsiasi lavoratore e soprattutto la cultura in sé si paga, proprio perché è qualcosa di vitale importanza per lo sviluppo della società.

Detto questo chi supera un concorso bibliotecario deve sapere che il suo stipendio dipende dal contratto di assunzione. Generalmente, ma non è sempre così, per un full time si arriva a guadagnare tra i 900 e i 1000 euro, che si dimezzano nel caso di un full time.
Nella fase iniziale le possibilità di guadagno sono più ridotte, ma non si escludono possibilità di carriera. Anzi, proprio le innovazioni degli ultimi anni hanno allargato la domanda di personale competente in materie trasversali, specializzato, e quindi con maggiore possibilità di ricoprire ruoli di gestione e pianificazione anche a livelli più alti.

Offerte di lavoro come bibliotecario

Per svolgere un lavoro in biblioteca, così come per lavorare in archivio, abbiamo già detto che il concorso pubblico è la possibilità più concreta ed immediata. Di solito funzionano così:

  • Pubblicazione del concorso
  • Apertura delle iscrizioni per la selezione
  • Comunicazione e convocazione dei partecipanti sulla data e il luogo delle prove

Il tuo sogno di lavorare per i libri può diventare realtà. Ma non esiste solo il settore pubblico, ricorda. Esistono anche gli istituti privati, piccole e grandi realtà in cui muovere i primi passi e fare esperienza diretta. Puoi dare un’occhiata nei siti di annunci, anche se non si rivela il canale più proficuo, anche nelle agenzie di lavoro non sono tantissime le proposte di lavoro come bibliotecario, ma tentar non nuoce. Il nostro suggerimento è quello di provare la strada del tirocinio, magari a conclusione di un corso di laurea (non necessariamente in archivistica e biblioteconomia). Il tirocinio ti fornirà le competenze reali, l’entusiasmo e la consapevolezza giusta per intraprendere questa straordinaria strada. E davanti a te si prospetta una visione paradisiaca: una montagna di libri da custodire, leggere e suggerire.

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App per studiare matematica: ecco le migliori da scaricare

Tu non sei un nerd qualsiasi, non ti accontenti di poco. Per questo sei alla ricerca di app per studiare matematica che sappiano stimolarti davvero, superando la banalità che trovi nel mondo, in cui i numeri sono relegate a cose fredde e poco significative. Per te i numeri sono tutto. Ti stai preparando al prossimo esame di ingegneria, hai bisogno di calcolatrici super sayan e noi le abbiamo provate per te, scaricandole sui nostri smartphone. Ecco la selezione che abbiamo fatto.

App per la matematica: a cosa servono?

applicazioni per fare calcoli complessiInstallare applicazione per imparare e studiare la matematica dà molte soddisfazioni a molti livelli e in tante occasioni diverse. Ci sono app pensate per insegnare la matematica ai bambini e altre realizzate da team di seri professionisti per consentire calcoli incredibili e formule complesse. Altre servono proprio a ricevere lezioni di matematica direttamente sul dispositivo. Scaricare uno di questi programmi sullo smartphone ti permette di risolvere espressioni difficili e di divertirti un bel po’ a testare le tue competenze e capacità in materia.

Per questo articolo abbiamo selezionato applicazioni per studiare la matematica in modo semplice, intuitivo e divertente. Ti parleremo di:

  • iMatematica
  • Matita
  • MyScript calculator
  • OneMath
  • Giochi di matematica

Sì, abbiamo anche inserito applicazioni di giochi matematici, perché va bene studiare ma bisogna anche lasciarsi andare al meritato riposo, ogni tanto.

iMatematica

Le app di matematica per imparare non possono competere con iMatematica, che ci sentiamo di dire che è la migliore da scaricare. Tanto che viene spesso utilizzata anche nelle scuole. Il suo compito è quello di assistere gli studenti durante il percorso di apprendimento della matematica, tramite la possibilità di ripasso, di fare esercizi e di fare ricerca su argomenti sempre a disposizione sul cellulare o sul tablet. È scaricabile da qualsiasi dispositivo in modo gratuito e funziona sia su iOS che su Android.

Come funziona?

  • Avvia l’app e premi Inizia
  • Imposta gli obiettivi della settimana
  • Clicca su Attiva Promemoria per ricevere le notifiche
  • Clicca su Continua ed effettua la registrazione
  • Premi sull’icona Lezioni

Come in tutte le applicazioni iMatematica prevede una registrazione, dopo questa procedura che ti abbiamo indicato sarà molto semplice progredire nello studio della matematica. Nel momento in cui hai selezionato gli obiettivi della settimana hai scelto se ricevere tre, cinque o quotidiane lezioni di matematica, ora che sono disponibili non hai più scuse per le tue lacune.

Ogni volta che accedi sull’applicazione puoi scegliere le lezioni per diversi argomenti:

  • Aritmetica
  • Algebra
  • Geometria
  • Analisi
  • Probabilità

Le video lezioni, proprio come quelle della nostra università telematica, sono di ottimo livello e riescono a fornire quel valore aggiunto per spingere il tuo apprendimento oltre il livello in cui ti trovi. Questo accade anche grazie agli esercizi che ti vengono proposti per testare il tuo avanzamento.

Inoltre l’aggiunta di una calcolatrice con diverse funzionalità, utili a tutti coloro che vogliono fare calcoli complessi, rende iMatematica ancora più completa.

Vuoi sapere a che punto sei della tua formazione? Vai alla sezione Statistiche e verifica tu stesso, prendendo visione della percentuale di apprendimento nelle singole materie e argomenti.

Matita – Matematica in tasca

Questo è probabilmente quello che stai cercando se sei veramente il nerd che dici di essere. Se i numeri sono il tuo pane quotidiano devi scaricare Matita, la migliore app per studenti universitari che hanno bisogno di uno strumento di supporto nella realizzazione di operazione ed espressioni complesse. La cosa comoda è che oltre ad essere gratuita non necessita di registrazione, diversamente da molte altre. Ma c’è un ma. Non richiede la registrazione perché se vuoi utilizzare le sue funzioni le devi acquistare. Ecco qualche esempio delle lezioni disponibili in questa app:

  • Precorso
  • Grafici
  • Studi di funzione
  • Matrici
  • Sistemi lineari
  • Funzioni lineari
  • Teorema spettrale

Come puoi vedere è utilissima per ripassare algebra e geometria e tutto quello che compete a queste discipline, dal calcolo combinatorio fino al calcolo integrale, gli studi di funzioni e tanto altro. Ogni argomento è trattato in modo esaustivo, tramite video e numerosi esercizi. Prepararsi a un esame universitario di matematica tramite questa applicazione è davvero una grande opportunità che la tecnologia di mette a disposizione.

MyScript Calculator

Hai bisogno di un’applicazione per risolvere espressioni? Eccola! Come funziona? Anziché scrivere l’espressione sulla tastiera potrai addirittura scriverla a mano sullo schermo e l’app provvederà a tradurla per te e a risolverla, ovviamente. È gratis, quindi non devi fare un grosso investimento per provarla.

La schermata all’avvio ti mostra un foglio a quadretti, proprio come quello dei quaderni di matematica. Lì puoi scrivere l’espressione con il dito sul touch screen, vedrai comparire il risultato dell’espressione in testo digitale. Puoi cancellare quanto hai scritto in qualsiasi momento e usare le frecce per eventualmente annullare o ripetere le ultime modifiche effettuate.

Ha diverse funzioni da esplorare, ti divertirà conoscerle e utilizzarle. Ti segnaliamo quella che serve per memorizzare il risultato ottenuto per riutilizzarlo in altre operazioni. Che ne pensi? Può essere interessante studiare il prossimo esame di matematica insieme all’aiuto di questo programma? Noi che l’abbiamo sperimentata e provata diverse volte siamo convinti che sì, ti terrà compagnia e ti aiuterà a risolvere le espressioni in modo dinamico e veloce.

One Math

giochi di matematica appIn questo caso un’app per studiare matematica solo per coloro che possiedono un cellulare con sistema operativo Android. Chi possiede l’iPhone deve pazientare, forse un giorno sarà possibile anche per voi provare OneMath. Quest’applicazione si può utilizzare anche quando la connessione internet è spenta. In qualsiasi momento potrai risolvere calcoli complessi.

Come funziona?

  • Accedi alla schermata principale
  • Premi il pulsante del menu
  • Scegli le funzioni

Queste funzioni sono diverse e rispondono a diverse esigenze, ad esempio Equazioni e Sistemi, serve per risolvere espressioni numeriche, Calcolatrice mette a disposizione una calcolatrice scientifica e una boleana e infine conversioni ti permette di lavorare con le basi numeriche e portare a termine diversi generi di conversioni. Esiste anche una funzione premium, in cui si aggiungono molte altre possibilità di studio e apprendimento dei segreti della matematica, come la sezione per lavorare con le matrici. Puoi scegliere tu quanto pagare l’upgrade, con una donazione libera.

App per giocare con la matematica

Ti abbiamo suggerito molte app diverse, anche se tutte accomunate da un unico grande tema di fondo: la matematica. Ma chi ha detto che bisogna solo studiare, con i numeri ci si può anche divertire. I numeri hanno un fascino nascosto, che forse non tutti sanno cogliere. Ma chi ne apprezza le infinite combinazioni e potenzialità riconosce in essi uno stimolo enorme per attivare il cervello e costruire nuovi mondi. Ma senza dilungarci in sviolinate per questa disciplina che amiamo. In questo ultimo capitolo vogliamo segnalare le app di giochi di matematica, ce ne sono diverse, ma ne abbiamo scelto due:

  • Re della matematica
  • Trucchi matematici

Probabilmente ti è già capitato di sentirle nominare. La prima ti aiuta ad allargare ancora di più tutte le cose che sai di matematica mettendoti alla prova con problemi di matematica che avanzano fino a diventare sempre più difficili e sfidanti. Ha un costo, ahimè. Ma si tratta di pochi spiccioli e visto che per te i numeri contano non fare tante storie per 2,99 euro. Strano però, per iPhone è in parte gratuita (tranne la versione PRO).

Trucchi matematici invece ti mostra come si risolvono le operazioni matematiche tramite escamotage rapidi e dinamici, capaci di attivare la risoluzione del problema in modo intuitivo. Ci sono sezioni di gioco e allenamento e puoi anche sfidare altri utenti per capire chi è che davvero se la cava meglio con i numeri.

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I migliori scherzi di laurea da fare ad un amico

Ci piacciono tantissimo gli scherzi di laurea. Quando assistiamo a quel momento in cui il laureando si è levato finalmente l’ultima preoccupazione percepiamo sempre una grande emozione. Ci concediamo anche qualche risata mentre lo guardiamo circondato da amici che gliene combinano una dietro l’altra. Non proprio tutto è concesso durante i festeggiamenti, ma divertimento, allegria e qualche sano sberleffo sono sempre dettagli indimenticabili. Ecco la classifica delle cose più esilaranti da fare ad un amico che si è laureato.

Scherzi di laurea: idee originali

scherzi divertenti per la laureaNon ci pensi fino all’ultimo. Ad un certo punto esci dall’aula dopo aver discusso la tesi e sai che ti aspetta qualcosa di imprevedibile. Sai che sarai al centro di scherzi che non puoi immaginare. E la cosa bella è che non ti interessa minimamente essere oggetto di scherno, lasci che si prendano gioco di te, perché ormai è fatta! Diventerai dottore tra qualche ora, dopo gli scherzi di laurea dei tuoi amici avranno lasciato solo un bellissimo ricordo.

Se stai cercando qualche idea originale devi prima valutare tre elementi:

  • Le preferenze del laureando
  • Il sesso
  • La facoltà di appartenenza

Perché lo scherzo di laurea funzioni dev’essere pensato appositamente per la persona in questione. Non è una sciocchezza, perché per creare l’effetto divertente deve andare a colpire i suoi gusti e le sue caratteristiche. Per esempio fare una lista delle cose che odia, delle sue piccole manie, delle sue brutte figure può già essere una base sufficiente per individuare su cosa orientare lo scherzo.

Un’idea al volo? Sicuramente se il tuo amico è un raffinato studente di psicologia, che odio la musica commerciale e si vanta dei suoi gusti musicali radical chic, non gli piacerà per niente l’idea di cantare una canzone di Gigi D’Alessio con una corona di alloro. Perché non provare?

Anche i travestimenti sono un gioco per la laurea, da fare anche tutti insieme. Per esempio se siete un gruppo di amici potreste vestirvi da Cugini di Campagna, oppure da Spice Girls, lasciando che il laureando prenda il ruolo di front man! Ricorda: devi suscitare imbarazzo e disagio, non è una cosa crudele, è fatto in buona fede e per spirito di divertimento.

Scherzi da fare per la laurea a una ragazza

Le donne ci tengono alla festa di laurea, scelgono un bell’outfit, un make up impeccabile, scarpe comode ma stilose. Che goduria rovinare scherzosamente tutta quell’impalcatura di formalità con qualche imbarazzante siparietto.

Ti forniamo qualche idea per penitenze di laurea che creeranno un effetto esilarante. La prima cosa che puoi fare è raccogliere quante più foto riesci a trovare della festeggiata. Fai un gruppo WhatsApp e inserisci tutti, amici e parenti, è per una giusta causa. Vedrai che avrai seguito, tutti si divertiranno a prendere parte allo scherzo per la neolaureata. Soprattutto se è anche permalosa! Mi raccomando chiedi di ricevere foto che abbiano qualche particolare imbarazzante: la foto mentre guarda storto, oppure con un infelice travestimento di carnevale, con quel taglio di capelli che vorrebbe dimenticare per sempre. Poi stampale. Mentre si trova a discutere la tesi trova un complice e tappezza il corridoio della facoltà con le gigantografie degli scatti che trovi più vergognosi. Ovviamente quando li vedrà vorrà sotterrarsi, un piccolo omaggio dispettoso alla futura dottoressa!

Scherzi per laureati: gli uomini

Come per l’addio al celibato ci sono delle tradizioni riservate solo agli uomini. Tra gli scherzi divertenti per i laureati in ingegneria ci è capitato spessissimo di vedere ragazzi travestiti con calze a rete, giarrettiere, parrucche, alcuni addirittura corredati di rossetto e fard. Ma questa è la solita storia. Noi vogliamo suggerirti qualcosa di un po’ più piccante!

Trova una ragazza dello stesso corso di laurea, certo se frequentate ingegneria non ci saranno tante donne nella vostra facoltà, ma qualche ragazza che si presta allo scherzo si trova sempre. Non deve fare altro che fingersi perdutamente innamorata di lui. Dovrà davvero mettere in scena una dichiarazione d’amore, con fiori, cuori e anche striscione. Se il malcapitato è anche fidanzato ancora meglio (ovviamente avvertite prima la fidanzata!) perché tenterà in tutti i modi di cercare di levarsi dall’imbarazzo suscitando una serie di risate a non finire tra chi è a conoscenza dello scherzo di laurea.

Cerca di fare in modo che la situazione non degeneri, è bello il gioco quando dura poco! Non vogliamo che nessuno si faccia male durante i festeggiamenti del laureato.

Festeggiamenti di laurea con scherzo: ingegneria

La facoltà di ingegneria è da sempre famosa per avere tra i suoi studenti una miriade di ragazzi con ironia e voglia di divertirsi. In realtà succede un po’ in tutte le facoltà, ma in questa la concentrazione sembra essere maggiore. Se vuoi organizzare scherzi per i laureati della tua facoltà abbiamo in serbo un’idea niente male! La telefonata del rettore. Conosci già questo scherzo?

Devi trovare qualcuno che ti aiuti a organizzare il gioco, possibilmente qualcuno che non conosce il laureato. Dovrà fingere di essere il rettore dell’università, e per giunta comunicare una notizia poco piacevole al futuro dottore: un errore di registrazione implica l’annullamento della discussione della tesi. Deve rifare tutto da capo. Scegliete con cura la persona che dovrà fare la telefonata, deve avere abbastanza carattere da saper tenere testa alla situazione tesa e divertente al tempo stesso.

Per renderlo credibile dovete ovviamente avere diverse informazioni sul percorso di studi del neolaureato, cercato di informare quanto più possibile la persona che vi aiuterà nel gioco. Fai anche in modo che la telefonata arrivi nel momento giusto altrimenti nessuno ci crederà, neanche lui. No ad orari improbabili, a situazioni in cui ci sono tutti i parenti che abbracciano e baciano lo studente, magari solo te e pochi intimi, a godervi lo spettacolo!

Scherzi per laureati in economia

giochi per la laureaPer concludere questo articolo abbiamo scelto un’altra delle nostre facoltà, dove abbiamo assistito a momenti di grande divertimento e intrattenimento degni del miglior cabaret. Anche in questo caso gli altri studenti non sono del tutto magnanimi con il malcapitato, ma sono momenti che durano poco e lasciano davvero un ricordo di allegria indelebile.

Dal momento che ha scelto di studiare economia lo scherzo perfetto ha proprio a che fare con le finanze. Lo scopo è quello di fargli rappresentare un mestiere delicato e ostico come quello del responsabile recupero crediti, anche se nessuno glielo ha chiesto davvero. Un po’ come pagare pegno per aver scelto questa tortuosa carriera dell’economia.

Non dovrà far altro che andare in giro e richiedere il pagamento di un credito a degli sconosciuti. “Scusi lei, sono un responsabile del recupero crediti, sa che deve ancora 100 euro per la bolletta del gas?”. Questo è solo un esempio, ti lasciamo pregustare l’imbarazzo e la difficoltà del festeggiato, ma anche e soprattutto quello delle persone che incontrerà per strada. Magari si prenderà anche qualche insulto, un modo carino per entrare nel mondo del lavoro!

A fine articolo lo dobbiamo ammettere, ci abbiamo messo un po’ ad abituarci agli scherzi di laurea. A volte sono pesanti e mettono in difficoltà il festeggiato, ma molto più spesso sono davvero momenti di condivisione di una cosa sempre più rara: la medicina della risata. E allora che risate siano, per tutti coloro che accompagnano il fortunato o la fortunata in uno dei giorni più belli della sua vita.

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Partita IVA comunitaria: che cos’è e come funziona

La partita IVA comunitaria serve a chi vuole stabilire rapporti di tipo commerciale con aziende e/o liberi professionisti dell’Unione Europea. I confini si allargano e il mondo dell’economia diventa più ampio e complesso. Ecco un articolo per comprendere quali sono le procedure per l’avvio di un regime fiscale comunitario.

Aprire partita IVA comunitaria

iscrizione partita iva viesSei un piccolo artigiano? Hai un’azienda che produce prodotti regionali e vuoi allargare il tuo business all’estero? Non sei l’unico. Sempre più giovani e non stanno riscontrando un andamento maggiormente positivo del proprio business in paesi fuori dall’Italia, e questo li spinge a scegliere di aprire partita IVA comunitaria. Infatti prima di decidere di inviare merce in altri paesi bisogna accertarsi di rispettare il regolamento vigente. Dopo aver formalizzato la tua posizione puoi operare in tutti i paesi dell’Unione. Un bel vantaggio, davvero.

La partita IVA comunitaria quindi permette di inviare ma anche ricevere denaro e scambio di merci e/o servizi, regolamentando flussi in entrata e in uscita. Vendita e acquisto tra operatori all’interno del territorio UE sono ufficialmente concessi.
Il funzionamento di questo regime fiscale è legato all’immissione all’interno del Vat Information Exchange System, il VIES, una banca dati che raccoglie e registra gli scambi tra i diversi operatori. Ma vedremo le differenze tra partita IVA comunitaria e VIES più avanti. Nel prossimo paragrafo vogliamo concentrarci su quali devono essere i requisiti in possesso di coloro che vogliono avviare questo tipo di attività fiscale.

  • Soggetti che operano in attività imprenditoriali, artistiche e professionali, sul territorio di uno Stato comunitario, ove hanno istituito una stabile organizzazione e desiderano operare con l’estero
  • Soggetti non residenti che presentano la dichiarazione d’identità ai fini IVA o che nominano un rappresentante fiscale per la propria identificazione

Detta in soldoni (per usare termini mutuati dall’economia) per tutti i rapporti di scambio commerciale che avvengono tra operatori di diversi paesi dell’Unione Europea. La partita Iva comunitaria sarà sempre più richiesta dai giovani professionisti e dalle aziende.

Partita Iva europea: come richiederla

Stai per iniziare la tua attività da libero professionista? Allora fin dai primi passi nella regolamentazione della tua attività puoi aprirti alla possibilità di intraprendere “operazioni comunitarie” compilando lo specifico campo contrassegnato con queste parole all’interno del modello AA7 (valido per soggetti diversi dalle persone fisiche) e quello AA9 (se sei un lavoratore autonomo o risulti come ditta individuale). Chi ha una partita IVA di tipo nazionale già aperta e vuole cambiare i parametri per allargare il raggio di azione può richiedere semplicemente l’iscrizione al VIES, tramite un servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, che può essere richiesto anche tramite un intermediario a cui viene affidata la delega.

Mentre prima era necessario recarsi fisicamente all’ufficio dell’Agenzia più vicino adesso è possibile inoltrare la richiesta in qualsiasi momento, o ancora inviarla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Ricordiamo che è necessario anche comunicare l’interruzione dei rapporti con l’estero, con le stesse modalità, sempre con invio telematico della comunicazione in cui si esplicita di rinunciare all’inclusione all’interno del VIES.

Cosa comporta la partita IVA europea

Chi apre la partita IVA comunitaria o chi ha aperto quella nazionale e poi ha richiesto l’iscrizione al VIES deve assolvere determinati obblighi. Innanzitutto deve presentare il riepilogo delle operazioni in entrata e in uscita che effettua con gli altri Stati. Se i riepiloghi dovessero risultare mancanti per tre mesi di seguito l’operatore o il libero professionista verranno esclusi automaticamente dal sistema.

Non lasciarti prendere troppo dall’entusiasmo. È bello fare affari, soprattutto all’estero. Ma se sei alla prima esperienza magari potresti sottovalutare alcuni rischi. Cerca di valutare bene le tue mosse e di informarti sempre a sufficienza rispetto all’iter che devi scrupolosamente seguire. In primis è opportuno informarsi su chi sono gli operatori con i quali interagisci e se loro stessi operano nel rispetto delle regolamentazioni comunitarie. Anche se può rivelarsi lungo e noioso ricordati sempre di verificare prima di accettare o inviare scambi.

Prima di tutto dovrai accedere al servizio di controllo che offre l’Agenzia delle Entrate o a quello della commissione europea che racchiude tutte le partite Iva comunitarie. Inserendo i dati dell’operatore in questione puoi ottenere in tempo reale un riscontro positivo o negativo rispetto all’assoluzione degli obblighi comunitari da parte dell’operatore. Un servizio utile per non incappare in guai per eccesso di buona fede.

Differenza tra VIES e partita IVA europea

libero professionista apre partita ivaLo abbiamo già accennato nei paragrafi precedenti. Il VIES non è un regime fiscale comunitario, ma una sorta di banca dati. Per intraprendere operazioni intercomunitarie è necessaria la partita IVA, una sigla composta da 11 numeri che identifica in modo unico il ruolo fiscale e la posizione di un libero professionista, definibile anche contribuente, o una persona giuridica, per utilizzare termini specifici della giurisprudenza. Aprire la partita Iva è obbligatorio per tutti coloro che superano i 5.000 euro di reddito e coloro che fanno parte di un albo professionale.

La procedura che dà diritto al codice e che quindi sancisce il passaggio al regime fiscale comunitario implica anche l’iscrizione al VIES, un archivio informatizzato a livello europeo, che raccoglie tutte le informazioni relative agli scambi di tipo finanziario-amministrativo tra Stati membri dell’Unione Europea. Tutti coloro che hanno ottenuto un codice identificativo Iva ed effettuano operazioni commerciali intra comunitarie vengono tracciati dal VIES. L’iscrizione al sistema è gratuita. Può essere anche effettuata in un secondo momento tramite intermediari o direttamente.

Fortunatamente l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione on line un servizio per i professionisti con partite IVA comunitarie. MA non tutti hanno ben chiaro come funziona il sistema e per questo preferiscono rivolgersi a qualcuno che se ne intende di economia.

Gli sbocchi professionali nel mercato europeo

Dobbiamo ammettere che per fiondarsi sul mercato a livello europeo serve una certa dose di intraprendenza. E che a volte l’intraprendenza non basta e serve una certa dose di conoscenza. Farti affiancare da una persona che ha studiato economia o scegliere tu stesso di intraprendere una formazione di questo tipo può permetterti di avere ulteriore materiale per conoscere il mercato e sapere come muoverti senza commettere passi falsi.

Le opportunità di studio universitario in Economia sono numerose, come quelle professionali che si palesano una volta terminati gli studi. In provincia di Foggia la vera novità dal punto di vista della formazione accademica è l’Università degli Studi Niccolò Cusano, che eroga corsi di laurea e master in area economia fruibili telematicamente. L’obiettivo è quello di fornire una proposta di studio di alta qualità insieme ai vantaggi di tipo logistico che offre la rete:

  • Studiare da casa e gestire il proprio tempo
  • Non rinunciare né allo studio né al lavoro
  • Non dover impiegare tempo nelle prassi di tipo burocratico

Soprattutto per coloro che vogliono compiere uno scatto di crescita professionale o per coloro che puntano dritti all’obiettivo e non vogliono distrazioni date dall’organizzazione di tempi e spazi classici dell’accademia tradizionale, questa è la soluzione migliore.

La facoltà di Economia Unicusano a Foggia offre un corso di laurea in economia aziendale e management, che dura tre anni ed è il primo passo verso un cammino su cui si può proseguire, ad esempio con il corso di laurea biennale in Scienze Economiche, alla quale possono iscriversi anche coloro che hanno frequentato altri corsi triennali in altre università.

Tutti i corsi sono in modalità e-learning, puntano tutto sull’innovazione, l’efficacia, la dinamicità della tecnologia e la formazione altamente professionalizzante, privilegiando percorsi che conducano ad un reale sbocco nel mondo del lavoro. Per chi vuole aprire partita IVA comunitaria o più in generale un percorso di business di largo respiro, è senza dubbio un’ottima possibilità per fare un balzo in avanti con maggiori competenze.

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Come vestirsi a Capodanno: 5 idee da sfruttare

Anche quest’anno è arrivata la fatidica domanda: come vestirsi a Capodanno? L’ultimo dell’anno è un giorno emblematico, non farti trovare impreparato e sfoggia un look scintillante. Sii al meglio della tua forma per lasciare andare l’anno passato e accogliere il nuovo. Ti aspettano grandi festeggiamenti, ma per una festa che si rispetti ci vuole l’outfit giusto. Ecco i nostri suggerimenti

Come vestirsi a capodanno: idee uomo

outfit uomo capodannoDipende ovviamente da che tipo di uomo sei, non tutti amano l’eleganza. Alcuni preferiscono la comodità alla raffinatezza, un paio di scarpe comode e un jeans senza pretese possono sembrargli il top. Eppure l’outfit di Capodanno resta un’occasione per rinnovare il guardaroba e prepararsi ad affrontare gli altri grandi eventi nei mesi successivi.

Se sei uno di quegli uomini che guarda il guardaroba e si interroga su cosa mettersi a  Capodanno ecco le nostre migliori proposte.

Distinguiamo le scelte di abbigliamento per la festa in:

  • Capodanno elegante
  • Capodanno in discoteca
  • Capodanno in piazza
  • Capodanno in montagna

Queste quattro possibilità sono quelle che vanno per la maggiore. La prima è adatta ai contesti formali, ai veglioni in grande stile. Se hai scelto il capodanno elegante ti troverai in mezzo a persone con papillon, cravatte e gessati, e tu che vuoi fare? L’idea è quella di provare uno smoking, stretto e avvitato, soprattutto se hai una costituzione asciutta. Si può evitare la giacca, se proprio non la sopporti scegli una camicia bianca (che fa sempre la sua ottima figura) e uno dei due accessori da abbinare a capodanno: gemelli originali o papillon un po’ retrò.

La seconda opzione prevede la discoteca, luci stroboscopiche, caldo e potenziale sudorazione eccessiva in mezzo alla mischia. Parola d’ordine: hipster. L’inverno la camicia a scacchi è ben accetta, soprattutto se abbinata a un pantalone nero non troppo largo o a un modello Chinos con risvoltino (pare che ormai sia sdoganato ad altissimi livelli). Con questo outfit per il capodanno in discoteca puoi abbinare il maglione di lana per non prendere freddo quando a fine serata varcherai la soglia per tornare a casa e lo sbalzo di temperatura ti giocherà un brutto scherzo.

Il capodanno in piazza è molto più easy, sia uomini che donne possono vestirsi un po’ come gli pare. Soprattutto i single non dovrebbero esagerare con la noncuranza, avere sempre un occhio di riguardo verso la decenza non guasta, potrebbe essere questa la volta buona per scambiare il bacio della mezzanotte. Quindi maglione e scarpe da ginnastica sono da pollice in su, soprattutto se ben abbinate, ma il capo che non deve mancare è il parka, di solito fa la differenza. Una sciarpa aggiunge un tocco di stile e preserva da un mal di gola assicurato.

Per ultimo, ma non in ordine di importanza, ti spieghiamo come vestirsi per capodanno in montagna. Se hai scelto questa destinazione è probabilmente perché ti piace particolarmente, quindi già sai quali sono i capi che non devono mancare:

  • Pantaloni di tessuto tecnico
  • Scarponcini
  • Maglione di lana

Un piccolo promemoria rispetto a quest’ultimo: no fantasie pacchiane!

Come vestirsi a Capodanno 2019: oufit donna

Abbiamo volato dare prima spazio agli uomini per sfatare la convinzione che gli uomini non ci tengono al look di capodanno. Non è vero, sono molto più attenti di quanto si pensi. Ma sicuramente le donne passano più tempo a parlarne. Quindi in questo paragrafo abbiamo racchiuso i migliori consigli per la notte del 31 dicembre, non passerai inosservata.

Troverai soprattutto tre topic intorno ai quali ruotano la maggior parte delle discussioni su come vestirsi a capodanno:

  • Vestiti lunghi o corti
  • scarpe
  • accessori

vestirsi a capodannoLa prima scelta da fare è quella del vestito per il veglione o la discoteca. Se hai già in mente dove trascorrerai la serata puoi orientarti meglio nell’acquisto. La location fa la differenza, oltre alla tua praticità e ai gusti personali. Pensa soprattutto al fatto che trascorrerai tante ore fuori casa, per cui un colpo al cerchio e uno alla botte: un po’ di eleganza e un po’ di praticità. L’abito corto va bene in discoteca, per una serata scanzonata a casa tra amici non è proprio adatto. Al veglione ti suggeriamo di optare per una via di mezzo, se vai ad una serata di gala dovrai attenerti al dress code, se sei libera di scegliere fai spazio agli abiti midi. Colori adatti ai vestiti di capodanno? Non bisogna neanche chiederlo: rosso, oro, nero!

Le scarpe meriterebbero un articolo a parte. Qui ci limitiamo a consigliarti di privilegiare un paio di scarpe rosse, è un colore bellissimo che non si usa spesso, ma quale occasione migliore del capodanno? Occhio alla forma del tacco, da quella dipende la comodità, quindi evita il famoso tacco 12 se devi ballare tutta la sera, dirotta l’acquisto su un paio di decolletté dal tacco sottile. Invece se sei proprio una che di tacchi e tacchetti non ne vuole sentire e sai che trascorrerai la serata con le tue amiche in una situazione informale benedici le tue sneakers che anche in quest’occasione ti saranno fedeli alleate.

E ancora: gli stivali non sono banali! Ci voleva la rima per ribadire il concetto. Sono bellissimi! Certo, rossi rischiano di essere un tantino eccessivi, ma neri vanno benissimo. Qualcuno inizia a sfoggiare in passerella anche sandali invernali, da mettere con i calzini glitterati o collant ultra coprenti. Devi essere davvero una maga del fashion perché se sbagli abbinamento sono terribili da vedere!

Dobbiamo ancora parlare degli accessori! Ecco, un altro argomento infinito. Quest’anno il must have sembrano essere le mini clutch con tracolla. Perché? Sono comode, sfarzose e utili. Puoi avere l’indispensabile addosso e continuare a ballare senza intralcio. Da abbinare a qualche gioiello sbrilluccicante, ad esempio un anello oppure un paio di orecchini importanti. Guardati bene dall’effetto albero di Natale: poche cose brillanti ma buone. Scegli con attenzione o fatti aiutare dalla tua amica patita di shopping.

L’outfit perfetto per capodanno: streetwear

Anche quest’anno le tendenze cambiano. E questo è l’anno dello streetwear. Vogliamo farti un regalo e in questa guida su come vestirsi a capodanno abbiamo pensato di farti una lista di capi e idee di abbigliamento streetwear che puoi comprare prima del 31 dicembre. Attenzione: look ideale per capodanno in piazza, e anche in discoteca, perché no, sì ovviamente anche in montagna, ma no assolutamente no al veglione.

Ecco i capi irrinunciabili per un capodanno comodo e trendy:

  • jeans a vita alta
  • stivaletti tacco largo
  • piumino
  • giacca invernale con cappuccio

Tra i jeans a vita alta più belli e comodi troviamo il modello mom, che si inizia a vedere anche in stile gessato o con strass e applicazioni più raffinate. Ci sta bene lo stivaletto, invece meglio non metterlo con il piumino ma con la giacca invernale corta con cappuccio. Il piumino è perfetto con un jeans stretto e le sneakers.

Queste idee sono perfette per vestirsi low cost, perché probabilmente uno di questi capi sta già nel tuo guardaroba. Magari sbirciando attentamente ritroverai anche il vestito della tua feste di laurea e alla fine deciderai di dargli un’altra possibilità. Qualsiasi sia la scelta che farai per capodanno noi ci auguriamo che sia per te una serata indimenticabile. Ci auguriamo anche che non rimanga ai posteri la memoria del tuo look osceno. Non è il caso di osare idee strane proprio in un giorno così importante.

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Tipologie di colloquio di lavoro: quali sono e come affrontarle

Stai cercando lavoro, sei curioso di sapere quali tipologie di colloquio ti aspettano? In questo articolo vogliamo informarti sulle diverse modalità con cui vengono ricercati i candidati ad una posizione professionale. Conoscerli ti aiuterà ad arrivare preparato e a guadagnare la carriera che desideri.

Il colloquio conoscitivo

primo colloquio di lavoroHai inviato il curriculum, è stato visionato dai recruiter e ti hanno contattato per un colloquio: molto bene! Adesso devi prepararti al grande giorno. Come ben sai la prima impressione è quella che conta. Capita a tutti di arrivare con grande emozione a quel giorno, ma è importante che tu mantenga la lucidità e che sappia dare il meglio di te in quella manciata di minuti.

Il primo colloquio viene appunto chiamato colloquio conoscitivo. Il fine è quello di selezionare soltanto alcuni candidati, per cui se non farai una bella figura ti sarai giocato il posto. Non vogliamo metterti ansia, desideriamo come te che quello sia uno dei giorni migliori degli ultimi anni. Dopo il corso di laurea, il master e i vari aggiornamenti professionali è giunto il momento di guadagnare il successo meritato.

Il referente che ti troverai davanti ti farà alcune domande per inquadrare la tua preparazione e la tua attitudine al lavoro, anche informandosi su esperienze che non riguardano strettamente la sfera professionale come i tuoi hobby, le tue esperienze di volontariato e i tuoi viaggi.

Non sempre viene eseguito un colloquio conoscitivo al fine di assumere una persona. A volte viene fatto per scegliere persone da tenere in considerazione per ampliamenti o eventuali posti vacanti in futuro.

Se superi questa fase potrai essere ricontattato per un secondo e un terzo colloquio. Se ricevi una chiamata per un secondo colloquio significa che l’azienda sta mostrando interesse per te, ma non è ancora il momento di cantare vittoria. In questa occasione potrai incontrare direttamente il responsabile delle risorse umane o un altro dirigente preposto al reparto in cui andrai inserito. Se anche a loro dimostri di essere una persona valida per la posizione sei quasi in dirittura d’arrivo. Qui tieniti pronto a domande più specifiche rispetto alle tue aspettative sul lavoro in questione, lo stipendio e la mole di incarichi da gestire.

Il terzo colloquio non è sempre necessario, ma capita che alcune aziende lo richiedano, soprattutto se stanno cercando un professionista da inserire all’interno di una posizione molto delicata, difficile da sostituire. Di solito è quello definitivo, quindi se sei arrivato fino a qui potrai ben presto brindare.

Altri tipi di colloquio di lavoro

Sì, non esiste solo il colloquio conoscitivo. Ed è bene che tu sia pronto ad affrontare anche modalità sostanzialmente nuove. Ne esistono tanti e non è detto che ti capitino tutti. Di fondo l’obiettivo è sempre lo stesso: valutare le tue competenze e la tua motivazione, comprendere le tue modalità di ragionamento e di lavoro e l’abilità nel gestire la situazione in cui ti troverai se dovessero scegliere te. Tra i principali metodi di colloquio troviamo:

  • Colloquio di gruppo
  • Colloquio telefonico
  • Videochiamata
  • Assessment individuale
  • Test sulle competenze

Vediamo ogni singolo metodo nel dettaglio.

Colloquio di gruppo

Forse è uno dei più imbarazzanti, ma non per tutti. Serve alle aziende per valutare la tua capacità di interazione in un contesto di gruppo e viene scelto spesso per comprendere se uno o più candidati possono lavorare insieme. Se dovrai lavorare all’interno di un team questa tipologia di colloquio è la più probabile e quella che dovrebbe spaventarti di meno se sogni di svolgere una professione che prevede la collaborazione con altre figure.

Di solito si inizia sempre con la presentazione individuale per poi passare a domande in cui è prevista la risposta collettiva del gruppo. In alcuni contesti vengono addirittura proposti giochi di gruppo, per testare le reazioni alle dinamiche di interazione. Non sempre è facile farsi notare in questi contesti di colloquio, ma un atteggiamento aperto e collaborativo sono vincenti, insieme ad un pizzico di doti di leadership che non guasta mai.

Colloquio di lavoro telefonico

Se l’azienda a cui hai inviato il curriculum si trova in un luogo lontano dalla tua residenza, o sei stai tentando di intraprendere la strada del lavoro da remoto come molti free lance fanno, ci sono ottime probabilità che ti contattino per un colloquio telefonico. I primi consigli per affrontare questa situazione al meglio sono di tipo tecnico e logistico:

  • Assicurati di stare in un luogo tranquillo e senza interferenze
  • Prendi appunti sulla conversazione
  • Tieni in curriculum a portata di mano
  • Parla formalmente ma senza eccessi di cortesia

Anche per quanto riguarda la voce vale la regola della prima impressione. Scandisci bene le parole, non parlare con il fiatone e smetti di fare qualsiasi altra cosa. Il fatto che tu stia al telefono non significa che questo non è un momento cruciale.

Videochiamata per colloquio di lavoro

Grazie ad internet e alla possibilità di connettersi tramite videocamera in qualsiasi luogo è possibile partecipare ad un colloquio di lavoro in videochiamata. I programmi utilizzati sono Skype, FaceTime e Jitsi (che permette videochat direttamente da browser senza installazione e registrazione). Anche in questo caso, come per il colloquio precedente, assicurati di avere una buona connessione, un microfono e una videocamera funzionante. Scegli una stanza ben illuminata, possibilmente sullo sfondo della parete dietro di te non dovrebbe esserci niente. Vanno bene librerie e quadri, ma meglio evitare il lavabo della cucina, i poster dei centri sociali o altre cose appese a caso. Devi suscitare una sensazione di professionalità fin da subito. Anche se filtrata dallo schermo la tua immagine sarà nitida, presentati al meglio della tua forma fisica e ben vestito.

Spesso questo colloquio viene richiesto per lavori nell’area informatica e della comunicazione digitale, mostrare la tua alfabetizzazione informatica e la tua capacità di usare la tecnologia ti farà acquisire punti. Se già alla proposta di una videochiamata hai risposto che non sapevi cosa fosse Skype, bè, probabilmente non hai buone probabilità di passare.

Assessment individuale

esempio colloquio di lavoroQueste parole non ti dicono molto, forse non è molto utilizzato in Italia. Si tratta di una vera e propria metodologia di conduzione del colloquio, simile (purtroppo) ad un interrogatorio. Se rispondi bene a tutte le domande la posizione è tua. Le domande sono poste per indagare in profondità su di te, e sono molte di più di quelle di un colloquio conoscitivo classico e la sua durata è molto variabile e lunga. Può arrivare a durare due giorni, in cui ti verranno sottoposti test e quesiti sulle capacità professionali ma anche sulla tua psicologia. Anche i lavori di gruppo possono rientrare nell’assessment individuale. Dovrai svolgere alcuni compiti, osservato da diverse persone a cui spetta il compito di valutarti. Sì, è particolarmente ansiogeno, ma spesso viene proposto per posizioni di altissimo livello, quindi se lo superi congratulazioni!

Test sulle competenze e abilità

Questo è l’ultimo esempio di colloquio di lavoro di cui ti vogliamo parlare, ma già la definizione dice molto sulle modalità. I test abbinati ai colloqui sono in costante crescita, i recruiter ne fanno attualmente largo uso e sono utilizzati soprattutto per individuare professionisti in ambito gestionale. Il vantaggio è che i test sono in grado di rilevare molti aspetti della psicologia, delle competenze e della capacità di ragionamento logico del candidato. Anche se viene meno la dimensione verbale è un’ottima occasione per evitare l’imbarazzo del faccia e faccia

Ora che ti sei fatto un’idea dei vari colloqui che ti possono capitare sei pronto per affrontare l’entusiasmante sfida. In bocca al lupo!

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Film sul marketing e la vendita: ecco quelli da vedere

I film sul marketing inquadrano con precisione le dinamiche più avvincenti di una vita fatta per inseguire continue sfide. La formazione è importante, fin da subito. Dal corso di laurea in Economia fino al master hai miriadi di opportunità di studiare e imparare, ma forse nessuno ti ha mai detto che hai l’opportunità di farlo anche rilassandoti. Scegli uno di questi titoli e guarda sullo schermo come si diventa un vero marketer.

Film sul marketing e sulla vendita

film sul successo economicoChi ti ha detto che i film sulla vendita sono noiosi probabilmente non ha la benchè minima idea di quello che dice. È bastato uno straordinario Di Caprio con un altrettanto staordinario Scorsese per far ricredere chiunque. Con The Wolf of Wall Street ha lasciato tutti quanti a bocca aperta, un film di marketing lungo ma che non stanca. Questo è solo un titolo d’esempio, ma ce ne sono davvero tanti. Per tutti coloro che si occupano di marketing e di vendita è utile andare a scovare qualche titolo ispirante. Ti aiutiamo noi con una selezione di pellicole di vario genere, più o meno collegate al marketing ma sicuramente di grande interesse per coloro che vogliono buttarsi nel mondo della vendita, della finanza e del successo come marketers.

Thank you for smoking

Una critica corrosiva che ci ricorda che il fine ultimo di qualsiasi strategia è il guadagno. Ci sono molte scuole di pensiero nel marketing e nei film sulla vendita spesso emergono quelle più efferate e senza scrupoli. Questo film del 2005, diretto da Jason Reitman ha lo stile della commedia. Racconta la storia di un lobbista che difende a spada tratta il fumo e i produttori di sigarette. Il film trae ispirazione da un libro, come spesso accade per i film sul business ma non solo.C
Ottima dialettica, dubbia moralità e relazioni difficili con il mondo delle istituzioni. Di certo non viene fuori un ritratto grazioso dei marketer ma sicuramente offre materiale su cui riflettere abbondantemente. Di certo queste dinamiche, quello che può accadere quando si lavora in questo ambiente, non lo si impara nei manuali di economia.

The Founder

Il regista John Lee Hancock racconta la vita dell’imprenditore Ray Kroc. Se questo nome non ti dice niente, beh, aspetta di sapere quale marchio ha creato e ti suonerà improvvisamente famigliare. Ray Kroc era un venditore qualsiasi quando nel 1950 incontrò i fratelli McDonald. Inizi a capire? Ti ricorda qualcosa questo cognome? Esatto! I due proprietari di un fast food hanno messo in piedi un portentoso meccanismo di vendita del cibo, rapidissimo ed estremamente efficiente. Kroc fiuta il successo della strategia e decide di cavalcare quel potenziale, prendendo sempre più spazio dentro quella che poi sarebbe diventata la sua azienda. Occasioni da cogliere al volo, anche questo è marketing. Questo film su un imprenditore di successo nato da un incontro fortuito ce lo mostra con lucida narrazione.

Forrest Gump

Spezziamo momentaneamente la lista di film sulla vendita o sul marketing classici, in cui questi temi sono il fulcro dal quale non si discosta mai il filone narrativo. Lo facciamo per introdurre un titolo che risiede nel cuore di moltissimi: Forrest Gump. Questo capolavoro del 1994, diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks ­ con quella capacità struggente di dare spessore e profondità al personaggio che forse non vedremo con così tanta grandezza in altri suoi film – merita di entrare in questa guida perché fondamentalmente ti parla di sfide. Sfide considerate da molti impossibili, ma che Forrest intraprende in maniera spontanea, naturale e folle. Attraversa fasi storiche e di vita con perseveranza e pensiero positivo insegnandoci che la vita è quello che si costruisce ogni giorno con costanza e capacità di andare avanti, sempre.

Startup.com

come ti vendo un filmIl marketing nei film è stato trattato in tutte le salse, ma ancora deve nascere un filone che si concentri sugli aspetti più attuali, quelli nati dallo sviluppo tecnologico senza eguali degli ultimi anni. Il film in questione parla della nascita del sito govWorks.com, un progetto informatico nato per mettere in comunicazione cittadini e comuni fornendo servizi in grado di semplificare la vita, come pagare multe ed effettuare altre semplici operazioni. Il film ci fa comprendere l’importanza delle ricerche di mercato quando si sceglie di avviare una nuova attività.

La storia lascia spazio alle vicende dei due amici a capo del progetto e al loro entusiasmo nato grazie alle opportunità della rete. Da pochi dipendenti nel 1998 l’azienda cresce e prospera creando un modello capace di resistere. Internet e la tecnologia sono al centro di un movimento inarrestabile di crescita, questo docufilm ha il merito di incorniciare un bell’esempio della prosperità e dell’innovazione trascinante che può scaturire grazie a questi canali.

Come ti vendo un film – The greaters movie ever sold

La parola magica di tutti i marketers del mondo: advertising. In questo documentario si spiega come le compagnie sfruttano i mezzi di comunicazione di massa per piazzare i propri prodotti sul mercato. Morgan Spurlock ci parla del product placement, di come si individuano e si scelgono gli investitori e il budget da puntare per ottenere visibilità e come vengono girate le scene in cui i prodotti emergono. Il pubblico spesso è ignaro dei retroscena, ma grazie a questo film sul marketing dietro le quinte riesce a cogliere un aspetto nuovo e insolito di questa professione. Interviste a registi e personaggi di spicco arricchiscono il documentario e lo rendono un’opera da non perdere.

What Women Want

Un film più leggero, che piace molto alle donne, grazie al fascinoso Mel Gibson che veste i panni di un pubblicitario di successo. Lo sfondo è proprio l’ambiente di un’agenzia pubblicitaria ed è molto interessante vedere come viene creato uno spot di una nota marca sportiva. Ma non solo, l’espediente narrativo che rende tutto molto divertente e stimolante è il fatto che Mel Gibson ha il potere di leggere nella mente delle donne e quindi prende determinate scelte per raggiungere i risultati desiderati. Ci sembra qualcosa di simile a quello che fanno i marketer tutti i giorni, cercare di scoprire quali pensieri si nascondono dietro le menti delle persone. Ma non solo per esaudire i propri desideri, anche per accontentare i bisogni altrui.

La ricerca della felicità

Questo film sulla vendita ritorna sovente in molte liste e articoli di questo genere. Ci fa piacere inserirlo nella lista perché è una grande produzione che porta la firma di un regista italiano: Gabriele Muccino. La visione fa riflettere, ti porta ad interrogarti su quali siano i veri valori della vita e a prendere consapevolezza del fatto che i problemi non sono mai così grandi. Le gioie sono dietro l’angolo, nelle cose che molti reputano insignificanti ma che riempiono le giornate e la vita intera. In questa lista volevamo mettere un film sulla crisi economica ma che sapesse mettere in luce anche le qualità di ogni marketer di superare quel momento, guardare oltre e abbracciare col sorriso tutto ciò che lo circonda.

Il film è stato prodotto da Will Smith che ha scelto come regista Gabriele Muccino, da cui era rimasto colpito in seguito alla visione del film L’ultimo bacio. In Italia non ha riscosso molto successo al botteghino, mentre in America è andato a gonfie vele. Forse non possiamo definirlo del tutto un film italiano, ma comunque ci faceva piacere concludere con questo titolo questa lista.

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Come diventare persone di successo: 5 regole d’oro

Ci vuole tempo ed esperienza per capire come diventare persone di successo. Sarebbe bello svegliarsi un giorno e avere in mano tutto quello che si desidera. Ma saresti in grado di valorizzarlo davvero, di dare un senso ad ogni cosa che possiedi? Spesso dietro al successo ci sono piccoli gesti quotidiani. Noi immaginiamo grandi investimenti, eredità megagalattiche e colpi di fortuna improvvisi. E se invece la soluzione per raggiungere la meta desiderata fosse proprio sotto i tuoi occhi?

Abitudini di successo: 5 regole d’oro

abitudini delle persone di successoNon serve una lista lunghissima. Le abitudini di successo che funzionano sono tante, ma tu devi individuare quelle giuste per te. Non esistono tecniche da applicare nell’immediato, uguali per tutti. Dipende innanzitutto da qual è la tua definizione di successo. Ci sono diversi modi di vedere la questione. C’è chi crede che sia legata alla quantità di denaro posseduta, chi alla posizione lavorativa, chi ai beni da sfoggiare, chi alle capacità relazioni e famigliari.

Si può definire successo la vita di un uomo solo, che ha pessimi rapporti con la famiglia e soffre per l’assenza di legami sentimentali? Forse no. Come allo stesso modo non si può chiamare successo l’esistenza di una persona con relazioni appaganti ma senza denaro sufficiente a vivere una vita dignitosa. Può darsi che la verità sta nel mezzo.

Qui vogliamo avvicinarci ad un’idea di successo considerato come capacità di avere una vita attiva e appagante, sia sul lavoro che negli affetti. Perché secondo noi è questo che coincide con la realizzazione personale: una vita piena di affetto e prospera.

Per fornirti informazioni preziose sulle abitudini di vita delle persone di successo abbiamo scelto di stilare una lista di cinque consigli. Non perderteli.

Pensare come una persona di successo

La nostra lista sarà breve ma intensa. Qui ci sono racchiusi tutti gli insegnamenti delle persone di successo che abbiamo incontrato lungo il nostro percorso professionale e che abbiamo studiato come fonte di ispirazione. Il tuo obiettivo non è diventare un’altra persona, ma essere te stesso. Prendi queste parole come indicazioni, non come verità assoluta.

1. Focalizzarsi sul tempo e le priorità

Il tempo è denaro, si sa. Ma il tempo è anche una risorsa preziosa per se stessa, quelle ore che passano nell’ozio non ritornano più. È giusto e vitale dedicare del tempo al riposo e al non fare, perché siamo esseri che necessitano di distendere mente e corpo per non impazzire dietro la frenetica routine dei tempi moderni. Però è giusto darsi degli obiettivi prioritari e rispettarli. Gli obiettivi non possono essere un concetto astratto. “Consegnare la relazione per l’esame di psicologia” è un impegno necessario, con una precisa scadenza. Per raggiungerlo nel migliore dei modi devi calendarizzare il tuo tempo a disposizione. Facendolo con anticipo avrai la possibilità di dedicarti le giuste ore a tale compito, senza fretta e con il massimo della tua attenzione.

Ricorda di valutare se è veramente questa la tua priorità, se ne hai altre dovrai lasciare questa in secondo piano anche se la trovi più stimolante, altrimenti quando ti ci dedicherai avrai la sensazione spiacevole di aver lasciato qualcosa in sospeso e non lavorerai bene.

2. Ricorda i valori della vita

Si può fare sempre di più. Se ti concentri su questa massima sarai una persona di successo. Ma stai attento, perché questa citazione nasconde un “lato oscuro”. In realtà ti sta dicendo che può sempre dedicarti un tempo maggiore ai tuoi obiettivi, ma rischiando di dimenticare qualcosa di altrettanto importante. Hai fatto il meglio che potevi oggi? Bene, torna a casa per cena, esci e fai attività fisica anche tramite un’app di allenamento, resta a casa a meditare o guardare un film, anche questo fa parte della tua vita di successo.

3. Sì al taccuino, no alle to do list

Le famose liste di cose da fare per essere più produttivi sono controproducenti. Perché? Lo sai che più della meta di quanto hai scritto su quel pezzo di carta non riuscirai a portarlo a compimento? E allora accumulerai stress e frustrazione. Quelle task impresse con l’inchiostro restano nella tua testa, ti rendono il sonno disturbato e non hanno una reale conseguenza positiva sul tuo livello di produttività. Basta, sostituiscile con un calendario, da rispettare rigorosamente e poi compra un bel taccuino. Portare un note-book ti aiuta a ricordare le intuizioni più brillanti, segnandole sul momento. Sai quante idee geniali hai perso per strada? Non ci pensare!

4. Dire di no

Questa è una cosa che non ci insegnano e lavorando in un ambito di formazione italiano ci rendiamo conto che è tipico del nostro paese. Forse la nostra proverbiale cortesia e accoglienza non ci consente di declinare gli inviti e di conseguenza ti ritrovi con appuntamenti e altre incombenze che riempiono il tuo tempo di cose lontane dal perseguimento degli obiettivi. Datti una regolata, il tuo tempo ti appartiene. Dire di no non è scortesia: è saper essere presenti al momento giusto.

5. Fare una cosa per volta e non rimandarla

Importantissima regola che si riallaccia alla prima. Dedica il giusto tempo alle priorità e soprattutto non rimandarle. Chiediti, anche solo un secondo, perché meglio domani di oggi? Molto spesso non c’è risposta a questo quesito se non la tua pigrizia. Dandoti da fare oggi impari ad arginare l’autosabotaggio e accumuli soddisfazione e tempo da dedicare al riposo nei giorni a venire. Non male come idea, vero?

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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